Il ministro Clini critica le scelte di Fiat sull’auto elettrica

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L’auto elettrica con cui va in parlamento non è italiana, questo rimarca il ministro Clini al gruppo torinese, lontano per scelta industriale dal settore delle auto green. Al mistero della Multipla ibrida dismessa anni fa, si sommano le accuse sulla sottovalutazione e il sottoutilizzo di Magneti Marelli nel campo delle batterieDurante l’intervento a Milano nel convegno “l’auto elettrica ama il green”, il ministro dell’Ambiente Corrado Clini non ha perso occasione di criticare il produttore torinese per la poca presenza in quello che molti ormai considerano il settore cardine che guiderà la mobilità del futuro. Che Sergio Marchionne non creda nell’auto elettrica non è un mistero, più volte l’amministratore delegato di Fiat ha ribadito la propria visione nei confronti dell’elettrico, puntando di più a rendere efficienti i motori termici anche con l’ausilio del Gpl e del metano. Ma ormai sempre più case stanno sviluppando prototipi e anche prodotti di serie basati sulla propulsione elettrica, spesso in joint venture con produttori orientali. Basti guardare oltralpe le proposte di Peugeot Citroen o Renault, o anche in terra tedesca con l’imminente ingresso della plug-in di Opel, le recenti novità del gruppo Volkswagen o le auto di Mercedes e Bmw. Da Fiat solo silenzio su questo tema. “Mi muovo spesso a Roma con l’auto elettrica, e vorrei farlo con un veicolo italiano. Non trovo giusto che si sottovaluti e si sottostimi un patrimonio come quello che si trova nel gruppo Fiat con Magneti Marelli, che potrebbe rappresentare un’eccellenza nello sviluppo delle batterie” ha commentato il ministro che ha aggiunto “Mi chiedo che fine abbia fatto la Multipla ibrida che quando fu presentata aveva un sistema di propulsione ancora più sofisticato di quello Toyota”.  Clini non ha infine mancato di precisare che “l’auto elettrica può rapresentare un volano per uscire dalla crisi e l’Italia può e deve fare la sua parte”.

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