Anche veicoli elettrici nel futuro della mobilità di Milano

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Il Comune vara il Pums, Piano per la mobilità sostenibile. Dove si parla di trasporti, ferrovie e di una spinta al car sharing  

Nei giorni scorsi la giunta milanese di Giuliano Pisapia ha varato il Pums, Piano urbano della mobilità sostenibile, che disegna il futuro della città dal punto di vista dei trasporti, che tra i punti salienti trova spazio anche l’auto elettrica con colonnine di ricarica e progetti pilota con l’obiettivo di modificare la logistica delle merci urbane
 
Favorire la riduzione del parco auto dei residenti in città (550 auto per 1.000 abitanti, contro una media delle città europee di 450) anche in considerazione del fatto che i milanesi usano in media le loro auto solo per il 3% del tempo, lasciandole in sosta per il restante 97%, e puntare su scelte sostenibili per l’accesso alla città, attraverso il prolungamento delle linee metropolitane, una rete capillare di parcheggi di interscambio e, di concerto con Regione Lombardia, dando una scossa positiva al sistema ferroviario, sono le linee generali del piano che si articola in una decina di punti.
 
Una visione metropolitana del sistema, lo sviluppo delle infrastrutture, il potenziamento, in coordinamento con la Regione, della rete ferroviaria, una nuova viabilità, sicurezza stradale, pedonalità e isole ambientali, ciclabilità, la razionalizzazione dell’uso dei veicoli a motore, maggiore efficienza del sistema della sosta, una nuova logistica delle merci urbane e una città accessibile a tutti, sono i punti qualificanti della strategia che si occupa anche di car sharing e mobilità alternativa.
 
In particolare il paragrafo otto del programma prevede la razionalizzazione dell’uso dei veicoli a motore: dall’area C (a pagamento) fino ai nuovi sistemi di sharing e soluzioni smart.

In questo caso gli obiettivi prevedono l’orientamento della domanda verso scelte che privilegino l’utilizzo di servizi di mobilità pulita, e servizi di trasporto collettivo in alternativa al possesso del mezzo privato, l’introduzione di strumenti efficaci per il controllo delle infrazioni e la valorizzazione di tutte le opportunità offerte da nuove politiche, servizi, tecnologie smart, applicabili alla mobilità.
 
Per quanto riguarda le linee d’azione è prevista l’evoluzione di Area C verso sistemi innovativi di road pricing, nuovi sistemi di car sharing per ridurre il numero di auto private in città, promozione di nuove tecnologie Smart per rendere più efficienti le scelte di mobilità (infomobilità, controllo e rilevamento delle infrazioni, logistica merci,…) e politiche di incentivo allo sviluppo della mobilità elettrica.
 
Nel caso del car sharing si cercherà di promuovere promuovere il passaggio dalla proprietà dell’auto all’uso collettivo, anche diversificando la tipologia di servizio offerto (verso il modello “oneway” utilizzato per il Bikesharing,) introducendo quadricli e veicoli a propulsione elettrica, favorendo la creazione di flotte aziendali e condominiali. Il tutto cercando di renderlo “conveniente” anche mediante azioni di pricing (tariffazione accessi e sosta) che lo favoriscano rispetto all’auto in proprietà.
 
Inifine, .
 
 

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