Dal Battery Day Tesla novità su batterie, auto e produzione

Un nuovo formato di cella promette di rivoluzionare costi e prestazioni delle batterie, mentre Tesla dispiega il suo piano che la pone anni avanti alla concorrenza

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Tutti stipati dentro a un’auto Tesla in modalità drive-in, chi ha partecipato all’atteso Battery Day di Tesla ha potuto sentire dal vivo le novità annunciate da Elon Musk, che andiamo a descrivervi, partendo dalle novità delle auto, passando per le batterie, il vero focus della presentazione su cui torneremo con pezzi di approfondimento e spaziando tra ottimizzazioni produttive e miglioramenti nell’Autopilot.

Ma ciò che fa più impressione di tutta la presentazione è notare quanto Tesla sia più avanti rispetto alla concorrenza che solo ora si sta muovendo, e i dati nel periodo Covid non fanno altro che testimoniare il gap e la rincorsa che tanti produttori dovranno effettuare per non soccombere in questa rivoluzione silenziosa della mobilità.

Gamma auto elettriche Tesla

Novità per la Tesla Model S: nuova versione Plaid con 3 motori

0-60 mph in 2 secondi, 200 mph di velocità massima, oltre 520 miglia di autonomia. La nuova Model S Plaid, già ordinabile, ma disponibile dal 2021, ha già girato a Laguna Seca in 1:30:3 e Musk ritiene che si sarebbero potuti limare altri 3 secondi…

La futura Tesla compatta

Musk ipotizza in 3 anni circa di introdurre una vettura dal costo inferiore a 25mila dollari e capace di guida autonoma completa.

Novità per il CyberTruck e la sua fabbrica in costruzione

Musk ha menzionato che il Cybertruck sarà prodotto negli Usa e per gli Usa (il maggior mercato al mondo per veicoli di questa classe) nella sua formulazione attuale. Per i mercati esteri sarà probabilmente necessario sviluppare una versione del Cybertruck di minori dimensioni o con modifiche per rispettare le normative del resto del mondo.

Batterie

Nuovo formato per le batterie prodotte in proprio

Dopo le batterie 2170, che Tesla attualmente produce e utilizza per le vetture e per i sistemi di accumulo, e che ha già rappresentato un salto avanti considerevole rispetto al comune formato 18650 (+50% di energia), ecco ora il nuovo formato 4680, con un diametro circa doppio, un volume circa quadruplo e assenza di linguette di contatto (soluzione brevettata l’anno scorso da Tesla).

Rispetto alla 2170, la nuova cella conterrà una energia 5 volte maggiore, sopporterà una potenza 6 volte maggiore e in ultima analisi supporterà una autonomia maggiore del 16%. Tesla sta attualmente perfezionando il processo produttivo per questa cella, in cui ci sono innovazioni significative anche nella fase iniziale per la produzione della pellicola impregnata di elettrolita, in cui si è passati a un processo “a secco” che semplifica di molto gli impianti, riduce gli spazi e accelera la produzione.

In parte Maxwell Technologies, acquisita tempo fa, aveva lavorato a questo tipo di processo, ma la loro tecnologia secondo Musk era ancora a uno stadio prototipale mentre adesso Tesla è già alla quarta iterazione del processo e del macchinario, in una linea pilota che punta a produrre 10 gWh di celle all’anno; l’evoluzione di processo e macchine è molto rapida, ogni 3-4 mesi viene introdotto un nuovo step.

La nuova cella ha anche una struttura senza linguette di collegamento, con percorsi fortemente accorciati per la corrente che la attraversa. Questo risolverà problemi di riscaldamento durante il supercharging, che potrà anche essere più veloce.

Per la formulazione si eliminerà il cobalto e si introdurranno Nickel e Silicio con forti vantaggi non solo per l’ambiente e per le attività estrattive, ma anche per le prestazioni della cella.

Complessivamente tutte le innovazioni sulla nuova cella rappresentano gli elementi di un vero e proprio piano con cui Tesla ridurrà del 56% il costo per kWh delle sue batterie.

Oltre a essere meno costose e più performanti, le batterie saranno anche usate direttamente come elementi strutturali del telaio, a differenza del sistema attuale in cui vengono assemblate in battery pack. Il modello a cui si è guardato è quello delle ali degli aerei, che sono di fatto serbatoi di carburante in forma di ali.

