Entro il 2022 FCA abbandonerà il diesel, ok ma i piani per l’elettrico?

Secondo il Financial Times Fiat Chrysler Automobiles avrebbe preso la decisione di abbandonare il diesel entro il 2022, le conferme a giugno nel piano industriale

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Certo è un momentaccio per il diesel: dopo il Dieselgate con 11 milioni di vetture Volkswagen coinvolte, l’immagine di questo motore si è decisamente compromessa e tutti più o meno hanno piani per l’abbandono, compresa da buona ultima anche Fca.

Quando le scelte politiche influenzano anche quelle industriali

Quota di mercato in calo in Europa (dell’8% l’anno scorso, al 43.8%, a gennaio 2018 scesa al 40% solo grazie alla tenuta nel nostro Paese), diversi governi e amministrazioni cittadine che ventilano o annunciano varie forme di messa al bando, costruttori (come Toyota o più di recente Porsche) che eliminano già da quest’anno i diesel dalla gamma.

D’altro canto le normative antiinquinamento sempre più stringenti secondo alcune stime farebbero lievitare del 20% i costi di ricerca e sviluppo per trovare il modo di rispettarle con i diesel, rendono sempre meno convenienti questi modelli. Mentre contemporaneamente il costo delle auto elettriche sta scendendo e le ibride conquistano quote di mercato.

FCA abbandona il diesel entro il 2022

Così ora secondo il Financial Times arriva anche FCA, che entro il 2022 dovrebbe abbandonare il diesel come motorizzazione per le sue auto; verrebbe mantenuto solo per veicoli commerciali e (negli Usa) per i pick-up. L’annuncio dovrebbe essere dato nel piano industriale pluriennale che verrà presentato il 1 giugno prossimo.

Non sarebbe male se oltre ad annunciare l’abbandono del diesel, FCA si decidesse contestualmente a fare il salto e a buttarsi con decisione non tanto sull’ibrido, ma direttamente sull’elettrico, come in Europa ha fatto da anni Renault. Perché ricordiamolo ancora, se i diesel sono inquinanti, i motori a benzina non lo sono tanto meno.

Ultima chiamata per FCA sul treno dell’auto elettrica

Altrimenti FCA, oltre a scendere da un treno su cui stava viaggiando bene (ricordiamo, per esempio, che la rivoluzione dell’iniezione Common Rail fu una invenzione del Centro Ricerche Fiat, poi ceduta a Bosch; e anche che il primo turbodiesel a iniezione diretta per auto senza precamera debuttò sulla Croma nel lontano 1988), rischierà di perdere un altro treno in partenza, forse l’ultimo per rimanere agganciati al futuro dell’auto: il treno dell’auto elettrica.

Un treno sul quale stanno salendo, uno dopo l’altro, con tempi diversi, tutti i principali concorrenti. Che cosa si aspetta ancora? Nel 2012 in un’intervista ad Automotive Magazine il numero 1 di FCA esprimeva il concetto che “I think we’re smoking illegal materials if we think we’re going to make those [profitably]. It just won’t work.“. Lo si pensa ancora? La tecnologia ha fatto passi da gigante in questi anni, a partire dal crollo del costo delle batterie. E fin dal 2017, Nissan sosteneva di non perdere soldi producendo auto elettriche.

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