È robotica la ricarica per l’era delle flotte elettriche

Partita la sperimentazione di Electrify America negli Usa di stazioni di ricarica robotiche per auto elettriche

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Una soluzione per risparmiare agli automobilisti la seccatura di attendere tempi lunghi e compiere gesti faticosi durante la ricarica viene da Electrify America, società che Volkswagen USA ha creato nell’ambito di un piano di azioni lanciato per voltare pagina dopo il Dieselgate. La missione della società è di costruire una rete di punti di ricarica negli Stati Uniti. Il tipo di colonnine è non proprietario, quindi sono supportati CCS, CHAdeMO e J1772.

La soluzione di ricarica robotica sperimentata da Electrify America

A fine 2019 è previsto di raggiungere 480 stazioni di ricarica in 42 stati. Il piano prevede complessivamente oltre 2.800 stazioni livello 2 (per carica in corrente alternata, 7.2 kW) in 650 zone residenziali e 2000 stazioni veloci in corrente continua posizionate in 300 punti lungo la rete autostradale. Le stazioni saranno posizionate vicino a punti di interesse e alla fine dovrebbero essercene abbastanza da risultare distanti non più di 70 miglia l’una dall’altra. Ciò nell’ovvio tentativo di mitigare la range anxiety.

Superare le difficoltà nella ricarica

Abbiamo più e più volte visto come l’evoluzione degli standard di ricarica veloce stia andando verso una situazione in cui il rifornimento potrà risultare laborioso, scomodo e richiedere perfino una certa forza, per via di connettori enormi e di cavi pesanti e rigidi e raffreddati a liquido.

Non solo, ma anche quando si parla di ricarica “veloce” i tempi sono comunque almeno 20 volte più lunghi di quelli di un tradizionale rifornimento di idrocarburi “energeticamente equivalente”; e le stazioni di ricarica veloce sono poche (altro che le circa 24mila stazioni tradizionali oggi presenti in Italia) e lo saranno ancora per un tempo non breve.

Eppure lo sviluppo della rete di punti di ricarica è il principale problema tecnologico-infrastrutturale da risolvere se si vuole che la mobilità elettrica possa diventare accessibile a tutti.

Il braccio robotico per la ricarica delle auto elettriche

E proprio da Electrify America, in collaborazione con una startup di San Francisco, Stable (piccola società di sole 10 persone ma con un passato in aziende come Tesla e Google e da università come Stanford e MIT), arriva l‘idea di un braccio robotico, equipaggiato con telecamere e sistemi di visione, in grado di localizzare e riconoscere la presa di ricarica del veicolo e provvedere in modo autonomo al collegamento del veicolo alla colonnina di ricarica.

In questo modo la ricarica sarà totalmente automatica: basterà parcheggiare l’auto nella piazzola. E quando l’auto sarà dotata di guida autonoma di livello 5, possiamo immaginarla rendersi conto da sola di aver bisogno di un rifornimento di energia e recarsi al punto di ricarica più vicino per provvedere.

Il posizionamento delle stazioni, elemento chiave

Le innovazioni non si limitano comunque al braccio robotizzato. Non meno cruciale è l’aspetto di ottimizzare dove distribuire sul territorio le colonnine, tenendo conto sia della copertura geografica sia della distanza di ogni singolo punto di ricarica dalle sedi dei probabili utilizzatori nei paraggi, e senza dimenticare i costi immobiliari e la più o meno facile accessibilità locale ad allacciamenti alla rete elettrica.

L’assunto è che una rete di numerose colonnine di ricarica capillarmente (e intelligentemente) distribuite sul territorio è molto più efficace e più sfruttata di un sistema costituito da pochi mega-centri di ricarica concentrati.

E ancora: una volta costruita la rete di colonnine e riempite le strade di auto elettriche, quando il veicolo arriva nel sito si porrà ancora la questione di quando far partire la ricarica, a che velocità e per quanto tempo (ricordiamoci le questioni di equilibratura dell’assorbimento di energia dalla rete elettrica e le situazioni in cui i veicoli connessi possono addirittura svolgere un ruolo di stabilizzazione della rete stessa).

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