Il duello tra Model S e Taycan diventa un botta e risposta Musk-Porsche su Twitter e al Nurburgring – TERZO AGGIORNAMENTO

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    Taycan Model S

    Terzo aggiornamento 20/09 – raggiunto un tempo ufficioso di 7:20; diffusi dati sulle misure di potenza e accelerazione lungo il giro; Tesla presume di poter scendere fino a 7:05 con “alcuni miglioramenti” su una vettura che porterà il mese prossimo, forse per un test ufficiale. Ma intanto il prototipo della Model S, si ferma a bordo pista

    Tutto è cominciato quando Porsche ha presentato la Taycan, la sua prima supersportiva 100% elettrica quattro porte elettrica 4WD con due motori sincroni a magneti permanenti, differenziale a slittamento limitato, batteria da quasi 100 kWh e – a sorpresa – un cambio a 2 velocità.

    La stampa specializzata, viste le caratteristiche, ha subito individuato nel nuovo modello la più pericolosa rivale, ad oggi, della Model S, dopo anni di incontrastata permanenza di quest’ultima al vertice delle elettriche. Un po’ di nervosismo è comprensibile. Forse per questo, fin dal 4 settembre ha cominciato a punzecchiare sottilmente via Twitter dapprima il gruppo VW, “toccandola piano” sul Dieselgate:

    per poi occuparsi dell’uso, improprio su un’auto elettrica e anche un po’ nostalgico, del termine “Turbo” nel nome delle due versioni disponibili: forse – sembra insinuare Musk – qualcuno credeva che “Turbo” significhi “va forte”, mentre il senso è un altro.. e non c’entra nulla con un motore sincrono a magneti permanenti!

    Certo, le specifiche della Taycan sono di alto livello, e Musk lo ha poi riconosciuto, anche se dopo un paio di giorni di… riflessione:

    ..ma, pur ottime, non sono migliori di quelle della Model S – almeno sulla carta. L’accelerazione 0-100 è più lenta di qualche decimo di secondo, l’autonomia è un po’ inferiore, il prezzo è nettamente superiore. Bisogna riconoscere che la Model S si difende egregiamente, per essere un modello presentato nel 2012. Evidentemente il concetto base della vettura era talmente avanzato per l’epoca da risultare azzeccato e attuale ancor oggi, a 7 anni dall’esordio, con accorgimenti principalmente al software e alla batteria.

    A Porsche però restava ancora da sfoderare il suo asso nella manica: l’assetto, il comportamento stradale, la sportività. E così ha fatto svolgere un test al Nurburgring, in cui la Taycan ha girato in 7 minuti e 42 secondi, un ottimo tempo e finora il migliore per una elettrica.

    I riferimenti velocistici al Nurburgring

    Per dare un riferimento, però, è di alcuni secondi peggiore di quello di una termica come l’Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio, che ha circa 150 CV in meno: evidentemente le elettriche, anche se costose, blasonate e, sulla carta, molto potenti e scattanti, con un baricentro molto basso e un perfetto equilibrio delle masse avantreno/retrotreno, devono progredire ancora un po’ per arrivare a competere con le termiche su piste veloci.

    Anche un confronto con i tempi parziali sul giro di una BMW M5, fatto da un sito specializzato, ha dimostrato che la Taycan è più veloce (anche di Porsche 991 Carrera S e Ferrari 488 GTB) nei tratti misti e tortuosi del Nurburgring-Nordschleife, ma perde diversi secondi sul famoso rettilineo lungo quasi 3 km, in quanto la sua velocità massima di 261 km/h è sensibilmente inferiore.

    Ma, confronto con le termiche a parte, poteva Tesla stare a guardare? Conoscendo Elon Musk, naturalmente no. E infatti ha postato su Twitter un laconico messaggio:

    L’entrata in scena di Nico Rosberg

    Ovviamente il tweet di Musk ha eccitato i fan della Tesla e quelli della Porsche, scatenato discussioni (qualcuno ha perfino verificato con la direzione del circuito se Tesla avesse prenotato ufficialmente la pista per un test) e generato fiumi di like e tweet, fra i quali, a sorpresa, quello di un certo Nico Rosberg, nientemeno, che si offre di guidare lui la Tesla nel suo giro veloce!

    Di sicuro avere un pilota all’altezza della sfida (e del mezzo) non guasta, per cui Musk ha accettato a stretto giro di tweet:

    Musk e Rosberg sembrano fare sul serio, dato che qualche fanatico ha twittato di aver intercettato su un’autostrada tedesca un camion che trasportava verso il Nurburgring una Model S, riuscendo anche a stabilire che la vettura era gommata Michelin Pilot Sport Cup 2 R:

    E, in effetti, al Ring si sono già cominciate a veder girare per prova non una, ma diverse Model S, modificate nelle carreggiate – visibilmente allargate, nella gommatura, e per quanto se ne sa, anche nel powertrain, denominato Plaid, che adesso avrebbe non due ma tre motori (probabilmente per migliorare il loro raffreddamento) e nell’allestimento interno, che sarebbe a 7 posti. Il tutto prefigura una futura versione di serie della Model S che potrebbe essere denominata P100+. Musk conferma tutto via Twitter: riguardo a Plaid, ancora superiore al Ludicrous Mode:

    e ha anche confermato la presenza al Ring per fare il tempo, anche se non subito:

    ma mentre al Ring si prende confidenza con il tracciato, al di là dell’Atlantico altri esemplari di Model S giravano a Laguna Seca stabilendo il nuovo record sul giro per berline a quattro porte (non solo elettriche): il solito laconico Musk dà la non trascurabile notizia:

    Tutto fa pensare, quindi, che Tesla stia perseguendo una meticolosa strategia di evoluzione di prodotto e test in circuito per arrivare a stabilire non solo un record al Nurburgring ma anche la prossima versione di Model S. Non una cosa improvvisata, insomma.

