Presto un CHAdeMO 2.0 per ricariche a 400 kW

La revisione 2.0 dello standard CHAdeMO, che dovrebbe essere pubblicata nei primi mesi del 2018 e che attraverso l'innalzamento a 1000 V del voltaggio, mantenendo la corrente massima a 400 A, consentirà teoricamente di ricaricare a ben 400 kW.

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Il CHAdeMO è lo standard di origine giapponese per la ricarica rapida in corrente continua. La versione attuale dello standard, la 1.2, prevede la ragguardevole potenza di ricarica di 200 kW (con correnti di 400 A e tensioni di 500 V): un valore superiore ai 130 kW del SuperCharger di Tesla, ma battuto dalla potenza di ricarica di 350 kW raggiungibile con lo standard europeo basato sul CCS di cui è in corso una massiccia campagna di installazioni soprattutto sui principali assi stradali del Nord Europa.

CHAdeMO riprende il comando tra gli standard di ricarica

I giapponesi non si rassegnano all’idea di finire marginalizzati dalle decisioni dell’UE circa la raccomandazione del CCS come standard da adottare nel Vecchio Continente e quindi rilanciano aggressivamente con la revisione 2.0 dello standard CHAdeMO, che dovrebbe essere pubblicata nei primi mesi del 2018 e che attraverso l’innalzamento a 1000 V del voltaggio, mantenendo la corrente massima a 400 A, consentirà teoricamente di ricaricare a ben 400 kW.

È il valore di potenza di ricarica più alto fra tutti i principali standard ufficiali, a pari merito con la recente revisione J1772_201710 del connettore usato nel CCS che supporta 400 kW con 1000 V e 400 A (e si ha notizia di qualche produttore di sistemi CCS che afferma di poter raggiungere 500 kW senza modifiche al connettore).

In questa infografica qui sotto trovate i numeri della diffusione di questo standard nel mondo.

Un valore di 400 kW significa che la batteria da 100 kWh di una Tesla Model S P100D potrebbe venire ricaricata completamente, partendo da zero, in soli 15 minuti (ammesso naturalmente che la batteria possa assorbire una simile potenza di ricarica).

Bene la ricarica rapida ma ancora lontani dai flussi energetici degli idrocarburi liquidi

Significa anche che la tecnologia di ricarica elettrica fa un altro piccolo ma significativo passo nel lungo cammino di avvicinamento ai flussi energetici, di gran lunga più intensi, rappresentati dal tradizionale rifornimento a base di idrocarburi liquidi.

Ricordiamo in sintesi che anche tenendo conto del fatto che un motore termico spreca circa due terzi dell’energia chimica contenuta nel carburante, rifornirsi di benzina o gasolio a un normale distributore che eroga all’incirca un litro ogni due secondi significa rifornire l’auto termica con un flusso di energia equivalente a una potenza di ricarica fra i 5 e i 7 MW: quindi dalle 12 alle 17 volte maggiore della potenza di ricarica del CHAdeMO 2.0 da 400 KW non ancora pubblicato, o dalle 14 alle 20 volte maggiore della potenza del CCS da 350 kW, o dalle 38 alle 53 volte maggiore del Supercharger Tesla da 130 kW.

Non sono noti al momento particolari sulle caratteristiche dei cavi che saranno usati dal CHAdeMO 2.0, ma considerando quello che si è visto per il CCS (cavi di sezione considerevole raffreddati a liquido) nel quale la corrente massima è di 200-400 A, dobbiamo supporre che nel CHAdeMO da 400 A ci siano problemi della stessa natura.

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