Ultime da Tesla su trend costo batterie e produzione Model 3

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Molte novità interessanti sul trend di costo delle batterie al Litio e sull’accelerazione della produzione della Model 3 sono emerse durante l’incontro annuale con gli azionisti tenutosi recentemente.

Innanzitutto il tormentone dei ritmi di produzione della Model 3.

 

Nonostante secondo dati di maggio 2018 citati da Tesla (e già presentati lo scorso mese nella lettera agli analisti) la vettura sia già oggi, con i volumi produttivi ancora inferiori ai piani, la berlina media “premium” più venduta negli Usa (più di Mercedes Classe C, BMW serie 3 o Audi A4), gli obiettivi sono sempre stati ben superiori generando un’attenzione quasi ossessiva da parte di stampa e analisti finanziari sul numero di esemplari prodotti ogni settimana, al numero di fermi di produzione, ai rinvii di piani e obiettivi intermedi, alle dichiarazioni rilasciate da Tesla sull’argomento in ogni occasione.

Le cose sembrano però finalmente avviate per il verso giusto dato che Musk ha affermato che grazie all’aggiunta di una nuova terza linea di assemblaggio finale, più efficiente delle due già in servizio, si raggiungeranno le 5mila unità alla settimana entro fine giugno. Questo era considerato il volume produttivo minimo perché la Model 3 potesse risultare profittevole per Tesla.

Il costo batterie secondo Tesla, 100 dollari/kWh

Per quanto riguarda le batterie la notizia è che Musk ha affermato che se i prezzi delle materie prime si manterranno stabili, Tesla dovrebbe arrivare a un costo di 100 dollari/kWh per le celle elementari, e arrivare a 100 dollari/kWh per l’intero battery pack (che normalmente ha un costo industriale maggiore del 30% circa rispetto a quello delle celle che lo compongono) entro ulteriori 2 anni.

Questo sembra implicare che sulle batterie al Litio Tesla sta riuscendo a ottenere una riduzione di costo industriale del 15% anno su anno. Giova ricordare che l’ultima indicazione specifica di costo di Tesla sulle batterie risaliva a inizio 2016 quando si parlava di 190 dollari/kWh. Il miglioramento c’è stato, insomma, e anche superiore alle aspettative.

Nel 2017 uno studio McKinsey indicava proprio in 100 $/kWh, per le batterie per autotrazione, la barriera di costo oltre la quale si sarebbe potuto parlare di vera e propria svolta nella convenienza delle auto elettriche.

Entro 5 anni un modello di massa compatto

Molto significativa anche l’affermazione di Musk secondo cui nell’arco dei prossimi 5 anni Tesla lancerà anche un modello di massa, di fascia compatta (apparentemente con un ripensamento rispetto a precedenti dichiarazioni sullo stesso tema). Naturalmente questo implica che il fabbisogno di batterie, già cresciuto molto nel passaggio da Model S/X a Model 3 (al punto che Tesla ha deciso di dotarsi della Gigafactory per produrre in proprio i volumi necessari a costo competitivo) crescerà ancora in modo molto significativo.

Novità anche per il camion elettrico, il Tesla Semi, e per la futura Roadster: per entrambi i modelli si preannunciano ritocchi alle specifiche tecniche, con dei miglioramenti rispetto a quanto annunciato nel 2017.

C’è da aspettarsi l’inaugurazione di diverse nuove Gigafactory, come del resto Tesla aveva già anticipato. La seconda Gigafactory dovrebbe aprire in Cina, seguita da una in Europa. In tutto Tesla prevede di costruirne 12, per coprire non solo la produzione di battery pack ma anche per i telai e per l’assemblaggio finale.

Cosa aspettarsi da Tesla nei prossimi anni

  • la densità gravimetrica di energia (Wh/kg) delle celle dovrebbe migliorare del 30% entro i prossimi 3 anni;
  • il tempo richiesto da una ricarica Supercharger dovrebbe ridursi “nel lungo termine” a un terzo o a un quarto dei tempi attuali (questo implica il raggiungimento di potenze di ricarica dell’ordine di 400 kW; in verità niente di trascendentale visti il CCS da 350 kW e il CHAdeMO 2.0 da 400 kW ; in questo caso è Tesla a inseguire per quanto riguarda la definizione degli standard, però molto probabilmente sarà la prima a implementarli effettivamente nei veicoli);
  • il rapporto tra il tempo necessario per ricaricare completamente la batteria e il tempo per cui è possibile viaggiare con la carica accumulata migliorerà dall’attuale 1:4.5 fino a 1:10. Dato che la potenza elettrica consumata per l’avanzamento del veicolo è destinata a cambiare poco, tale miglioramento potrà essere consentito solamente da un miglioramento della potenza di ricarica. Anche con 1:10 comunque saremmo ancora ordini di grandezza peggio di un banale rifornimento di idrocarburi liquidi (con cui rifornendo per 2 minuti si può poi viaggiare anche per oltre 10 ore: un rapporto di 1:300), ma la notizia è comunque benvenuta (anche se sarebbe stato utile indicare in quale arco di tempo si dovrebbe raggiungere il miglioramento annunciato)
  • per tutti i modelli esclusa la Roadster dovrebbe essere offerto un upgrade opzionale per raggiungere le 400 miglia di autonomia (circa 640 km).

 

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