I risultati finanziari di Tesla: Musk si spazientisce con gli analisti

In fase di risoluzione i problemi in produzione della Model 3, per Tesla i risultati parlano di un record trimestrale di fatturato ma anche di perdite nette

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Ancora al lavoro per raggiungere l’obiettivo, più volte differito, di produrre 5000 model 3 alla settimana (dichiaramente necessario per generare profitti), Tesla nella sua lettera sulla situazione del primo trimestre 2018 ha comunque sottolineato che il ritmo di produzione sta migliorando.

Questo anche dopo aver momentaneamente corretto sulla linea di montaggio il mix di automazione e operazioni manuali: l’errore era stato di aver aggiunto troppa automazione troppo in fretta: ad aprile sono state raggiunte le 2270 Model 3 alla settimana (come riferimento, nell’intero quarto trimestre 2017 se ne erano prodotte meno di 2500!).

Assemblare i pacchi batteria, il collo di bottiglia da superare

Il principale collo di bottiglia nel processo, che si è rivelato l’assemblaggio dei pacchi batterie, è in via di soluzione (e una nuova linea automatica progettata in Germania migliorerà ulteriormente la velocità e abbasserà i costi).

Le 5000 Model 3 alla settimana dovrebbero essere raggiunte in un paio di mesi, anche se Tesla ammette la difficoltà di fare previsioni esatte. Previste anche nel secondo trimestre delle giornate di interruzione momentanea della produzione per introdurre innovazioni e miglioramenti di processo. Dovrebbero essere in tutto 10, contando anche quelle già avvenute ad aprile.

Una volta raggiunte le 5000 Model 3 prodotte alla settimana, Tesla intende da un lato introdurre opzioni come la trazione integrale e un modello base con batteria di minor capacità e dall’altro impegnarsi per un ulteriore aumento della produzione, anche fino a 10mila unità alla settimana, purchè in un modo efficiente dal punto di vista dei costi.

Nuovi dettagli sulle batterie Tesla

Sono stati divulgati alcuni dettagli sulle batterie nel formato proprietario 2170 usate per la Model 3 al posto delle più comuni 18650. Le celle avrebbero la più alta densità di energia rispetto ad altri tipi di celle usate in veicoli elettrici. Inoltre il contenuto di Cobalto, che pesa sui costi di produzione in modo significativo visto che il prezzo di questo elemento è più che raddoppiato nell’ultimo anno, è già ora inferiore a quello di nuove celle che altri produttori introdurranno prossimamente e nelle quali le proporzioni tra Nichel, Manganese e Cobalto sono nei rapporti di 8:1:1. In quanto alla capacità delle singole celle, fonti non ufficiali parlano di valori tra 5750 e 6000 mAh per elemento.

Non è stato quantificato il costo per kWh, ma è stato confermato dal CFO e soprattutto da Musk che Tesla ritiene di avere il livello di costo più basso, un obiettivo perseguito sia nel progetto della cella 2170 sia nella scelta di dotarsi della Gigafactory.

Gli ordini del primo trimestre 2018

Il primo trimestre 2018 è stato per Tesla il miglior primo trimestre di sempre in termini di ordini ricevuti. Sono state prodotte quasi 25mila Model S/X e quasi 10mila Model 3.

Le prenotazioni di Model 3 sono a quota 450mila e questo nonostante solo 20 degli showrooms Tesla in tutto il mondo siano in grado di esporre un esemplare di Model 3. Finora, tra negozi e punti assistenza, sono state raggiunte le 339 sedi in tutto il mondo.

L’assistenza tecnica viene anche offerta mediante una flotta di officine mobili che arrivano a domicilio, a quanto pare con ottima soddisfazione della clientela; il 25% degli interventi prestati in Usa sarebbero stati gestiti così.

La crescita dei Supercharger e l’aggiornamento di Autopilot

La rete di Supercharger, con ulteriori 77 aperture, è arrivata a 1.205 siti con .9300 colonnine totali. Per ora la crescita è deliberatamente concentrata in USA anche per supportare il lancio della Model 3. Le sedi in Europa sono comunque 400.

Nuove aperture sono previste, come prassi, nelle zone con la domanda più elevata e in cui si concentrano le prenotazioni. Grazie a questa programmazione le nuove aperture Supercharger avvengono tempestivamente e proprio nelle zone in cui servono o stanno per servire.

Altre novità riguardano un aggiornamento Autopilot rilasciato il 15 marzo con novità significative sul sistema delle mappe, definito più semplice e più veloce, per migliori prestazioni e per agevolare ulteriori progressi verso la guida completamente autonoma.

Inoltre, osservando il trend di vendite mostrato da Tesla nella sua lettera agli analisti, sembra che già ora la Model 3 sia avviata a diventare la berlina media premium più venduta sul mercato USA.

Dal punto di vista finanziario la situazione è in chiaroscuro: nel trimestre Tesla ha raggiunto i propri record trimestrali sia di fatturato (a 3.4 miliardi di dollari, leggermente meglio di quanto atteso dagli analisti) sia di perdite nette (a 4.19 dollari per azione; circa 785 milioni di dollari nel trimestre). La cassa è in calo a 2.7 miliardi di dollari.

La Casa stima però di diventare profittevole nel terzo e quarto trimestre dell’anno, anche in relazione all’atteso miglioramento del ritmo di produzione della Model 3.

Domande degli analisti finanziari e le risposte di Musk

Gli analisti finanziari che facevano domande su indicatori e prospettive di bilancio o numero di nuovi ordini o percentuali di vario genere sono stati liquidati da uno spazientito Musk che ha poi preferito prendere le successive domande da Youtube.

Gli analisti che chiedevano dettagli sul ritmo di produzione, sugli ordini e sull’elevato tasso di consumo di cassa si sono sentiti dire “Non abbiamo interesse di soddisfare i desideri dei day traders. Non me ne potrebbe importare meno. Vendete le nostre azioni e non compratele” oppure “Scusate. Queste domande sono così aride.” . A chi chiedeva previsioni sulle future necessità di capitale è stato risposto che le domande stupide e noiose non sono “cool”. Quindi “Scusi, passiamo alla prossima domanda.”

Non sorprende che le azioni Tesla siano calate dopo la call, con una perdita di capitalizzazione di alcuni miliardi di dollari.

 

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