Dalla Cina arriva Lvchi Venere, supercar elettrica da costruire in Italia

Sarà svelata al prossimo Salone di Ginevra la supercar LvChi Venere, sviluppata con Idea Institute di Torino, ma i piani ambiziosi della società cinese in Italia fanno ben sperare per il futuro

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Al momento il nome Lvchi non dice nulla a molti, ma dal 2019 dovrebbe diventare il primo produttore di automobili elettriche costruite in Italia da un’azienda non italiana, grazie a una collaborazione con Idea Institute di Moncalieri, Torino.

L’acronimo di Lvchi significa Leading Votive Cooperative Harmonius Innovative, e non stiamo parlando di un’azienda qualunque, ma di una divisione di un gruppo cinese dal nome ZDNN Group, attivo nel mondo dell’automotive e soprattutto delle batterie, che come sappiamo è un componente chiave della mobilità elettrica.

Andando con ordine: al prossimo Salone di Ginevra sarà esposta la LvChi Venere, supercar elettrica con carrozzeria a quattro porte molto filante disegnata a Torino dall’Idea Institute. Il programma è di costruirne almeno 500 esemplari a partire dal 2019 in un impianto da individuare intorno al capoluogo piemontese.

Le caratteristiche della Lvchi Venere

La Lvchi Venere deriva dalla concept Urano, già presentata in Cina, della quale dovrebbe riprendere le principali caratteristiche. La lunghezza è quindi di 512 cm, con larghezza di 195 cm e passo di 304 cm.

I motori dovrebbero essere quattro, due davanti e due dietro: al momento la Urano dispone di un totale di 520 kW, ma sulla Venere potrebbero anche aumentare in modo da assicurare prestazioni ben superiori alla Tesla Model S, modello al quale chiaramente vorrà dare battaglia.

Grazie alle batterie al litio di capacità stimata intorno ai 100 kWh, l’autonomia nel ciclo NEDC è di oltre 500 chilometri, pur con un peso complessivo superiore ai 2.000 kg. Prezzo da supercar, si stima di oltre 200mila euro.

La gamma LvChi e il futuro per l’Italia

La LvChi Venere sarà dunque la prima di una gamma che comprenderà successivamente anche Suv, già presentate in Cina e alcune city car full-electric, anche queste destinate alla produzione in Italia. Un’opportunità interessante che potrebbe favorire così lo sviluppo delle motorizzazioni full-electric anche nel nostro Paese.

Immagine di apertura: LvChi Urano, fonte AllCarIndex

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