Da Pike Research dieci profezie sulle elettriche per il 2013

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L’istituto di ricerca specializzato nell’industria dell’energia “green” pubblica un interessante rapporto sull’evoluzione del mercato delle auto elettriche nel 2013

Se i Maya non ci hanno proprio azzeccato, vediamo se è il caso dell’istituto di ricerca Pike Research, che ha messo a punto 10 previsioni per l’anno 2013 sul mercato delle auto elettriche.

Alcune delle previsioni di Pike Research per il mercato delle elettriche nel 2013 sono decisamente facili profezie, come il fatto che negli Stati Uniti il mercato regionale prevalente per questo tipo di veicoli rimarrà quello della California; oppure che anche in Cina comincerà a svilupparsi un mercato delle auto elettriche, visto che, dopotutto, diversi modelli sono parzialmente o totalmente costruiti in quel Paese. Oppure ancora il fatto che alcune start-up impegnate nella realizzazione di auto elettriche chiuderanno i battenti nel corso dell’anno. O che i governi di molti Paesi, in crisi economica, dovranno ridurre o tagliare gli incentivi per le elettriche (una tendenza che non sembra affliggere la Francia).

Più interessanti e in alcuni casi inattesi i 10 trend individuati dall’istituto di ricerca.

1) Gli investimenti tenderanno a spostarsi dai costruttori di veicoli elettrici a quelli di componenti per batterie. Il progressivo calo di capitali a disposizione delle start-up costruttrici di auto elettriche complete, combinato con il calo della domanda di questo tipo di veicoli, determinerà l’uscita di scena di vari piccoli costruttori. Gli investitori si concentreranno sulle aziende che conducono ricerche promettenti: il caso più recente è quello di BASF, impegnata sulle batterie Sodio-Aria.

2) Aumenteranno le vendite di biciclette, scooter e motociclette elettrici. Per le biciclette elettriche in particolare si prevede un aumento a livello mondiale del 10% (arrivando a circa 33 milioni di pezzi nell’anno), e di ben il 50% in Nord America. Sul fronte dei costruttori si assisterà a una crescente integrazione tra i fabbricanti di batterie, motori e meccanica, con la comparsa di soluzioni complete utilizzabili da aziende “assemblatrici” che potranno lanciare sul mercato nuovi prodotti più facilmente, più velocemente e a minor costo.

3) Si diffonderanno impianti elettrici di bordo a 48V (anzichè a 12V), in grado di assicurare una migliore durata, di supportare meglio il crescente numero di dispositivi di bordo ad azionamento elettrico (servosterzo, climatizzatore) e di tollerare meglio i dispositivi di recupero energia (frenata rigenerativa, dispositivo start-stop).

4) Nuovi modelli verranno annunciati nel campo delle vetture a celle a combustibile, specialmente da Hyundai, Mercedes e Toyota. Per la prima volta appariranno modelli a prezzo relativamente basso (sempre però troppo alto per il grande pubblico, quindi saranno acquistate soprattutto da enti e aziende). Per il 2013 è previsto un totale di vendite mondiale di circa 3500 auto di questo tipo.

5) Perde quota la formula dello “scambio batterie” per velocizzare la ricarica delle auto elettriche. Pochi i costruttori ad aver sposato questa filosofia nel progettare i loro modelli. Si prevede che l’idea resterà popolare soprattutto per i taxi, mentre per i veicoli privati ad uso generico dovrebbe prevalere un approccio basato su massicci investimenti nell’infrastruttura di ricarica pubblica e privata, nonchè sulla formula “acquista l’auto, affitta la batterie” in cui fortemente crede Renault ma che si prevede si diffonda nel 2013 anche in Asia e Nord America.

