A Ginevra Elon Musk a tutto campo sul futuro di Tesla in Europa

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Elon Musk incontra i giornalisti allo stand Tesla del Salone di Ginevra e parla dei programmi di Tesla in Europa, a partire dal network di ricarica e della diatriba con il New York Times

 

L’intervento di Elon Musk, Ceo di Tesla, allo stand del produttore americano al Salone dell’Auto di Ginevra, ha spaziato sulla strategia di introduzione in Europa delle Model S. Dettaglio non da poco è che anche l’Europa avrà presto una sua rete di supercharging stations Tesla come quelle realizzate negli Stati Uniti: le installazioni cominceranno già quest’anno.

Si sa ancora poco della dislocazione e numero delle stazioni, ma Musk ha precisato che l’obiettivo è di consentire al proprietario di viaggiare per 3 ore e poi fare una sosta di non più di 20-30 minuti e ripartire. Riuscire a installare un numero di stazioni sufficiente per raggiungere questo tipo di tempistiche significa di fatto, per il Ceo di Tesla, equiparare l’esperienza d’uso a quella di un veicolo a motore termico (dal punto di vista dell’autonomia e dei rifornimenti). La differenza è invece dal punto di vista dei costi, visto che la ricarica nelle Supercharging stations è offerta al cliente Tesla gratis per sempre. Questo non sarebbe possibile se i costi di esercizio delle Supercharging stations fossero elevati, ma Musk spiega che così non è. L’elettronica impiegata ha un costo modesto, dell’ordine di 20-30 mila dollari e c’è la possibilità di utilizzare fonti rinnovabili. 

Non sappiamo quanto tempo occorrerà a Tesla per realizzare una rete di supercharging stations che copra il territorio dei principali mercati europei, almeno sui principali itinerari autostradali, con un punto di ricarica ogni 3 ore di viaggio, ma di certo l’estensione geografica ben minore di quella degli Stati Uniti è un fattore favorevole al progetto. Negli ampi spazi degli Usa, Tesla ha finora realizzato solo due “corridoi” attrezzati con le Supercharging stations: uno sulla costa occidentale e uno su quella orientale.

Sarebbe molto più oneroso, e oggi non certo giustificato dal numero ancora ridotto di Tesla in circolazione sulle strade americane, realizzare una rete completa, coast to coast, che copra tutti i principali Stati Usa lungo tutte le principali direttrici est-ovest. In Europa questo obiettivo è geograficamente più realizzabile, ma serve comunque avere un parco di Tesla circolanti di entità significativa.

Secondo dichiarazioni di Elon Musk rese successivamente durante un evento organizzato il giorno dopo il passaggio al Salone di Ginevra, sarebbe la Norvegia il primo Paese al di fuori del Nord America a veder nascere una rete di Supercharging stations (quattro per la precisione). Paese dal territorio a sviluppo lineare, ma con la popolazione concentrata nella regione meridionale, relativamente compatta e che ben si presta a essere coperta con un ridotto numero di stazioni (copriranno Oslo-Bergen-Trondheim ma anche i viaggi verso Stoccolma) la Norvegia ha anche il vantaggio “pubblicitario” di essere caratterizzata da un clima rigido, ottimo per dimostrare che le Tesla funzionano bene anche al freddo, giusto per demolire certi scetticismi. Inoltre la Norvegia ha un reddito pro capite elevato e la sua economia, non agganciata all’eurozona, è relativamente immune dalla crisi economica che sta attanagliando gli altri Paesi europei. I clienti non dovrebbero mancare, e infatti le prime consegne di Model S saranno indirizzate proprio in Norvegia.

La Model S arriverà sul mercato europeo non appena sarà pronto il caricabatterie specifico per ricarica trifase, la cui produzione inizierà a giugno. La vettura sarà consegnata con adattatori per tutti i tipi di spine di ricarica, e sarà in grado di impiegare qualunque tipo di fonte di ricarica disponibile in Europa (mentre in Giappone non mancherà il supporto per CHAdeMO) ma il connettore nativo, pensato per consentire la ricarica Supercharger ad alta velocità in corrente continua (ben 120 kW), sarà realizzato da Tesla, seppur esteriormente uguale al Mennekes come layout dei pin. Il Mennekes standard non sarebbe stato in grado di reggere le elevate potenze richieste – anche sei volte superiori, tanto che il Mennekes rischierebbe di fondere, ha osservato Mask.

Poichè viene affermato che il connettore Tesla avrà lo stesso pinout del Mennekes, e poichè la quantità di corrente sopportabile da un conduttore dipende solo dalla sua sezione e dal materiale con cui è costruito, e non dalla marca del produttore, per poter trasferire senza danno potenze varie volte maggiori di quelle sopportate dal Mennekes originale senza poter agire sulle misure dei pin ci sono poche strade possibili: o aumentare la tensione per mantenere la corrente entro i limiti tollerabili dal Mennekes (ma allora diventa ancora più importante la qualità dell’isolamento elettrico fra i pin) o aumentare l’area di contatto, per esempio modificando la lunghezza dei pin fermo restandone il diametro, o modificare il materiale con cui sono realizzati, scegliendo un conduttore ancora più ideale del rame e ricorrendo a placcature dei contatti con metalli nobili. Escludendo che si faccia ricorso a superconduttori, non sappiamo quale soluzione verrà scelta da Tesla. Comunque, finchè la rete di Supercharging stations non diventerà realtà anche nel nostro Paese, il problema della ricarica a 120 kW in Italia non si porrà nemmeno.

Grazie alla potenza di ricarica fino a 120 kW, in una Supercharging station anche il pacco batterie di capacità maggiore, dei tre disponibili per la Model S (40, 60, 85 kW) si ricarica completamente in molto meno di un’ora. La ricarica in continua fluisce direttamente alla batteria, senza dover subire trasformazione da parte di un raddrizzatore o circuito di ricarica come avverrebbe per la corrente alternata.

Tornando sulla vicenda della diatriba con il New York Times per la prova su strada della Model S, Musk ha vigorosamente sottolineato di aver criticato la recensione del NYT non perchè negativa (“altrimenti dovrei passare tutte le giornate a rispondere alle critiche”), ma perchè falsa, e falsa in molti modi diversi.

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