Tesla: il nuovo Autopilot sarà per ora silente e raccoglierà dati sulla guida

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Il video mostra un primo viaggio fatto da una Tesla Model S in guida autonoma

Perfezionare gli algoritmi della guida automatica (guarda il nostro video sul comportamento su strada di una Tesla) finché essa non risulterà migliore dei piloti umani (ma ci riuscirà mai, soprattutto su strade in cui circoleranno sia veicoli automatici sia pilotati da umani? I nostri dubbi in proposito li abbiamo espressi in questo articolo).

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Questa la sfida lanciata da Elon Musk, Ceo di Tesla, nei giorni scorsi: sfida che ha inizio con una massiccia immissione di dati per avvallare – senza più “ombre” – la sicurezza del suo nuovo Autopilot e per dimostrare che il futuro della guida è “autonomo”. E che un giorno esso sarà anche più sicuro rispetto alla conduzione umana.

L’annuncio è stato fatto da Musk stesso il 9 ottobre su Twitter e il 19 ottobre le novità sono state ufficialmente presentate (leggi il nostro articolo “Guida totalmente autonoma su tutte le Tesla, Model 3 compresa”).
Da oggi, tutti i veicoli Tesla quindi la Model S, la Model X e la prossima berlina compatta Model 3 saranno equipaggiati con il nuovo Autopilot di serie (11.300 euro il costo per inserire il sistema su un modello attuale).

Il nuovo pacchetto hardware installato sulle Tesla

Otto telecamere Surround garantiscono una visibilità a 360 gradi intorno alla macchina e fino a 250 metri di distanza. 12 sensori ultrasonici consentono il rilevamento di oggetti di diversa consistenza (duri e morbidi) a una distanza di quasi due volte superiore rispetto al sistema precedente.

Le telecamera a bordo garantiscono una visuale di 360 gradi
Le telecamere a bordo garantiscono una visuale di 360 gradi

Un radar rivolto in avanti, dotato di una capacità di elaborazione potenziata, fornisce inoltre dati aggiuntivi sull’ambiente circostante su una lunghezza d’onda ridondante, in grado di vedere attraverso pioggia, nebbia, polvere ma anche al di là del veicolo che precede la nostra auto.

Per dare un senso a tutti questi dati, il nuovo computer di bordo, basato sulla piattaforma Nvidia Titan, vanta una potenza di calcolo di 40 volte superiore a quella della generazione precedente.

Autopilot al livello 5 di guida autonoma sulle Tesla del 2017

Il nuovo hardware di Autopilot proietta Tesla direttamente al Livello 5 di autonomia, e senza passare dal 4. Ma non è tutto: perché, come ha dichiarato Musk, il grado di sicurezza sarà sostanzialmente maggiore di quello garantito da un pilota umano.

Con il Livello 5, il veicolo infatti dovrebbe essere in grado di guidare in ogni condizioni atmosferiche e in tutti gli scenari (ma davvero tutti?), mentre il conducente “umano” si rende necessario solo per l’accensione dell’auto e per l’impostazione della destinazione.

Nel livello 4 invece l’uomo è chiamato a prendere il controllo del mezzo in alcune situazioni critiche, come condizioni meteorologiche estreme o su tracciati particolari.

Autopilot Tesla silente in una prima fase

È passato solo un anno tra la prima versione del sistema di guida autonoma con cui sono state equipaggiate le vetture di serie e l’attivazione effettiva del pilota automatico.

Ma naturalmente la convalida del software per ottimizzare la funzionalità della guida autonoma è complessa e di lungo corso: gli aggiornamenti saranno graduali e ad oggi non è dato sapere quando effettivamente si potrà parlare davvero di guida totalmente autonoma, soprattutto in un’ottica di sicurezza reale e completa, tenendo conto anche di tutti quegli scenari potenziali che possono mettere a dura prova la componente morale tipicamente umana del guidatore, ma non certo quella delle “macchine”.

Tesla Motors deve inoltre ottenere il via libera da parte della autorità competenti per l’attivazione del sistema nei diversi Paesi sulle strade pubbliche. Per questo motivo, l’hardware opererà inizialmente in una sorta di “modalità ombra”.

E sarà proprio questa “shadow mode” lo strumento di raccolta di tutti quei dati sofisticati che permetteranno all’azienda di implementare il database, analizzare e verificare se il computer di bordo e il software sono davvero in grado di affrontare la complessità degli scenari che si possono incontrare sulle strade del mondo.

Database che, grazie alle “prove su strada” dei circa 70 mila clienti Tesla, annovera già oltre 100 milioni di miglia di “test” dal 2014, quando la prima versione del sistema Autopilot è stato introdotto.

L’autopilot Tesla alla prova nel viaggio coast to coast

Il sogno di Musk non è poi così immaginifico: un viaggio coast-to-coast, da Los Angeles a New York, 4.500 chilometri alla fine dei quali il “pilota-passeggero” scende a Time Square e l’auto va a parcheggiare da sola. Un clic dallo smartphone e sarà lei a tornare dal proprietario.
Non ci resta che attendere, dunque, i primi esiti ufficiali delle dovute sperimentazioni. Intanto, però, l’attenzione si rivolge al 28 ottobre prossimo, quando Tesla dovrebbe annunciare un’altra novità: il tetto solare (leggi il nostro articolo “Auto elettriche e ricarica solare: benefici economici, sulla salute e sull’ambiente”).

 

 

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