Ecoincentivi francesi:7000 euro per le elettriche e 4000 per le ibride, forte tassa sulle meno ecologiche

0
1359

7000 euro di bonus per una elettrica e almeno 4000 per una ibrida, ma fino a 6000 euro di malus per auto termiche inquinanti: in Francia il bastone e la carota sono già pronti, perfettamente su misura per assecondare la strategia dell’industria nazionale

Visto che gli asfittici ecoincentivi italiani sono stati messi in un cassetto in attesa di un decreto attuativo del nostro Governo, proviamo a dare un’occhiata oltralpe, per vedere quello che i nostri cugini francesi propongono in tema di incentivi all’acquisto. Il paragone con la nostra realtà è sconsolante, ma andiamo con ordine e vediamo come il governo francese stia incentivando l’acquisto di auto a basse emissioni, aiutando di fatto le industrie automobilistiche del Paese, tra le più attive in Europa nelle auto elettriche e ibride.

Man mano che Renault sviluppa una propria gamma di auto elettriche a zero emissioni (la gamma Z.E. oggi annovera Twizy, Zoe, Fluence e Kangoo), il governo francese procede con perfetta sincronia in un rafforzamento della sua politica di incentivi a sostegno delle automobili green, favorendo anzitutto lo sviluppo del mercato domestico e, non a caso, del costruttore domestico, in questo campo strategico.

In effetti più che i bonus, che cambiano poco rispetto a quelli già entrati in vigore nel 2012, sono gli inasprimenti dei malus a far riflettere: vengono aumentati notevolmente gli importi e contemporaneamente abbassate le soglie CO2 di scatto dei malus rispetto allo schema precedente. Con questo si vuole chiaramente scoraggiare l’acquisto di veicoli a motore termico di alta potenza, con emissioni di CO2 superiori ai 150-160 g/km, e riorientare la domanda verso modelli meno inquinanti, anche se prima ancora delle elettriche è prevedibile che ne beneficeranno le ibride: queste infatti godono già di un bonus significativo, ben 4000 euro (anche se il bonus può essere goduto in misura non superiore al 10% del valore del bene). 

Una sfumatura normativa che favorisce nettamente Renault è il fatto che l’incentivo per le elettriche non solo è più alto di quello delle ibride (7000 euro) ma può essere fruito in misura non superiore al 30% del valore veicolo (contro il 10% per l’incentivo ibride) e, bizzarria non casuale, nel caso in cui le batterie siano in affitto e non di proprietà, il costo su cui fare il calcolo non è quello pagato dal cliente ma si deve aggiungere il costo delle batterie, che non è sostenuto dal cliente ma dal costruttore e da questo dichiarato al ministero.

Insomma, un aiuto al costruttore prima ancora che all’acquirente e soprattutto, un aiuto mirato alla formula di vendita con batterie in affitto, sposata con decisione da Renault il cui sito italiano recita: “Per tutti i modelli della gamma Renault Z.E., acquistati o noleggiati, la batteria è sempre a noleggio. In questo modo Renault cura l’intero ciclo di vita della batteria, dalla fabbricazione al riciclaggio, e permette ai clienti di approfittare dei vantaggi legati al noleggio“. Aggiungiamo: e da oggi, in Francia, anche del massimo incentivo governativo.

Prendiamo il caso di Renault Zoe: grazie agli incentivi, secondo alcuni calcoli dovrebbe avere in versione base un prezzo netto al pubblico di appena 13.700 euro, fortemente competitivo rispetto a quello delle medie convenzionali a motore termico, anche se va tenuto conto dell’affitto batterie che andrebbe comunque poi pagato dal proprietario. Fatti due conti, converrà dunque tenere l’elettrica per un tempo non troppo lungo, in modo che il costo totale di possesso compresi canoni batterie rimanga al di sotto di quello di un’auto normale. E poi cambiarla di nuovo con un’altra elettrica, sempre incentivata.

