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Foxconn e l’auto elettrica: batteria allo stato solido, piattaforma Ai e nuove fabbriche. Obiettivo 2024

Foxconn, chi era costui? Intorno alla trasformazione digitale dell’automotive, ovviamente abilitata dal motore elettrico e dai relativi controlli, si sta alzando un enorme polverone. La visibilità complessiva potrebbe diventare talmente bassa da rendere difficile l’identificazione delle sagome reali rispetto ai vortici di sola polvere.

Certamente i veicoli elettrici sono il prossimo grande prodotto per il colosso taiwanese Hon-Hai, che punta a una batteria allo stato solido già nel 2024 per rifornire di componenti molti produttori di EV anche grazie a server, una sua piattaforma di produzione e un AI-based cloud battery management system. Tutto diventa più chiaro se il colosso viene chiamato con il suo nome occidentale. Si tratta di Foxconn, colosso noto per lo più per essere l’assemblatore degli iPhone, che sta sviluppando un ambiziosissimo piano di aumento e delocalizzazione della produzione.

Guerre commerciali: un fronte “americano”

Due i motivi: le continue guerre commerciali del mondo con la Cina, che rendono difficile la continuità di produzione, e la necessità di produrre fuori per essere seguito da acquirenti (e soprattutto legislatori) di altre zone del mondo.

Ecco perché gli iPhone sono stati delocalizzati in Cina, mentre in Nordamerica sorgerà una fabbrica di server e apparati di rete (ancora in lizza sono il Winsconsin e il Messico). Anche qui è difficile, dietrologicamente parlando, non vedere una mossa geopolitica visti i problemi tra Usa/Europa e Cina nel nome di Huawei.

Il punto sull’architettura europea

Qualcosa si muove anche nel Vecchio Continente, che punta ad una rivoluzione poggiandosi su una ipotetica maggior coesione geografica rispetto a USA, Cina o India. Una serie di sommovimenti nel mondo Ict tradizionale, con l’apertura dell’hardware delle celle 5G a server tradizionali e gli edge server anche per la guida autonoma venduti come servizio, potrebbe portare quote di nuovi mercati anche in Europa. Nei complessi piani della Commissione europea rientrano certamente azioni volte alla produzione di chip per questo complesso mondo, che comprende anche il più generale smart metering.

Obiettivo 10% per molti, ma non per tutti

Foxconn si è posta l’obiettivo di acquisire una quota del 10% del mercato globale dei veicoli elettrici tra il 2025 e il 2027. I numeri sottesi sono impressionanti. I contatti già noti sono con la startup cinese Byton (avvio previsto nel 2022), per poi passare a Fisker (Project Pear). Sulla stampa internazionale non si fa molta connessione con l’EV di Apple, ma sarà difficile che nessuna parte della componentistica o dei servizi proposti da Foxconn consideri una collaborazione anche in questo settore.

Molti altri nomi sono stati ventilati, tra i quali Yulon, Nikola, Zhejiang e la stessa Stellantis.

Sul raggruppamento che ingloba i resti di Fiat va spesa qualche parola in più. Per le batterie infatti c’è già il lavoro precedente della componente francese, che ha in opera le due gigafactories ACC, a Douvrin (Francia) e Kaiserslautern (Germania). Il percorso di sviluppo parte dagli 8G francesi già nel 2023 e porterà ad almeno 64G in pochi anni. Non sembra direttamente correlato, ma è presente e fa parte della strategia europea, la batteria a sodio della startup francese Tiamat, la cui sede è a Amiens, a 90km da Douvrin. Per i pochi interessati all’origine del nome di questa startup, ripassiamo il pantheon sumero: Tiamat è la madre del cosmo, origine della vita a partire da un oceano di acque… a sali di sodio.

Batteria allo stato solido e servizi: è qui la festa

Tornando a bomba, nell’autunno 2020 Hon-Hai ha presentato MIH, la sua piattaforma aperta per la produzione di EV, con la quale punta ad offrire l’80% della componentistica necessaria per un veicolo.

L’offerta comprenderà anche un cloud-based AI battery management system, e il sistema operativo open source per la guida autonoma, Autoware. La guida autonoma arriverà anche grazie ad una collaborazione con la startup giapponese Tier IV, membro di Autoware.

Il punto forte dell’offerta sarà certamente la batteria, un modello solid state (Sbb) con alcune innovazioni molto interessanti che dovrebbe essere disponibile già nel 2024, un anno prima di Toyota. Il solid-state mediaticamente più esposto è certamente QuantumScape, sul quale punta molto Volkswagen dopo una prima fase tutta europea.

La SSB di Hon-Hai dovrebbe avere anodo LMNO (Lithium manganese nickel oxide), elettrolita a film ceramico e catodo SiC, materiali usati per lo più per anodi ma in sé validi anche per il polo negativo. La batteria dovrebbe migliorare tutte le metriche attuali (tempo di ricarica, peso e costo) in un percorso produttivo che viene ovviamente garantito dalle capacità mostrate finora dal colosso taiwanese.

Qualcuno si farà male

A giudicare dalla quantità di storie che ci sono in giro, il rapidissimo passaggio alla propulsione elettrica sta interessando la quasi totalità dei produttori di tutte le entità attuali e future del globo terracqueo. Per quanto grande possa essere il cambiamento in atto, lo spiegamento di forze finora annunciato è molto più ampio del necessario. Va inoltre considerato che l’intelligenza artificiale e una più ampia riorganizzazione della logistica mondiale -si pensi al solo telelavoro- ridurranno di molto gli spostamenti inutili e con loro gli acquisti complessivi di veicoli tradizionali.

Se si tende ad una minore necessità di veicoli, ma si dispiegano forze più ampie di quelle che saranno necessarie, molti investimenti andranno in fumo. C’è di dice che intorno alla conversione al motore elettrico si genererà la prossima vera bolla speculativa. Più di qualcuno, insomma, si farà male.


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