Come sono andate le auto elettriche nei giorni di superfreddo Usa

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Interessanti informazioni da un sondaggio fra proprietari di auto elettriche durante i giorni dell’ondata di freddo in Nord America

Approfittando dell’eccezionale ondata di freddo che ha colpito il Nord America nei giorni scorsi, PlugInsights, un centro studi specializzato, ha organizzato un sondaggio fra i proprietari di auto elettriche residenti nelle regioni maggiormente colpite dal clima rigido per valutarne le conseguenze sull’utilizzo dei loro veicoli.

È emerso che l’autonomia si è ridotta fra il 25 e il 50 per cento, anche a seconda del modello di vettura elettrica. Molte famiglie hanno preferito usare l’auto termica, anche se in generale si è registrato un calo dell’uso di qualsiasi tipo di auto, considerate le condizioni della strada.

Un vantaggio delle elettriche con climi così rigidi è la possibilità di telecomandare (o anche preprogrammare) il riscaldamento di bordo con un’app sullo smartphone. Inoltre il riscaldamento, essendo elettrico, ha inizio immediatamente, senza le attese che comporta il riscaldamento delle auto termiche in cui si deve prima attendere che il motore si scaldi a sufficienza.

Auto elettriche soluzione per ricaricare. Un proprietario di Nissan Leaf abitante in una zona colpita da black out ha potuto usare la batteria dell’auto, rimasta la sua unica fonte di energia, per caricare lo smartphone, e si è reso conto che se avesse avuto un piccolo inverter da collegare all’auto avrebbe anche potuto alimentare qualche altra piccola utenza di casa in caso di necessità.

In alcuni casi sono state le termiche ad avere qualche problema: un altro proprietario di Nissan Leaf riferisce che nelle stesse condizioni di clima gli è capitato che l’altra auto di famiglia, una termica, non si avviasse (batteria scarica? Olio troppo viscoso?), mentre la Leaf è partita senza problemi. E un proprietario di un’Audi termica ha avuto la lancetta dell’indicatore livello carburante bloccata dal gelo nella posizione di riposo.. nonostante il serbatoio fosse pieno.

Naturalmente, non tutte le auto elettriche sono uguali. I proprietari di Tesla, grazie alla batteria di capacità molto maggiore della media, non hanno risentito più di tanto del clima rigido: un calo del 25 o del 50 per cento sulla capacità di una batteria da 22 kWh è un fatto ben più limitante che su una batteria da 60-85 kWh. Due proprietari hanno riferito di aver usato la loro Model S senza alcuna apprensione per percorrere oltre 150 miglia.

Viceversa, il proprietario di una Leaf ha riferito di aver percorso un tratto di autostrada a -20 °C: a inizio viaggio il computer di bordo segnava 50 miglia di autonomia, ma dopo 19 miglia percorse, ne indicava soltanto 12, come se ne fossero state percorse 38; sulla strumentazione, 9 barrette su 12 erano state consumate. Il ritorno a casa era impossibile senza ricaricare a sufficienza le batterie, e in quelle condizioni ciò ha richiesto ben 2 ore (su un caricatore livello 2). Anche altri guidatori di elettriche hanno riferito che il tempo di ricarica si è allungato.

Tornando al riscaldamento dell’abitacolo delle elettriche: per quanto comodo possa essere telecomandarlo e preprogrammarlo, si tratta di un sistema particolarmente energivoro, al punto da ridurre in modo inaccettabile l’autonomia delle elettriche con batterie di piccola capacità. Alcuni proprietari hanno scelto di vestirsi più pesantemente e di accendere solo ogni tanto il riscaldamento, per poter fare più chilometri. Altri addirittura hanno trovato l’espediente di usare solo il riscaldamento del sedile, che consuma pur sempre meno del riscaldamento completo dell’abitacolo! E c’è chi prende le sue precauzioni (consigliabili, per la verità, anche con una termica, a quelle temperature): portarsi a bordo sacco a pelo, pala e stivaloni.

Per quanto riguarda i consumi delle ibride, i risultati hanno confermato che sono cresciuti rispetto a giornate con clima più normale, in quanto con forte gelo la batteria può contribuire meno e quindi il bilancio energetico dell’auto deve necessariamente fare più affidamento del solito sulla sezione termica, ma secondo gli intervistati le percorrenze si sono mantenute comunque migliori di quelle di una normale termica.

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