Quant 48Volt di Nanoflowcell, numeri sulla carta mostruosi ma…

Quant 48Volt propone un'autonomia di 1.000 chilometri, e rifornimento rapido, al solito sulla carta le soluzioni di Nanoflowcell stupiscono, ma è da anni che non vanno mai in produzione

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Nanoflowcell ha presentato al Salone di Ginevra la Quant 48Volt, l’ultima nata della casa che è solita all’appuntamento svizzero sfornare qualche novità, salvo poi lasciarle sullo stand fino all’anno dopo.

Il costruttore di proprietà di Nunzio La Vecchia, con sede legale in Liechtenstein, crede nell’uso di una cella a combustibile a flusso come fonte primaria di energia di bordo degli autoveicoli elettrici (con vantaggi sulla rapidità di rifornimento e sull’autonomia) e su una tensione di funzionamento di soli 48V (con vantaggi per la sicurezza elettrica e per l’economia produttiva dell’elettronica di controllo del motore). Qui sotto sono per esempio presi a termine di paragone alcuni modelli.

Anche quest’anno a Ginevra ha quindi proposto due realizzazioni basate su questa impostazione. Una è la già nota QUANTino, una coupé compatta, che vedete nella foto qui a destra, con un motore da 20 kW per ruota che avevamo visto lo scorso anno.

Nanoflowcell Quant 48Volt

La novità è invece la Quant 48VOLT è invece una grossa e filante sport limousine dall’abitacolo spazioso e con grandi portiere ad ala di gabbiano; anch’essa monta un motore per ruota (dell’originale tipo a 45 fasi e basso voltaggio), ma in questo caso da 140 kW ciascuno, per complessivi 560 kW / 760 CV che consentono di raggiungere i 300 km/h.

Semplicemente mostruosa la coppia di 2000 Nm per ruota, verosimilmente ottenuta in presa diretta (visto che c’è un motore per ruota) e non mediante un cambio o un riduttore meccanico. Essendoci 4 motori sono dunque disponibili 8000 Nm complessivi.

Potenze mostruose, almeno sulla carta

Assumendo ruote da 20″ con un braccio di 10″ (circa 0.25 metri), simili valori si tradurrebbero in forze lineari al suolo complessive talmente alte da superare di slancio quanto può essere trasmesso per attrito da un semplice appoggio pneumatico-asfalto con un peso dell’auto intorno, per esempio, a 2.000 kg (per un’accelerazione a 1 g, circa il massimo prima di iniziare a pattinare, occorrerebbero 2.000 kg totali di spinta, pari a circa 19 kN).

2,4 secondi per lo 0-100 km, il limite ora è solo l’aderenza

Di certo l’auto deve provvedere ad autolimitarsi nell’uso della coppia motrice. Non stupisce, con cifre simili, che l’accelerazione 0-100 richieda i “soliti” 2,4 secondi ormai raggiunti un po’ da tutti, da Tesla a FF91 ad altre hypercar elettriche vere o raccontate. Sarà anzi meglio abituarsi, per le elettriche estreme, a tempi di questo tipo, perché ormai il limite (già raggiunto) è quello dell’aderenza più che la potenza del motore.

Novità sulle celle a flusso, aumenta l’autonomia dichiarata

Le celle a flusso, di cui abbiamo parlato estesamente qui, sono state migliorate e adesso la loro erogazione di potenza è controllata in modo diretto, alla fonte, eliminando la necessità dei supercondensatori, in ruolo di tampone, utilizzati in precedenti modelli Nanoflowcell per gestire e “ammorbidire” i transitori.

Sulla Quant 48VOLT lavorano infatti in parallelo sei celle a flusso. Ogni cella può erogare correnti fino a 1.500 Ampere e Nanoflowcell dichiara che grazie al funzionamento in bassa tensione è possibile erogare alte potenze per lunghi periodi senza incorrere in fenomeni di sovratemperatura come accade con altri veicoli elettrici.

Di grande rilievo l’autonomia dichiarata, di oltre 1.000 km; il costruttore dichiara che la densità volumetrica di energia della soluzione elettrolitica utilizzata è di “oltre 600” Wh/litro, mentre l’energia complessiva portata a bordo è di 300 kWh, mediante 2 serbatoi da 200 litri ciascuno.

Questo significa che il consumo energetico medio è intorno ai 300 Wh/km, significativamente più alto di quello dichiarato dalle altre auto elettriche – o forse, semplicemente misurato in modo più realistico che nel surreale ciclo NEDC.

L’orizzonte temporale per una possibile entrata in produzione della Quant (e, quel che più conta, per la contestuale inaugurazione di una rete di stazioni di servizio per il rifornimento di elettroliti) deve ritenersi di 4-5 anni, ma questo lo dicevano anche tre anni fa per il lancio del primo modello…

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