Autobus elettrici, nuovi progetti pilota promettenti

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In Svezia stanno testando una nuova tecnologia che ricarica continuamente gli autobus. E in Germania e Svizzera sono pronti al debutto bus che fanno il pieno a ogni fermata 

Sempre più progetti sui mezzi di trasporto di massa guardano alla trazione elettrica e all’utilizzo di batterie, ne citiamo qui alcuni, ci torneremo poi per approfondire il discorso in un secondo momento.

Volvo per esempio sta pensando all’energia erogata dalla strada e sembra sia già realtà in Germania. Il costruttore svedese, oggi di proprietà cinese, sta infatti mettendo a punto una soluzione per autocarri e autobus di linea con due linee di alimentazione elettrica piazzate sulla superficie della strada. Sul veicolo ci sarebbe invece montato un collettore in grado di ricevere la corrente quando si trova sopra alle linee.

La ricarica avverrebbe così in tempo reale come se l’auto fosse sempre collegata a una presa di corrente. Un percorso di 400 metri è stato realizzato  per testare la tecnologia che comporterebbe la copertura di migliaia di chilometri di strada.

Mentre in Svezia ragionano sulla nuova tecnologia rispetto alla quale c’è comunque molta fiducia, Bombardier Transportation ha presentato a Ginevra in occasione dell’Uitp, il congresso internazionale del trasporto pubblico e della mobilità, un nuovo modello di bus che entrerà in servizio in Germania il prossimo anno. 

L’autobus elettrico utilizza il sistema Primove che ha una batteria molto leggera (da 1,5 a 3 tonnellate) che occupa poco spazio e si ricarica tre volte più velocemente di una elettrica tradizionale. Accanto a questa c’è un sistema di propulsione e controllo che ottimizza l’efficienza energetica per ridurre le emissioni inquinanti e sonore e un tipo di ricarica per induzione magnetica.

Questo significa che a ogni fermata una piastra magnetica “succhia” energia con una capacità di 200 kilowattora in pochi secondi da una seconda piastra posizionata sotto l’asfalto lungo il percorso urbano.
Tra una fermata e l’altra il bus non esaurisce la carica ed è pronto a fare il pieno a ogni stop grazie a questa piastra larga più o meno come un tombino. Mannheim sarà la prima città tedesca a utilizzare l’autobus elettrico che arriverà poi anche a Berlino.

Anche Abb, multinazionale specializzata nelle tecnologie per l’energia e l’automazione, sta lavorando a una nuova tecnologia per gli autobus. Al sessantesimo congresso dell’International association of public transport a Ginevra ha infatti annunciato di avere sviluppato una soluzione per ricaricare velocemente i bus elettrici. In collaborazione l’azienda comunale dei trasporti pubblici di Ginevra sta realizzando una tecnologia per un autobus da 135 passeggeri che si ricaricherà  in 15 secondi alle fermate durante le operazioni di carico e scarico dei passeggeri. Attualmente è partito un progetto pilota utilizzato dai collegamenti fra l’aeroporto della città svizzera e il centro espositivo di Ginevra.

Tosa (Trolleybus optimisation system alimentation) è una soluzione a zero emissioni fossili poiché l’energia elettrica utilizzata proviene interamente da centrali idroelettriche. La ricarica è così veloce che non interferisce con gli orari degli autobus e migliora l’ambiente urbano e il paesaggio non dovendo ricorrere a linee aeree di collegamento e offrendo al contempo grande flessibilità di percorso. Il sistema usa un braccio semovente controllato da laser che si connette a una presa per la ricarica sulle pensiline al posto del solito carrello collegato alle linee aeree.  
 
La tecnologia per la ricarica lampo e le apparecchiature di trazione montate a bordo usate in questo progetto sono state sviluppate da Abb e ottimizzate per linee di autobus ad alta frequenza nelle principali aree urbane. Le batterie a bordo possono essere ricaricare in 15 secondi con una carica di 400 kilowatt presso fermate predisposte. Al capolinea un sistema ultra veloce permette una ricarica completa delle batterie in 3 – 4 minuti. Grazie a un innovativo sistema di azionamento elettrico, l’energia proveniente da un apparato di ricarica montato sul tetto può essere immagazzinata in batterie compatte assieme all’energia frenante del veicolo energizzando sia l’autobus sia i suoi servizi ausiliari come ad esempio le luci interne.

In tutto questo c’è spazio anche per l’Italia. In un incontro presso lo stabilimento di Pininfarina si è parlato anche dell’utilizzo degli autobus rigenerati con un sistema progettato da Pininfarina insieme a Gtt. In pratica si tratta di riutilizzare i vecchi autobus sostituendo il motore diesel con uno elettrico abbinato al piccolo diesel di un’utilitaria. “In questo modo — spiegano gli ingegneri di Pininfarina durante il giro dimostrativo con il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando — si riesce a consumare normalmente la metà del carburante necessario per un autobus a gasolio e il costo di rigenerazione è pari a metà di quello per l’acquisto di un bus nuovo”. Il sistema, se adottato per rigenerare i vecchi bus che oggi circolano in Italia, sarebbe in grado di far lavorare a Cambiano centinaia di persone.

Non tutto però è così semplice. In base alla normativa italiana ed euroea per rigenerare un bus è necessario che non sia più vecchio di sette anni e che l’operazione abbia il placet della casa costruttrice. Ma il ministro ha spiegato che l’autorizzazione del costruttore non sarà più necessaria  mentre ci sono alcune difficoltà per superare il divieto di rigenerazione oltre i sette anni.

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