Terza generazione Toyota Auris a Ginevra: nuova ibrida 2 litri e stop al diesel

La Auris arriva alla terza generazione e introduce un nuovo powertrain ibrido, vediamo quali sono le novità

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A Ginevra Toyota presenta una Auris completamente nuova con importanti notizie sulla meccanica. Oltre all’ormai scontata conferma dello stop alle motorizzazioni diesel su questo modello, e al motore entry level termico 1.2 litri turbo benzina, è di rilievo l’introduzione di una nuova versione ibrida ad alte prestazioni in cui il motore termico sarà da 2 litri e 177 CV e che offrirà un sistema con paddle al volante per dare la sensazione di avere un cambio di velocità.

Forse sarebbe più appropriato parlare di “illusione” di avere un cambio di velocità dato che come sappiamo il sistema serie-parallelo Toyota HSD non ha un vero cambio in senso tradizionale, nemmeno un CVT, ma un rotismo epicicloidale gestito elettronicamente in cui i rapporti fra gli ingranaggi sono fissi, ma in cui la variazione continua del rapporto di trasmissione è ottenuta controllando opportunamente durante la marcia le velocità di rotazione del motore termico e dei due motogeneratori elettrici.

Il nuovo sistema ibrido presente sulla Auris

Il nuovo sistema ibrido 2 litri presente sulla Auris andrà ad affiancare, non sostituire, il conosciuto powertrain con motore termico da 1.8 litri e 120 CV oggi usato su Prius e C-HR.

Toyota in questa terza generazione Auris ha inteso migliorare le sensazioni di guida rispetto al modello attuale, abbassando il baricentro, introducendo una sospensione posteriore multilink e irrigidendo la scocca con uso di acciai altoresistenziali. Il nuovo modello è più basso e più lungo (di 4 cm) e con maggiore spazio interno.

Le vendite inizieranno entro fine anno con prezzi attesi in linea con quelli del modello attuale.

La produzione in Uk e lo spettro Brexit

La produzione della nuova Auris e dei suoi motori avrà luogo in due stabilimenti Toyota nel Regno Unito: notizia non scontata considerando la prospettiva Brexit con possibili conseguenze su oneri doganali per esportare il prodotto verso l’Unione Europea; al riguardo sospettiamo che Toyota tenga di riserva nel cassetto, per prudenza, un piano B.

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