EnelX attiva i primi 3 impianti di ricarica ultrarapida a 350 kW nelle stazioni Ip tra Torino e Venezia

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Come abbiamo osservato nella nostra simulazione di viaggio autostradale comparando auto elettriche e un semplice scooter, il numero e la durata delle soste di ricarica sono il tallone d’Achille delle auto elettriche nei lunghi viaggi.

Per evitarlo, sicuramente una batteria ad alta capacità aiuta, ma dato il suo costo elevato, una valida alternativa è assicurarsi almeno di scegliere un modello che supporti la ricarica ad alta potenza, in grado di recuperare in pochi minuti abbastanza km di autonomia per proseguire il viaggio. Alcuni modelli elettrici di recente o prossima introduzione sul mercato sono predisposti ad accettare potenze di ricarica DC molto elevate, dai 250 kW di picco delle Tesla ai Supercharger V3 ai 350 kW di picco, con tecnologia 800 V, delle Porsche Taycan o della prossima Hyundai Ioniq 5.

Naturalmente, per poter avere ricariche ad alta potenza non basta l’auto ma occorre anche una infrastruttura territoriale di ricarica che finalmente si decida a voltare pagina, iniziando a installare solo colonnine DC e solo di potenza “seria”, specialmente lungo i grandi itinerari autostradali. Il consorzio Ionity è quello che finora ha installato il maggior numero di colonnine da 800 V e 350 kW in Europa, e in parte anche in Italia, qualche volta proprio accanto a una stazione Supercharger V3.

Le stazioni di ricarica veloce di Enelx presso di distributori IP

Ora è il turno di Enel X, che nell’ambito del progetto europeo E-Via FLEX-E, e in collaborazione con IP, ha annunciato di aver iniziato l’installazione dei primi tre impianti di ricarica HPC in altrettante aree di servizio autostradali.

Si tratta di stazioni a 350 kW, già operative nelle stazioni di servizio IP di Peschiera del Garda (VR), Zanica (BG) e Biandrate (NO), presso le quali 4 veicoli possono ricaricarsi contemporaneamente, impiegando anche solo 15 minuti (a seconda delle condizioni e del veicolo). Nel 2021 è previsto che si aggiungano altre 4 stazioni di ricarica, in località non ancora comunicate. Parallelamente, nell’ambito dello stesso progetto europeo nasceranno anche quattro siti ultrafast in Spagna e due in Francia.

Almeno per i siti italiani, la filosofia di ubicazione è simile a quella seguita da Tesla per la sua rete di Supercharger, che continua a espandersi in tutto il mondo, in qualche caso con installazioni “mostruose” per dimensioni, e più modestamente anche da noi in italia, ad esempio con il nuovo impianto V3 ad Arese da 8 colonnine: gli impianti sono vicini ai caselli autostradali, ma fuori dall’autostrada.

Questo da un lato li rende sfruttabili anche da chi circola sulla viabilità ordinaria, senza bisogno di entrare in autostrada e pagare un pedaggio solo per raggiungere il punto di ricarica; dall’altro costringe chi sta facendo un lungo viaggio a uscire dall’autostrada per ricaricare. Devono quindi trovarsi il più vicino possibile ai caselli, come ha fatto sistematicamente Tesla e come avviene anche in questo caso. Per trovarli finalmente in autostrada dovremo aspettare ancora un po’, nella legge di bilancio c’è un

Il progetto E-Via Flex-e coordinato da EnelX

Il progetto europeo E-VIA Flex-E è coordinato da Enel X in collaborazione con Edf, Enedis, Verbund, Nissan, Groupe Renault e Ibil oltre ad essere co-finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito della call Connecting Europe Facility Transport 2016.

Certo con una così lunga lista di primarie aziende partecipanti al progetto, e con il patrocinio e cofinanziamento dell’Unione Europea, e con solenni prese di posizione a livello UE sulla necessità di sviluppare l’infrastruttura di ricarica per veicoli elettrici, ci si sarebbe potuti aspettare qualcosa di più di 7 impianti totali in Italia nel 2021 (ancorchè tecnicamente al top), quando la rete di Supercharger Tesla in Italia conta un numero di impianti molto maggiore ed è stata realizzata completamente con capitale privato e cominciando a remare nella burocrazia ben prima che le coscienze continentali si svegliassero e stabilissero di dare priorità a questo genere di programmi. Anche la rete Ionity conta già un buon numero di impianti nel nostro Paese.

Rete Tesla Supercharger in Italia, aggiornata a gennaio 2021
Rete Ionity in Italia, aggiornata a gennaio 2021


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