Elon Musk e la guida autonoma: almeno due anni per dormire alla guida

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Interessanti spunti su una visione complessiva della tecnologia di guida autonoma e sugli scenari che essa abiliterà sono venuti dall’intervento di Elon Musk all’evento TED2017 a Vancouver che riportiamo qui sotto.

 

Si prepara il viaggio Los Angeles-New York in guida autonoma

Di grande effetto la notizia che verso novembre-dicembre 2017 Tesla si aspetta di poter far viaggiare una vettura da Los Angeles a New York City senza che mai, per l’intera durata del viaggio, nessun sistema di bordo debba essere usato dal “conducente” che comunque dovrà trovarsi a bordo per questioni normative.

E in generale si aspetta che tale tipo di prestazione sarà possibile, a tale data, anche su un generico itinerario fra qualunque coppia di località servite dalla rete autostradale, come andare da San Francisco a Toronto o da Seattle alla Florida.

Almeno due anni per poter dormire su un’auto in movimento

L’intervistatore ha allora posto un’interessante domanda a Musk chiedendo: quanto tempo manca prima che un cliente possa acquistare una Tesla, salirci sopra, addormentarsi e arrivare a destinazione senza problemi? Più o meno 2 anni!

Chiarito che il rischio assolutamente nullo non esiste (nemmeno quando il guidatore è umano, ovviamente) Musk ha osservato che la vera soglia per la guida autonoma è “quante volte più sicura rispetto a un guidatore umano” ha bisogno di essere, la guida autonoma, per essere accettabile.

Secondo Musk, se un’auto a guida autonoma fosse coinvolta in media in 1 incidente ogni 1000 viaggi, chiaramente non andrebbe a genio a nessuno, ma se si potesse dire che le capita in media 1 incidente ogni 100 o 1000 volte la durata media della vita di una persona, allora il discorso cambierebbe.

Inoltre, osserva Musk, anche nell’eventualità di un incidente, ci si può aspettare che il sistema di guida autonoma riesca come minimo a mitigare le conseguenze della collisione.

Il futuro del car sharing con le auto a guida autonoma

Non meno interessante la visione di un futuro in cui ognuno potrà decidere di acquistare o prendere in leasing un’auto a guida autonoma e poi, una volta usata la mattina per recarsi in ufficio, la potrà lasciare andare in circolazione da sola a offrire un passaggio a terzi (paganti), in stile Uber.

Si potrà decidere a chi consentire di usarla (famiglia, parenti, amici, oppure persone estranee ma registrate su una piattaforma e aventi un rating sufficientemente elevato), quando (in qualsiasi momento, solamente a volte, solo in certe fasce orarie,..) e così via. In questo modo ci si potrebbe perfino ripagare la spesa sostenuta per l’acquisto o il leasing del mezzo! E’ il concetto che Musk chiama la flotta autonoma condivisa: Shared Autonomous Fleet.

Il Lidar secondo Elon Musk non serve sulle auto a guida autonoma

Secondo Musk per una guida autonoma a livelli, di fatto, “sovrumani”, non richiede l’uso di Lidar, ma basta assolutamente una efficace capacità di visione con adeguata elaborazione. Le Tesla attuali montano un totale di 8 telecamere con varie caratteristiche.

Conferme e notizie anche sulla Model 3 (la cui produzione dovrebbe cominciare a luglio) e sul camion elettrico a guida autonoma, che dovrebbe avere una capacità di trazione nettamente superiore a quella di una motrice diesel, anzi, dovrebbe essere in grado di trainare in salita una motrice diesel insieme al suo carico!

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