Formula E NYC#2: Vergne bis, Techeetah al primo titolo

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Senza fare nulla di straordinario, Jean-Eric Vergne ha vinto la quinta stagione, bissando il successo ottenuto nella quarta.

JEV è fuori dalla superpole, i cui tre punti sono essenziali per quasi tutti i disperati inseguitori del leader francese. Buemi è in superpole, ma non è primo: Frijns batte lui e la sua chance di arrivare al titolo. A contendere la leadership franco-cinese restano DiGrassi a 22 punti e Evans a 25: quest’ultimo avrebbe bisogno di vittoria e giro veloce con Vergne a zero punti.

La Julius Baer pole position va a Sims, in prima fila insieme a Frijns e Buemi. Gli avversari sono messi male: Evans ottavo e DiGrassi 11mo, con Vergne 12mo.

Si parte ed ecco che qualche urto mette in circolo abbastanza carbonio da richiedere la safety car. Lottere esce e crea apprensioni per il titolo costruttori. Anche per questa situazione, la gara si svolge senza grandi cambiamenti in classifica fino a metà del tempo, poi i tre contendenti attaccano e recuperano posizioni.

Al minuto 37 si ricompone il quartetto di testa per la leadership di gara. Ancora meglio fa Abt, che lancia la rimonta Audi in attesa del recupero di DiGrassi: al minuto 00 i punti tra Techeetah ed Audi erano 24, ma al minuto 45 sono solo un pugno e nel finale può verificarsi il colpacccio.

Lontano da tutto, Frijns sorpassa Sims e vola in testa, trovandosi nientemeno che in lotta con Evans per il podio.

Il vincitore di Parigi e NYX#2, Robin Frijns, con Anna Capella.

Vergne, ormai sicuro del titolo individuale, prova il tutto per tutto per la classifica costruttori. Al minuto 50 è nono, con i due punti a consolidare le posizioni.

Il colpaccio finale lo fanno invece Evans e DiGrassi, che si schiantano in coppia salutando tutti i titoli possibili. Frijns vince la sua seconda gara stagionale e termina quarto in questo mondiale.

La stagione finisce con il trionfo sino-canadese, come previsto.

Domande e risposte

Chiediamoci cosa ha detto questa quinta stagione, la prima con la batteria raddoppiata e valida per tutta la gara. Iniziamo a chiederci anche cosa dirà la sesta.

Scuderie: Cina ok, Italia ko

1) Techeetah è di gran lunga la prima scuderia. I 156 punti del 2017 (5°) sono diventati 262 (2°) nel 2018 e 222 quest’anno, sempre in lotta con Audi. La squadra ha vinto grazie ad un miglior rendimento di Lotterer nella prima parte di stagione. L’altra cinese, Nio, è invece andata male.

Audi è andata peggio del previsto.

2) Italiani validi non ne abbiamo avuti, neanche includendo sanmarinesi e monegaschi. A meno di non voler considerare rilevante la percentuale tricolore dell’ottimo Buemi.

Tecnologia e comunicazioni

3) Avere in comune il telaio (Dallara) e le batterie (McLaren) aggiunge vincoli da rimuovere, che amplieranno ulteriormente le già cospicue distanze

4) La modernizzazione dello spettacolo in senso di gioco ha funzionato: punti per la superpole e per il giro veloce, potenze addizionali in gara (attack mode) o per tifo (fanboost) sembrano più interessanti della scelta della telecamera da parte dello spettatore e saranno copiate in altri sport.

Confronto con la Formula 1

5) Finora la Formula 1 resta più appassionante della Formula E, che possiamo paragonare ad una Formula 2. Vedremo più avanti se l’arrivo di Porsche e Mercedes e qualche novità tecnica e sul circuito spingerà in alto gli investimenti.

6) Alcuni piloti di Formula 1 non ancora bolliti cercheranno di andare in Formula E. Un po’ come sta avvenendo per il calcio, la Cina attrae.

Formula Tesla?

La domanda sulla punta delle labbra è sempre la stessa: e se Tesla partecipasse al mondiale? A parte qualche pesce d’aprile, però, niente da fare. La Formula E è sostanzialmente promozione e l’azienda guidata da Musk ha ordini ben oltre la sua produzione.

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