Stranezze e curiosità nel bando Rinnova Autovetture della Regione Lombardia

I due parametri stabiliti nel bando Rinnova Autovetture di Regione Lombardia sulle emissioni CO2 e NOx ci fanno fare qualche considerazione

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Il bando Rinnova Autovetture recentemente varato in Lombardia è coraggioso e innovativo e dà diritto a incentivi di importo anche considerevole, specie per le auto elettriche.

Intelligente anche la scelta di renderlo cumulabile con quello statale, per amplificarne l’effetto, soprattutto per le vetture ibride plug-in ed elettriche pure, che possono beneficiare fino a 14mila di “sconto” sul prezzo d’acquisto. La procedura per ottenerlo non è poi così lineare, noi abbiamo provato a sintetizzare i principali passaggi qui, alcuni aspetti però risultano difficili da comprendere e incuriosiscono un poco. Vediamone qualcuno.

CO2 calcolata sul ciclo Nedc

Per la CO2, parametro che determina se si ha diritto oppure no all’incentivo, ed eventualmente al suo ammontare, si fa riferimento ancora all’obsoleto e irrealistico ciclo Nedc. Magari lo si è fatto per favorire gli automobilisti, ma sarebbe stato più logico usare il Wltp alzando le soglie ammissibili.

I parametri di ammissibilità del bando consentono anche ad alcune autovetture termiche (nemmeno ibride) di rientrare nei requisiti e ottenere da 2mila a 4mila euro di incentivo. Perché invece non concentrare con maggiore decisione gli incentivi su ibride, plug-in ed elettriche, escludendo totalmente le termiche?

Se la vecchia auto viene demolita l’alimentazione deve essere a benzina fino ad Euro 2 incluso o diesel fino ad Euro 5 incluso. Se invece viene radiata per esportarla all’estero l’alimentazione deve essere diesel Euro 3, euro 4 o euro 5. Come mai?

Dove reperire il dato sulle emissioni NOx

Il dato sulle emissioni NOx è praticamente introvabile su stampa specializzata, brochure di prodotto, e perfino chiedendo ai venditori o alle Case. Sul sito della Regione, a riguardo, si legge infatti che “i valori di emissione di NOx, determinati con il ciclo di guida europeo per le omologazioni Rde (Real Drive Emissions) riferiti all’intero percorso”, normalmente non sono riportati nel libretto di circolazione (in caso siano presenti possono essere riportati tra i dati inseriti nel terzo foglio) e possono essere reperiti tra i dati di omologazione del veicolo in possesso delle case costruttrici raccolti all’interno del Certificato di Conformità (rigo 48.2).

In mancanza di tale valore si fa riferimento al valore massimo consentito dalla classe emissiva di omologazione del veicolo in base alla sua alimentazione, fermo restando che le prove in condizioni di RDE sono previste a partire dalle classi emissive Euro 6Dtemp e Euro 6D. In particolare, i veicoli Euro 6D, ad esclusione di quelli diesel, rispettano il valore di omologazione di 85.8 mg/km e i veicoli Euro 6D-temp, ad esclusione di quelli diesel, rispettano il valore di omologazione di 126 mg/km. I veicoli diesel Euro 6D rispettano il valore di 114.4 mg/km. I veicoli diesel Euro 6D-temp rispettano il valore di 168 mg/km, pertanto possono accedere al contributo soltanto se nel Certificato di Conformità viene riportato una valore di NOX in condizioni Real Drive Emissions inferiore alla soglia minima prevista (126 mg/km).

Ci piacerebbe anche sapere perché mai si sia scelto un valore astruso come 85.8 mg/km per le emissioni di NOx nel ciclo Rde, anziché una cifra tonda come 80, 85 o 90. E se questa scelta un poco bizzarra fosse stata necessaria per includere o escludere un qualche modello ben preciso?

La cosa farebbe il paio con il “caso” del misterioso innalzamento del limite di prezzo per avere diritto all’Ecobonus statale (innalzamento inserito all’ultimo momento nell’iter parlamentare) grazie al quale la Tesla Model 3 rientrò di un soffio nella fascia di modelli incentivabili.

Immagine di apertura Attribution 2.0 Generic “Cars awaiting shredding

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