6) L’industria tedesca prenderà decisamente l’iniziativa nel campo dei veicoli elettrici e ibridi con la presentazione da parte di Volkswagen di due modelli ibridi e due elettrici, due elettrici da Audi e uno da BMW (la i3). Questo dovrebbe portare il mercato tedesco complessivo delle auto plug-in (ibride ed elettriche pure) a quota 14000 unità. Il mercato complessivo dell’Europa occidentale dovrebbe sfiorare i 70mila pezzi. Uno dei fattori che dovrebbe aiutare questa crescita è anche, finalmente, l’avvenuta accettazione da parte sia americana sia tedesca di uno standard unico per connettore di ricarica ibrido, il SAE J1772-2012 (in grado di supportare sia corrente alternata sia la nuova modalità superveloce a corrente continua), tanto che si prevede anche che il mercato europeo delle plug-in possa superare le 200mila unità nel 2014.

7) Continuerà a diffondersi una evoluzione della tecnologia start/stop e cut-off che non solo spegnerà completamente il motore termico nelle soste (start-stop) e gli taglierà completamente l’afflusso di benzina in rilascio (cut-off), ma scollegherà il motore dalle ruote (come se si premesse la frizione) per evitare anche l’effetto freno motore. La vettura procederà così per inerzia, con decelerazione molto minore che se ci si limitasse a rilasciare il gas ma tenendo innestata una marcia e rilasciata la frizione. Secondo test condotti da BMW e Audi, il risparmio di carburante possibile (e quindi la riduzione di CO2) si aggira sul 10%. Un sistema basato su questo principio è già disponibile su alcuni modelli di alta gamma, come le Porsche Boxster, Cayman e 911, in abbinamento con il cambio a doppia frizione che rende semplice ottenere il comportamento descritto, semplicemente con modifiche software. (Da notare che il sistema ricorda molto da vicino l’invenzione del KDS, annunciata a inizio 2012 dall’ingegnere italiano Leonardo Grieco e brevettata in Svizzera).
Alcuni aspetti potrebbero ostacolare una accettazione sul mercato americano, come la possibilità che a motore spento il servofreno non abbia la velocità e intensità di risposta standard e che quindi in caso di incidente con sospetto di mancata o tardiva frenata si possa aprire un contenzioso. Il problema riguarderebbe soprattutto i motori a benzina, nei quali abitualmente il servofreno è azionato dalla depressione che si crea nel collettore di aspirazione, ma può essere risolto nello stesso modo dei motori diesel, in cui tale depressione manca e quindi si fa ricorso a una apposita pompa a vuoto; in questo caso però, essendo totalmente fermo il motore termico, la pompa dovrebbe essere azionata da un motore elettrico. 

8) Nonostante la crescente diffusione dei sistemi di ricarica a corrente continua (anche 30 minuti per una ricarica completa), anche i vecchi ma economici sistemi di ricarica “lenti” a corrente alternata (4-8 ore per una ricarica completa) continueranno a essere i più diffusi, specie per scenari d’impiego come quello in cui in orario d’ufficio l’auto possa sostare per più ore nel parcheggio aziendale attrezzato: non sarebbe quindi strettamente una ricarica ultrarapida a corrente continua, visto che l’auto viene usata soltanto per gli spostamenti del mattino e della sera.

9) In Europa verranno progressivamente abbattute le frontiere territoriali interne fra sistemi di ricarica, connettori e schemi di pagamento, così da creare uno spazio unificato in cui i proprietari di auto elettriche possano circolare senza la preoccupazione di rimanere a piedi lontano da un punto di ricarica. L’obiettivo è di avere un sistema di comunicazione e tariffazione unificato europeo per il 2015, anche grazie ai finanziamenti del progetto europeo Green eMotion. Apripista sarà la Germania in cui grazie a un accordo tra aziende elettriche, automobilistiche e di componentistica si sta realizzando il cosiddetto Progetto Hubject che mira appunto a uno schema di roaming tariffario nazionale per la ricarica con un abbonamento unico. Niente del genere esiste o è pianificato negli Stati Uniti.

10) Nel settore degli autocarri, almeno per il 2013 ci si aspetta che la penetrazione della trazione elettrica non sarà molto rapida, anche per l’accresciuto interesse per la propulsione a gas naturale (il cui costo è in discesa anche grazie all’entrata in produzione di nuovi giacimenti non convenzionali sviluppati di recente). Nonostante questo, però, dal 2014 è comunque prevista una accelerazione dell’introduzione di autocarri a trazione elettrica.


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