Fra i vantaggi, rigidezza, leggerezza, concentrazione delle masse a centro vettura con riduzione del momento polare d’inerzia.

Progetto Roadrunner: Tesla produrrà batterie anche in proprio (in volume solo dal 2022), ma in parallelo aumenterà comunque gli acquisti dai suoi fornitori

Non solo Panasonic, o il partner storico, CATL (usato dalla Gigafactory Shanghai), o l’acquisizione Maxwell: Tesla si dice aperta anche ad altre partnership. Tesla continuerà ad acquistare batterie, per poter produrre quante più auto e sistemi di accumulo possibili; ma inizierà a produrre batterie in proprio con forti vantaggi in termini di caratteristiche e costi di produzione.

Impianti, investimenti, accordi

Gigafactories e Terafactories

Musk ha sottolineato come sia di fondamentale importanza disporre di una gigafactory in ogni continente, e meglio ancora, vicino a dove si trovano i clienti, allo scopo di accorciare la supply chain il più possibile, cosa che riduce il fabbisogno di capitale d’esercizio. Se la supply chain è corta, dice Musk, più cresciamo più cresce il cash flow positivo. Se invece è lunga, più cresciamo più cresce il cash flow negativo.

Così si spiega la creazione delle Gigafactory di Shanghai (elogiato il lavoro del team cinese che in 15 mesi è passato dal nulla alla produzione di massa), quella di Berlino (la cui costruzione sta procedendo speditamente) e quella di Austin, Texas, la cui costruzione sta procedendo ancora più velocemente.

Il macchinario per pressofusione più grande del mondo è italiano

Era già trapelato che il retrotreno della Model Y sarebbe stato prodotto, a Berlino, come un unico pezzo in alluminio pressofuso, mediante la più grande macchina per pressofusione mai realizzata, costruita in Italia dall’azienda bresciana Idra.

Al Battery Day si è saputo che l’impianto è anche a Fremont, che potrebbe essere usato per produrre anche altre parti strutturali, e che Tesla ha dovuto letteralmente inventare delle nuove leghe di alluminio per risolvere problemi di distorsione dei pezzi con uno stampo così grande, e anche per evitare la necessità di troppe post-lavorazioni per rifinire i pezzi appena pressofusi.

Sistemi fotovoltaici e di accumulo più economici

È stato mostrato che sui tetti fotovoltaici per edifici residenziali Tesla ha raggiunto un prezzo finale di 1,49 dollari per watt di potenza installata, un prezzo circa un terzo inferiore a quello medio del settore.

I prezzi dei powerpack destinati alle applicazioni industriali sono stati abbassati del 27%.

Autopilot farà un passo in avanti

Riscrittura totale del software con un primo rilascio (forse solo per gli USA) forse già entro un mese

Autopilot ha già raggiunto un livello di prestazioni significativo, anche per quanto riguarda la sicurezza, su cui Tesla afferma di aver raggiunto 0,3 incidenti per milione di miglia (contro una media Usa di 2,1 incidenti per milione di miglia) aggiungendo che già oggi, la vettura più sicura che si possa guidare è la Tesla (e non solo per l’Autopilot ma anche per gli ottimi punteggi ricevuti nei crash test).

Tuttavia, Tesla si è resa conto che le prestazioni di Autopilot erano finite in un “massimo locale” da cui con la tecnologia fino ad allora usata non si riusciva a uscire per migliorare ulteriormente. Un problema era anche l’attività del “labeling” delle immagini (per il training delle reti neurali), svolta da persone diverse in momenti diversi e lavorando su singoli fotogrammi.

Ha quindi deciso di riscrivere completamente il software stack e anche il labeling software, che adesso supporta meglio l’attività di labeling che ora viene fatto sul flusso video e su tutte le telecamere simultaneamente. Si lavora adesso in 4D (3D+tempo). Con questa e altre innovazioni la sofisticazione delle reti neurali che gestiscono l’Autopilot è migliorata in modo sostanziale.

Full Self Driving: previsioni disponibilità aggiornate

Ci potrebbe essere un primo rilascio del nuovo software stack 4D forse già fra un mese e la gente, assicura Musk, si renderà conto della grandezza dei cambiamenti, da lui definiti “profondi”.

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