Facile stoccaggio del gas con le rivoluzionarie nanospugne

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La scoperta dei ricercatori dell’Università di Milano Bicocca potrebbe portare a una sensibile riduzione di pressione di stoccaggio e peso delle bombole da portare a bordo

5mila metri quadrati di superficie racchiusi in appena 1 grammo di materiale nanoporoso. Il tutto realizzato con materiali di origine organica: possono essere ricavati da biomasse, per esempio dalla soia.

Così come una comune spugna, pur pesando poco, assorbe notevoli quantità di liquido, così un nuovo particolare tipo di spugna, con minutissime porosità su scala nanoscopica, è in grado di assorbire elevatissime quantità di gas che normalmente richiederebbero alta pressione per essere confinate nello stesso spazio. E alta pressione significa bombole robuste e pesanti, nonchè rischi elevati in caso di fessurazione di bombole o tubazioni.

Le nuove nanospugne, denominate MIR e MPOB, sanno anche essere selettive rispetto al gas che sono capaci di immagazzinare, pertanto possono essere usate perfino come dei filtri: per esempio per la separazione della CO2 in ambito industriale.

Particolarmente interessante per applicazioni in ambito autotrazione è però lo stoccaggio di metano o, meglio ancora, idrogeno, con bombole a bassa pressione e di conseguenza di basso peso e bassa pericolosità. Stando alle informazioni disponibili, un recipiente da 1 litro riempito di “nanospugna” si possono stoccare ben 40 litri di metano (alla temperatura di riferimento di 0 °C).

Il rilascio dei gas imprigionati nella nanospugna si può innescare e controllare riscaldando leggermente il materiale.

Quel che fa davvero piacere è constatare che la scoperta è arrivata dai laboratori dell’Università di Milano-Bicocca, dopo circa due anni di ricerche. Il risultato raggiunto è ancor più strabiliante se si considera il finanziamento relativamente ridotto che è stato sfruttato (750 mila euro per il biennio) e la produzione tecnico-scientifica (8 pubblicazioni scientifiche e 2 brevetti). Un esempio incoraggiante di capacità di innovazione italiana. Cliccare qui per vedere il comunicato della Bicocca.

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