Chevrolet Volt e Opel Ampera: i motivi del fiasco in Italia e in Europa

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Nei primi mesi del 2013 in Italia sono state vendute 7 Chevrolet Volt e 14 Opel Ampera. Cifre risibili, se paragonate alle 169 Nissan Leaf o alle 153 Renault Zoe, per rimanere nelle elettriche. Addirittura impietose paragonandole alle ibride. Ma non è solo colpa dei prezzi elevati

I primi sei mesi del 2013 per la coppia Chevrolet Volt / Opel Ampera sono stati un fiasco dal punto di vista delle vendite in Europa. Il prezzo non aiuta certo la diffusione, qualche critica nella progettazione dell’auto la si può muovere, al tutto si aggiunge in questo 2013 una comunicazione a sostegno del prodotto pari a zero, dopo essere stata nel 2012 l’auto dell’anno.

Ma perché quella che comunque rimane l’auto con motore elettrico più venduta negli Stati Uniti, in Italia, ma anche in Europa, viaggia su numeri così bassi? Cerchiamo di andare con ordine partendo dai dati a nostra disposizione.

Negli Stati Uniti la Chevrolet Volt se la gioca alla pari con Nissan Leaf e Tesla Model S, tutte vendute in poco meno di 10.000 unità nei primi sei mesi del 2013. La Volt è addirittura al primo posto guardando i dati di dettaglio: da gennaio a giugno 2013 sono state infatti vendute in USA 9.855 Chevrolet Volt, 9.839 Nissan Leaf e 9.500 Tesla Model S.

Confronto Chevrolet Volt/Opel Ampera e Nissan Leaf vendute nei primi 6 mesi del 2013
 
  Usa Europa Italia
Chevrolet Volt / Opel Ampera 9.855 1.321* 21
Nissan Leaf 9.839 3.973* 169

Vetture molto diverse tra loro e destinate ad altrettanto diverse tipologie di utenti, ma accomunate dalla propulsione non tradizionale e anche dal prezzo più elevato rispetto a modelli concorrenti di medesimo segmento.

In Europa, per la Chevrolet Volt / Opel Ampera, la musica, almeno in questo 2013, è invece molto diversa. Non solo in Italia, dove le 21 unità immatricolate nei primi sei mesi sono ben poca cosa rispetto alle 169 Nissan Leaf o alle 153 Renault Zoe, ma anche in Europa la formula della elettrica con autonomia estesa non sembra aver dato sinora i risultati sperati: 1.321 contro 3.973. Persino in Norvegia, attuale “paradiso” europero della mobilità alternativa, le cifre delle gemelle GM le relegano nella ristretta cerchia delle vetture di nicchia. Ed è un risultato in controtendenza con il 2012, quando Opel Ampera ha chiuso l’anno come seconda auto con motore elettrico, dietro la Renault Twizy, a 6.631 unità*.

Cosa è successo allora, nel Vecchio Continente? Perchè in Usa la Chevrolet Volt se la gioca alla pari con le concorrenti e qui da noi è una specie di oggetto misterioso? Sicuramente il prezzo non aiuta: circa 45.000 euro, non sono pochi per una vettura da famiglia, ed è una cifra che permette di acquistare persino modelli premium di segmento superiore rinunciando ovviamente alla propulsione elettrica. In più, inspiegabilmente, la General Motors ha adottato per entambe le vetture la medesima strategia: un solo allestimento, full-optional con interni in pelle, cerchi in lega da 17″, sistema audio di elevato livello e altri accessori tutti di serie, e prezzo pressochè allineato.

Difficile quindi che il cliente Chevrolet, che associa la Casa americana a vetture economiche quali Spark e Cruze, possa pensare di entrare in concessionaria trovando un prodotto di elevata tecnologia che costi quasi 50.000 euro. Almeno per la Volt, un allestimento “base” privo di accessori di pregio e proposto a 35 – 40.000 euro, avrebbe forse permesso una maggiore penetrazione sul mercato.

Perdonando magari alcuni aspetti critici delle vetture, come l’interno configurato con soli quattro posti o un bagagliaio un po’ limitato dalla forma della carrozzeria e dall’ingrombro delle batterie. Per la Opel, che punta in Europa a un’immagine più elevata, è invece mancata completamente la promozione.

Aspetto comune anche alla Volt, ma accentuato in questo caso dal fatto che maggiore pubblicità avrebbe suscitato curiosità e interesse sul mercato portando vantaggi anche agli altri modelli della gamma Opel. Difficile capirne i motivi, ma in questo caso può anche essere stata una scelta dettata da difficoltà, anche da parte della rete di assistenza, a seguire un prodotto così innovativo.

Infine, ma questo è un aspetto difficile da quantificare e interpretare, è possibile che il mercato non sia ancora pronto a vetture plug-in a larga diffusione, anche per una possibile confusione con le ibride convenzionali. La Chevrolet Volt / Opel Ampera è, dal punto di vista dell’utilizzo, una vettura elettrica con un’autonomia molto maggiore delle elettriche tradizionali, Erev, in virtù di un motore a benzina in grado di ricaricare le batterie.

È possibile che gli acquirenti pensino invece a una vettura che procede essenzialmente a benzina, in grado di percorrere ben pochi chilometri con la propulsione full-electric. Mentre è provato che, partendo con batterie completamente cariche, una percorrenza di 80 chilometri è perfettamente alla portata delle due vetture.

Un segnale di interesse per queste due vetture viene comunquedagli Stati Uniti, dove il prezzo è stato recentemente abbassato di 5.000 dollari anche per seguire quanto proposto da Nissan con l’ultima versione della Leaf. Vediamo se questa strategia verrà applicata anche da noi, magari in attesa del nuovo modello che dovrebbe assicurare prestazioni ancora più interessanti dal punto di vista di consumi ed emissioni con prezzi meno elitari.

* Fonte per le immatricolazioni europee InsideEV ed EV Sales

6 COMMENTI

  1. Pazzesco! In ogni campo, la soluzione più intelligente è sempre un fallimento di mercato!! Possibile che la maggioranza assoluta sia così stolta? Meno male che c’è la BMW i3 con il range extender. In pratica le potresti usare 360 giorni all’anno elettriche e quei 5gg che hai bisogno di fare troppi km, ti devi solo fermare a far benzina: è come avere due auto, altro che ibride con la micro batteria!

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