Minor degrado delle batterie nel tempo grazie a ricerche universitarie Tesla

Studi universitari e finanziamenti di Tesla hanno portato a migliorare in maniera significativa il degrado delle batterie al litio, dopo 360mila km perso solo il 5% della capacità

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Il problema dell’autonomia assicurata dalle batterie è centrale per i veicoli elettrici, ma anche la capacità del pacco batterie di durare per lunghi anni senza degradarsi e mantenendo le prestazioni iniziali in termini di densità energetica non è questione di poco conto.

Le statistiche sugli attuali battery pack di Tesla mostrerebbero già delle ottime prestazioni, con una perdita di capacità intorno al 5% dopo 80mila km e successivamente, per un arco di circa 240mila km, una progressiva stabilizzazione della capacità su un livello pari a circa il 90% del valore iniziale.

La ricerca sulle batterie di Tesla e dell’Università Dalhousie

Ora Tesla è impegnata in una partnership universitaria con la Dalhousie University, di Halifax, Canada, in cui è coinvolto Jeff Dahn, considerato un pioniere nel campo delle batterie agli ioni di litio.

https://youtu.be/oSUxxsRWmV8

Nello specifico la ricerca condotta in Canada grazie anche a finanziamenti di Tesla ha riguardato miglioramenti sulla formulazione chimica delle batterie agli ioni di litio per limitare la generazione di gas da parte delle celle durante il funzionamento ad alto voltaggio. Il team di ricercatori è infatti arrivato alla conclusione che i gas liberati dalle reazioni (oltre a essere potenzialmente pericolosi per la sicurezza) peggiorano le proprietà elettriche della cella.

Fra gli accorgimenti adottati per ridurre il rilascio di gas ci sono la particolare struttura di confezionamento delle celle, l’arricchimento in nickel-manganese-cobalto e l’utilizzo di rivestimenti in ossido di alluminio.

Dopo 360 mila km la batteria al 95% della capacità

Il miglioramento ottenuto è stato sensibile dato che anche dopo 1.200 cicli la cella ha mantenuto circa il 95% della sua capacità iniziale. Tradotto in chilometri questo significa poter contare su una batteria che ancora dopo 360mila km (pari a ben 18 anni se si suppone di percorrere 20mila km/anno) funziona praticamente come nuova.

Ancor più notevole è la notizia che la nuova tecnologia starebbe già trovando applicazione concreta nei prodotti di Tesla. È immediato pensare che si tratti delle celle 2170 che saranno il principale output della Gigafactory. Staremo a vedere.

 

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