Col gelo l’auto elettrica ha una ragione in più per rallentare

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Il gelo è nemico delle batterie, ecco i dati di uno studio canadese su Nissan Leaf e Chevrolet Volt

Un centro studi canadese, Fleetcarma, ha pubblicato dei dati statistici sull’autonomia di marcia di una elettrica pura come la Nissan Leaf e di una ibrida plug-in come la Chevrolet Volt in funzione della temperatura esterna. E’ emerso non solo che il punto di funzionamento ottimale è intorno ai 20 gradi centigradi (con una finestra di buon funzionamento che comunque si estende fra i +12 e i +25 °C circa) per entrambi i modelli, ma anche che l’autonomia può anche dimezzarsi se la temperatura scende a -5 °C o a temperature inferiori, come si può evincere dal grafico qui sotto.

 

A differenza dei supercondensatori, le batterie al litio, essendo basate, come tutte le batterie, su reazioni elettrochimiche con annessi fenomeni di trasporto di ioni, risentono della temperatura di funzionamento. Se la temperatura cala, le reazioni chimiche sono ostacolate e possono arrivare al punto di far apparire scarica una batteria che non lo è affatto, ma che avrebbe solo bisogno di essere riscaldata a livelli accettabili per tornare a funzionare.

Fenomeni di altro tipo, ma sempre legati alla temperatura, entrano in gioco anche quando la temperatura al contrario sale troppo: anche in quel caso l’efficienza della batteria si riduce.

Esiste insomma un intervallo di temperature entro il quale la batteria può erogare prestazioni ottimali. Tipicamente, per il tipo di reazioni chimiche solitamente sfruttate nelle batterie per autotrazione al litio, la temperatura ideale si aggira intorno ai 20 gradi: una scelta che non deve stupire visto che il grosso dell’industria (e dell’utenza) di questi prodotti risiede nella fascia climatica temperata. Probabilmente, se i clienti di auto elettriche si concentrassero sulle regioni equatoriali si sarebbero ottimizzate le batterie per 40 gradi, mentre se il grosso dei clienti vivessero in Siberia e Alaska si sarebbero privilegiati schemi di reazioni chimiche più amanti del freddo.

È quindi evidente quanto ci sia ancora da lavorare per mitigare la suscettibilità delle auto elettriche rispetto alla temperatura ambientale: quello che il guidatore può considerare sostanzialmente certo con le auto termiche – tot litri di carburante, tot km di autonomia, indipendentemente dalle condizioni atmosferiche che si incontreranno, o quasi – non è infatti vero per le auto elettriche.

La buona notizia è che secondo lo stesso studio, l’autonomia di un’auto elettrica, qualunque sia la temperatura ambiente, è fortemente influenzata dallo stile di guida. Al punto che, moderando l’uso di dispositivi ausiliari e guidando in modo opportuno, si può in buona parte compensare il calo di efficienza dovuto al gelo.

Fonte: Ecomento

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