Elon Musk a tutto campo su tetti solari, Gigafactory, razzi riusabili e colonia su Marte

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Al TED2017 una vera e propria valanga di dichiarazioni su tutte le iniziative presenti, future e futuribili di Tesla e delle altre società che fanno capo all’eclettico Elon Musk, al punto che le attività nel campo dell’automobile elettrica e della guida autonoma quasi passano in secondo piano, con un obiettivo finale alquanto ambizioso: accelerare l’avvento dell’energia sostenibile di uno o più decenni rispetto a quando sarebbe altrimenti avvenuto.

Dalle auto elettriche ai tetti solari

Elon Musk ha parlato innanzitutto i tetti solari. L’obiettivo è di renderli anche visivamente equivalenti a tetti in materiali standard, grazie alla particolare fattura delle piastrelle che incorporano nel vetro elementi che se visti dal livello del suolo appaiono di un certo colore desiderato nascondendo la presenza della cella solare, che invece resta raggiungibile dai raggi solari perché provenienti da un angolo diverso.

Il costo di un tetto solare sarà inferiore a quello di un tetto normale più il costo dell’elettricità ricavabile, pertanto economicamente sarà una scelta scontata. Qui il video che avevamo montato in occasione del precedente annuncio.

Gli elementi solari sul tetto saranno inoltre estremamente durevoli, più della casa stessa.

I PowerWall per accumulare l’energia

Abbinati al tetto solare ci saranno uno o più moduli PowerWall per l’accumulo locale dell’energia raccolta (e naturalmente nel garage ci sarà un’auto elettrica).

Secondo Musk prima o poi ogni casa avrà un tetto solare: partendo dalla considerazione che i tetti si rifanno solitamente ogni 20-25 anni, in un tempo di 40-50 anni la transizione potrà essere completa (ma già prima di allora moltissime abitazioni avranno un tetto solare).

La maggior parte delle abitazioni negli USA avrebbero un tetto con sufficiente area per alimentare di fatto tutte le necessità della casa.

Un importante fattore abilitante queste transizioni è naturalmente il calo dei prezzi delle batterie al litio, insieme all’aumento della capacità produttiva. Entrambe le questioni, come sappiamo, sono state affrontate da Tesla con il suo concetto di Gigafactory, pensata per produrre un’enorme quantità di celle al litio, utilizzabili tanto per auto elettriche quanto per prodotti di accumulo domestico come il già citato PowerWall.

La prima Gigafactory da sola ha una capacità produttiva di celle al litio che è prevista pari all’intera capacità produttiva mondiale attuale. Il processo produttivo è talmente veloce che nella conferenza il video dei nastri trasportatori su cui corrono le celle al litio ha dovuto essere rallentato per essere visibile.

Pronte altre 4 Gigafactory entro fine anno

Secondo Musk, alla velocità reale le celle non sarebbero visibili se non applicando una luce stroboscopica. E non ci si ferma certo alla prima Gigafactory: entro fine anno saranno annunciate le location per altri 2, forse 4 impianti (nessuna anticipazione sui luoghi, ma Musk ha osservato sornione che il mercato da indirizzare è globale, quindi sembra confermato che ci saranno Gigafactories in più continenti).

Ma la stima di Musk è che per arrivare a una vera transizione energetica verso un sistema libero da fonti fossili, uno in cui la gente non si senta più “in colpa” quando consuma energia, occorra un numero di Gigafactory dell’ordine di 100.

Ma si guarda anche in cielo e nello spazio con SpaceX…

Le attività di SpaceX con il suo Falcon 9, un razzo lanciatore riutilizzabile, intanto proseguono ben oltre la fase di sperimentazione: il 1 maggio per esempio SpaceX ha messo in orbita per gli Stati Uniti un satellite spia partendo da Cape Canaveral e ritornando a Cape Canaveral, anzichè venire fatto precipitare nell’oceano Atlantico a missione completata come solitamente avviene con i normali razzi “a perdere”.

Questa missione fra l’altro ha spezzato il monopolio della Lockheed su questo tipo di contratti. Il punto di svolta, sostiene Musk, è la riusabilità, ma per essere davvero interessante deve essere rapida e completa: non si spedisce certo un 747 alla Boeing per essere revisionato a lungo dopo ogni volo, ma è pronto a ripartire dopo semplici rifornimenti. Così deve essere anche per i lanciatori spaziali riutilizzabili.

…per arrivare a fare la prima colonia umana su Marte

E utilizzando un razzo che rapidamente può fare la spola tra orbita e suolo si pensa di poter costruire e poi rifornire in orbita, con più viaggi (solo 20 minuti per rientrare alla base ogni volta), un’enorme nave (diametro 17 metri) destinata a portare, un centinaio alla volta, gli abitanti per una colonia umana su Marte, con l’obiettivo di costruirci una base (l’intervistatore ha perfino accennato all’intenzione di costruire su Marte una città da 1 milione di persone realizzabile entro un lasso di tempo paragonabile con la durata della vita di Musk, il quale non lo ha contraddetto).

Questo razzo (diametro 12 metri, altezza 122 metri compresa la nave) avrebbe secondo Musk una potenza 4 volte superiore a quella del Saturno 5 usato per le missioni lunari, con una spinta equivalente a quella di 120 Boeing 747.

Al tempo stesso però potrebbe portare, come carico utile, un peso equivalente a quello di un intero 747 con tutto il suo carico, passeggeri, equipaggio e carburante.

Questa nuova sfida spaziale (obiettivo dichiarato è riuscirci entro 8 anni circa) sembra appropriata a Musk che osserva che nel 1969 abbiamo mandato astronauti sulla Luna, per poi calare sostanzialmente a zero, tanto che dapprima lo Space Shuttle poteva portare equipaggi al massimo in orbita bassa, e dopo il ritiro dello Space Shuttle gli USA hanno perso anche questa capacità, dovendo avvalersi di razzi cargo russi per raggiungere in orbita la Stazione Spaziale Internazionale.

In chiusura Musk ha osservato che quello che la gente comunemente pensa e si aspetta, ossia che la tecnologia migliori automaticamente, non è corretto. La tecnologia non migliora da sola, ma solo se un sacco di gente lavora duramente per migliorarla.

Quello che Musk considera lo scopo e l’aspirazione fondamentale di Tesla è di accelerare l’avvento dell’energia sostenibile di uno o più decenni rispetto a quando sarebbe altrimenti avvenuto.

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