Fca pronta a vendere Magneti Marelli a Samsung

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Samsung pronta ad acquisire fca da Samsung

Non è certo un fulmine a ciel sereno la possibile acquisizione di Magneti Marelli da parte di Samsung, Fca infatti sarebbe molto vicina alla vendita del gioiello italiano al gigante dell’elettronica sudcoreana, almeno da quello che riportano le fonti di Bloomberg.

E per noi che speriamo nel risveglio dell’Italia anche nel campo della mobilità elettrica, da sempre messa in secondo piano per le decisioni industriali di Sergio Marchionne e l’ignavia a livello politico, questa è una notizia che non avremmo mai voluto sentire.

Magneti Marelli è infatti un’eccellenza, italiana nella ricerca e produzione di tecnologie elettroniche per l’automotive che avrebbe garantito a Fca competenze e conoscenze per competere al meglio nello sviluppo del nuovo modo di fare mobilità: auto sempre più interconnesse, sistemi a bordo sempre più autonomi e smart e soprattutto powertrain e sistemi per essere protagonisti nel futuro delle motorizzazioni elettriche.

Samsung pronta ad acquisire Magneti Marelli per 3 miliardi di dollari

L’operazione dovrebbe portare nelle casse del gruppo Fca oltre 3 miliardi di dollari, utili a ridurre il debito del gruppo in linea con il piano finanziario proposto agli azionisti. Un’operazione a cui brindano i titoli in borsa e che per ora le due società smentiscono formalmente.

Curioso notare che nel consiglio di amministrazione di Exor, la finanziaria degli Agnelli che controlla Fca, siede Lee Jae Yong, che guarda caso è il vicepresidente di Samsung, società che proprio di recente ha investito in Byd, il maggior produttore di auto elettriche mondiali e ha definito alcuni accordi per la produzione di batterie al litio, il componente principale della mobilità elettrica. Lungimiranza?

Per i coreani che investono e guardano al futuro abbiamo degli italiani che svendono con uno sguardo a brevissimo termine: l’intento di Marchionne, che ha globalizzato il gruppo Fiat fondendolo con Chrysler e spostando anche la sede fuori dall’Italia, è di concludere il suo mandato in Fca nel 2019 senza debiti, e probabilmente ci riuscirà, ma a che prezzo? E soprattutto avrà costruito le basi solide per poter rendere competitiva Fca nel futuro della mobilità?

Qualora si intenda proseguire con priorità di abbellimento finanziario a discapito della valorizzazione e difesa del know how tecnologico aziendale, suggeriamo a FCA le prossime mosse: perché non cedere anche altri due gioielli come Comau e VM Motori? Sicuramente aiuterebbe a pareggiare il bilancio con qualche mese di anticipo sui programmi. Ma poi?

 

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