Parigi: chiude Autolib’, il car sharing elettrico pubblico

Finisce il sogno elettrico per il car sharing pubblico parigino: in poco più di 7 anni, Autolib' ha assommato 233 milioni di debiti

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Stop ad Autolib'
Stop ad Autolib'

Autolib’, il car sharing pubblico ed elettrico di Parigi, non esiste più. Il Samv, Syndicat Autolib’ Vélib’ Métropole che lo gestiva, ha staccato la spina, votando per la risoluzione del contratto con Bollorè, che reclamava 233 milioni di euro. La risoluzione ufficiale esclude che il contratto possa essere riassegnato ad altro partner.

Il carsharing elettrico Autolib

Il servizio, giunto alla fine del settimo anno di crisi continua, fu lanciato nel 2011 a Parigi come cooperativa intercomunale che ha scelto come partner il gruppo industriale Bollorè. L’area metropolitana in questione comprende 102 Comuni, ricordando che in Francia ogni agglomerazione costituisce uno dei 38 mila Comuni.

Un'autolib' alla stazione Diderto di Parigi
Par Poulpy — Travail personnel, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=16857432

Gli obiettivi iniziali prevedevano 3 mila veicoli su 80 Comuni, con il pareggio delle spese fisse in caso di 50 mila abbonati annuali, ma prevedendone 200 mila entro fine 2015. A quella data, invece, 102 Comuni sono serviti da 4 mila auto ma con meno di 100 mila abbonamenti annuali, mentre il pareggio delle fisse era via via salito a 82 mila. Nel 2016, finito con 180 milioni di perdite d’esercizio, il pareggio delle spese fisse veniva valutato in 130 mila abbonamenti annuali.
A fine 2017 il passivo era salito a 210 milioni.

Quota centomila è risultata il limite di Autolib'
Gli abbonamenti Autolib’ in una stima di 6-t.

Purtroppo Autolib’ non si è più spostato da quota centomila: a fine 2016 si sfiorarono i 110 mila per poi iniziare un periodo di 13 mesi consecutivi di leggero calo (dati di 6-t). Un cambiamento nei contratti ha permesso una lieve risalita alla fine del 2017, ma i numeri sono alla metà del previsto. E’ quindi normale il piano di uscita dall’attività.

Difficile mantenerli puliti

Molte sono le cause indicate da proprietà ed utenti. Il parco auto non è più nuovo, le auto puzzano di sigaretta e sono spesso sporche e danneggiate. Non essendo controllate da un vero proprietario su base quotidiana, un certo numero sembrano diventare il riparo notturno di drogati e sans fixe dimore.

Molti valutano i prezzi elevati: è strano, per una città abituata al 90% dei ventenni girare senza auto di proprietà.

Elettrico, profittevole a breve?

Per il 2023, il progetto parigino del 2011 prevedeva ricchi utili teorici di 56 milioni di euro. All’inizio del 2018, quell’attivo si era trasformato in un’ipotesi di passivo di 300 milioni. Tutte le voci ascoltate, non solo quelle brevemente riportate nelle righe sopra, hanno avuto un’importanza imprevista.

Parlando di futuro bisogna vedere cosa ne sarà non solo del debito accumulato finora, ma anche del servizio stesso, nonostante questa prima chiusura totale alla prosecuzione. Ma la verità di fondo tracciata dalla parabola Autolib’ sembra molto più ampia: il car sharing elettrico non è ancora un business profittevole per le grandi città. Lo sarà a breve?

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