Auto elettriche in fibra di carbonio? Per Nissan è meglio di no

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La casa giapponese che ha creato la Leaf preferisce i tradizionali metalli, vediamo perché 

Il responsabile globale della ricerca e sviluppo Nissan, l’executive vice president Mitsuhiko Yamashita, sostiene che i fattori che rendono la fibra di carbonio una buona soluzione per costruire aerei non valgono altrettanto per le auto.

Con una battuta sulla durata, Yamashita ha osservato che la fibra di carbonio può arrivare a resistere anche più di 30 anni, e questo significherebbe che non si potrebbe vendere una nuova auto per 30 anni. Questo modello di business non funzionerebbe molto, a meno che non ci si abituasse al concetto di tenere la carrozzeria dell’auto anche per lunghi periodi, ma aggiornando periodicamente la meccanica di bordo.

Costi. Un altro fattore per cui Nissan non considera idonea la fibra di carbonio per fabbricare automobili è il costo elevato per il suo utilizzo nei processi di produzione.

Se l’obiettivo è la leggerezza e bassi consumi, la Casa pensa invece di seguire una via più tradizionale, aumentando l’uso di alluminio e acciai altoresistenziali, oltre naturalmente a diversi particolari in materie plastiche.

E’ interessante notare che Bmw per la sua i3 ha ragionato in modo parzialmente diverso, non solo utilizzando alluminio per gli elementi strutturali del telaio, ma anche impiegando fibra di carbonio per la carrozzeria. E, forse anche per questo, il suo prezzo è superiore a quello della Leaf.

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