Il Codacons chiede il sequestro delle auto Diesel circolanti a Milano e provincia

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L’iniziativa utopistica che vuole fermare oltre mezzo milione di veicoli è scaturita a seguito di uno studio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità secondo cui i gas di scarico dei motori diesel hanno certamente effetti cancerogeni sugli umani. Uno spunto per qualche considerazione sul tema

All’inizio di giugno l’OMS ha presentato a Lione, al termine di un incontro sul tema di una settimana, le conclusioni una ricerca iniziata quasi 25 anni fa per stabilire se le emissioni dei motori Diesel, già allora considerate “probabilmente” pericolose, lo fossero veramente. Ebbene, gli studi epidemiologici condotti su varie categorie a diverso grado di esposizione ai gas di scarico dei Diesel hanno dimostrato, in queste condizioni, un accresciuto rischio di tumori al polmone (“sufficienti” evidenze) e alla vescica (“limitate” evidenze). Viene sottolineato in particolare il fatto che il Diesel produce molte più particelle per unità di volume di aria di quante non ne emetta un motore a benzina (o a gas, a maggior ragione). E maggiore è la concentrazione delle particelle nell’aria, maggiore è il rischio di patologie cardiorespiratorie. Si stima che approssimativamente 1.3 milioni di morti all’anno, in città con oltre 100.000 abitanti, siano dovute proprio a questi effetti. E, per completare un quadro già fosco, viene anche ricordato che i Diesel generano degli inquinanti con una significativa azione sul cambiamento di clima.

Nelle conclusioni si fa notare che le emissioni Diesel provengono non solo dai motori degli autoveicoli stradali, ma anche da altri impieghi, dai generatori di corrente ai treni e navi diesel.

Pur apprezzando i notevolissimi progressi fatti registrare dalla tecnologia dei Diesel per quanto riguarda la riduzione delle emissioni di particolato e dei principali inquinanti “classici” (NOx, CO, CO2), secondo lo studio non è ancora chiaro se e in quale misura tali miglioramenti possano avere effetti positivi sulla salute delle persone. Senza contare che per la graduale sostituzione del parco circolante con modelli di più recente omologazione occorrerà un tempo non breve – e nel frattempo gli esemplari attuali continueranno a emettere sostanze tossiche e particolato. Ancora più seria la situazione dei Paesi in via di sviluppo, nei quali una normativa di omologazione simile alle nostre Euro X manca del tutto.

Nel riferire i risultati della ricerca, il chairman del gruppo di lavoro, Christopher Portier, ha commentato che date le evidenze disponibili, la conclusione degli studiosi sugli effetti cancerogeni delle emissioni dei Diesel è stata unanime, ed è quindi necessario adoperarsi per una riduzione in tutto il mondo dell’esposizione delle persone a questo tipo di sostanze.

E’ stato onestamente sottolineato che il grosso degli studi considerati nella ricerca si riferivano a operai altamente esposti e non alla popolazione generale. Tuttavia anche in studi epidemiologici simili condotti in passato (è il caso degli studi sull’esposizione al gas radon) quando si è notato un rischio nella popolazione altamente esposta si è poi dimostrata la correlazione con un rischio, seppur minore, anche per la popolazione generale. La conclusione è stata che ora che gli scienziati hanno fatto la loro parte, tocca a governi e a enti di standardizzazione di assicurarsi di tenere nel dovuto conto la notizia.

E’ stato di fronte a tutto ciò che il Codacons ha deciso una clamorosa azione legale. Come si legge sul sito dell’associazione, è stato presentato “un esposto alla Procura della Repubblica di Milano per chiedere il sequestro di tutti i veicoli diesel esistenti sul territorio della città di Milano e provincia”; si invita la Procura ad accertare eventuali responsabilità di sindaco di Milano e presidente della Lombardia rispetto ai reati di “omissione di atti d’ufficio (328 c.p.) e getto pericoloso di cose (674 c.p.)”.

Vedremo come andrà a finire la battaglia legale che probabilmente ne scaturirà (solo in provincia di Milano i veicoli in gioco sarebbero oltre mezzo milione).

Nel frattempo, una riflessione che viene spontanea è che il principale motivo che ha spinto milioni di automobilisti a scegliere i motori diesel è il solito: bassi costi grazie ai bassi consumi. Tuttavia, la tecnologia ibrida a benzina oggi consente risparmi paragonabili e la stessa autonomia, ma con le emissioni, assai meno pericolose, di un benzina. Anche una normale auto a benzina, se trasformata a GPL o metano, offre ottime economie di esercizio e un significativo abbattimento delle emissioni di CO2 (specialmente nel caso degli impianti a metano) pur a fronte di emissioni di particolato quasi trascurabili. Per non parlare delle auto a zero emissioni, le elettriche: questi modelli risolvono alla radice il problema dello scadimento della qualità dell’aria in città, spostando eventualmente le emissioni altrove (sempre che l’energia elettrica per alimentarle sia prodotta bruciando combustibili fossili nelle centrali termoelettriche). Se le elettriche sono alimentate con energia prodotta da fonti rinnovabili, poi, le emissioni non vengono semplicemente allontanate della città ma proprio eliminate.

A tale proposito fanno ben sperare le recenti notizie di un continuo e crescente boom di installazioni di impianti fotovoltaici in Italia; secondo un rapporto di Terna, nella giornata del 21 giugno 2012 ben il 34.8% della produzione energetica nazionale è stato ottenuto da fonti rinnovabili. La quota media delle rinnovabili da inizio 2012 è circa il 24-25% della potenza totale prodotta. E nei primi 6 mesi del 2012, con il fotovoltaico si è già prodotta tanta energia quanta in tutto il 2011, a riprova del fatto che il trend delle nuove installazioni è tuttora in accelerazione.

In conclusione, sequestri di auto Diesel a parte, pare che se la politica – a livello sia nazionale sia locale – vorrà tenere nel dovuto conto il rapporto OMS, molto si potrà fare per risolvere il problema in modo realmente “pulito” e definitivo nel giro di qualche anno. Basta volerlo.

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