Tornando allo schema di incentivazione francese, una apposita tabella inquadra le auto in base alle loro emissioni di CO2 e stabilisce per il 2013 uno schema Bonus-Malus di incentivi e disincentivi a seconda della categoria di appartenenza. Lo schema è già entrato in vigore lo scorso 1 gennaio.

Gli incentivi previsti in Francia nel 2013
Emissioni CO2 (g/km) Bonus-malus (euro)
fino a 20 (auto elettriche) – 7.000
21 a 50 – 5.000
51-60 – 4.500
ibride con emissioni meno di 110 g/km – 4.000
61-90 – 550
91-105 – 200
106-135
136-140 + 100
141-145 + 300
145-150 + 400
151-155 + 1.000
156-175 + 1.500
176-180 + 2.000
181-185 + 2.600
186-190 + 3.000
191-200 + 5.000
oltre 201 + 6.000

Come si può notare, la classe “neutra” è quella con emissioni fra 136 e 140 g/km, corrispondente a una moderna auto media con motore termico di buona efficienza, come un turbodiesel o un turbobenzina di nuova generazione.

E’ nel settore delle ammiraglie che si concentrerà la disincentivazione, ma anche in questo aspetto il provvedimento non sfavorisce le Case francesi, visto che in questo segmento sono le tedesche a essere più esposte. E’ peraltro prevedibile che in Francia le vetture di alta gamma d’importazione verranno sempre più spesso scelte con propulsione ibrida.

Assodato che l’effetto degli incentivi transalpini per le elettriche dimostra scopi palesi (vale la pena ricordare che lo Stato francese detiene il 15% del capitale di Renault), nel molto più affollato campo delle ibride appare invece chiaro che data l’incidenza del relativo bonus, di 4000 euro con soglia del 10% del valore vettura, il sottosegmento su cui la scelta del Governo francese fornirà il massimo vantaggio è quello delle automobili di fascia media premium, ben accessoriate, con una versione ibrida dal prezzo di listino intorno ai 40 mila euro. In queste condizioni l’incentivo statale produrrà effettivamente uno sconto pari al massimo teorico del 10%.

Honda ha diversi modelli ibridi, ma paradossalmente il loro prezzo contenuto fa sì che per effetto della soglia del 10% queste vetture non riescano a usufruire al massimo del bonus ibride. Viceversa, Mercedes, Audi, Volkswagen, Porsche e BMW hanno a listino diversi modelli ibridi ma di prezzo sensibilmente superiore alla soglia, pertanto lo sconto massimo di 4.000 euro percentualmente peserà meno del 10%.

Escludendo gli estremi, quindi, in buona posizione per approfittare al meglio degli incentivi per le ibride ci sono le versioni più ricche della gamma Prius, le Lexus CT200h, la Chevrolet Volt/Opel Ampera ma anche, curiosamente, tutti i modelli pertinenti dell’altro gruppo francese, PSA, che a differenza di Renault ha puntato sull’ibrido: la Citroen DS5 Hybrid 4 e le Peugeot 3008 e 508 ibride, i cui prezzi base cadono tutti poco sotto i 40mila euro.

Interessante il fatto che lo stesso Governo francese riconosce che lo schema di incentivi, già in perdita per circa 440 milioni di euro nel 2012, per effetto di queste modifiche, nonostante l’aumento dei malus, dovrebbe squilibrarsi ulteriormente per altri 50 milioni di euro. Insomma non si tratta certo di un provvedimento a costo zero per lo Stato, ma se produrrà su Renault e PSA gli effetti che prevediamo, potrà rivelarsi un ottimo investimento e non solo in tema di compatibilità ambientale.

Se il provvedimento francese appare a tratti quasi sfacciato per come sembra fatto su misura per l’industria nazionale, il confronto con la realtà italiana è semplicemente impietoso, sia sul fronte normativo sia su quello del principale costruttore nostrano.

Fonte: technologicvehicles 
 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here