    Sequenze comparse in rete di uno dei suddetti esemplari girare al Ring (in una sessione “industry pool”, quindi con il circuito non prenotato in esclusiva e quindi non ancora per far registrare il tempo) mostrano la Model S duramente impegnata nei tipici saliscendi con curve e controcurve della sezione mista del tracciato.

    Aggiornamento 17 settembre: secondo il sito motor1.com, che cita Auto Motor Und Sport, osservatori indipendenti appostati lungo il tracciato per spiare i preparativi di Tesla avrebbero cronometrato un tempo sul giro (ovviamente ufficioso) di 7:23. Vale a dire, 20 secondi meno del tempo fatto registrare dalla Taycan.

    Una delle Model S modificate che stanno preparando il tentativo di giro record al Nurburgring. Si notano le carreggiate allargate anteriori e posteriori. (per l’immagine si ringrazia il sito motor1.com)

    Gli esemplari di Model S impegnati nelle prove, come abbiamo già visto, sono basati su un powertrain modificato denominato Plaid, non ancora disponibile su vetture in vendita, e sono gommati Michelin Pilot Sport Cup 2 R o Goodyear Eagle F1 SuperSport RS. Alla guida, tre noti piloti professionisti (ma non ancora Nico Rosberg).

    Il 19 settembre Tesla ha twittato una conferma di quanto ufficiosamente rilevato da un osservatore, e cioè che la Model S con il nuovo powertrain potrebbe puntare a 7:20 ove ripetesse in veste ufficiale i giri di prova liberi; ma si è spinta anche (un bel pò) più in là, arrivando addirittura ad affermare che con alcuni miglioramenti, anche un tempo di 7:05 potrebbe essere possibile, quando la Model S tornerà al Ring per una nuova prova prevista per il mese prossimo:

    Addirittura 15 secondi in meno rispetto a un tempo ufficioso già ottimo e che, se confermato in test ufficiale, sarebbe di ben 20 secondi migliore di quello della Taycan, non è affermazione da fare alla leggera, ma il rischio reputazionale insito in promesse roboanti poi non mantenute è troppo alto per credere che Tesla abbia detto questo senza avere in mano elementi di confidenza. Per esempio, Tesla ha condiviso dei grafici del tracciato che mostrano, punto per punto, la potenza in kW erogata dal powertrain e l’accelerazione longitudinale impressa alla vettura:

    L’accelerazione longitudinale registrata dalla Model S dei test ufficiosi al Ring. In azzurro le frenate, in arancio-giallo le accelerazioni
    Potenza in kW espressa (o recuperata) dal powertrain Plaid durante un giro ufficioso al Ring. 500 kW corrispondono a 680 CV.

    Dev’essere stato sulla base di simili dati che Tesla ha concluso di poter migliorare ancora e non di poco, dopo i cosiddetti “alcuni miglioramenti”. Non sappiamo se davvero riuscirà a scendere fino a 7:05 (sarebbe un tempo che la collocherebbe nientemeno che fra vetture come la Porsche 911 GT3 e la Lamborghini Aventador LP750-4 Superveloce). Comunque sia, già il tempo di 7:20, largamente sufficiente a superare la Taycan, sembrerebbe acquisito o alla portata dell’esemplare che ha girato in questa sessione. Viste le premesse, quindi, alla prova ufficiale la Tesla dovrebbe prevalere sulla rivale tedesca, anche se non trattandosi ancora di un modello in vendita, il record acquisterebbe maggior valore solo in un secondo tempo, quando una Model S “Plaid” venisse messa a listino.

    E’ interessante notare anche quanto documentato dal sito specializzato insideevs.com, ossia che una delle Model S che hanno girato in questa sessione di prove ufficiose – forse proprio quella che avrebbe raggiunto il tempo di 7:20 – ha dovuto essere portata via dalla pista da un carro attrezzi; non si sa se banalmente per batteria scarica o per un’avaria vera e propria. (E’ stato anche diffuso un video, dai soliti osservatori incredibilmente ben appostati ovunque, in cui non si notano segni di impatti sulla carrozzeria della vettura). In ogni caso, visti i tempi già molto confortanti ottenuti in questa occasione, la decisione è poi stata di tornare il mese prossimo con “alcuni miglioramenti”.

    A questo punto non ci resta che aspettare e vedere come andrà a finire. È possibile che gli aggiornamenti al powertrain e telaio della Model S siano serviti a colmare alcuni gap di impostazione che la vettura aveva finora rispetto alla Taycan, come i freni meno evoluti (diametro dischi minore, acciaio anzichè ceramica) e possibili problemi di raffreddamento ai motori nell’uso più intenso; va però detto che recentemente la Model S aveva ricevuto all’avantreno un motore come quello della Model 3 che dovrebbe risolvere questo problema. Ora il nuovo powertrain Plaid a triplo motore, le carreggiate allargate, la gommatura specifica, sembrano decisamente aver rafforzato la competitività in pista della vettura.

    Non è neanche da escludere che Musk, per la sua Plaid, abbia tirato fuori dal cappello magico anche il solito aggiornamento software over-the-air per aggiungere alla vettura, ad esempio, un “Nurburgring Ludicrous Mode Non Plus Ultra” che sblocca temporaneamente qualche ultima restrizione aumentando ulteriormente le prestazioni specialmente dove serve, ossia sul rettilineo del Ring – e, in questo caso, senza che un meccanico abbia mai dovuto toccare la macchina.

    Chi vivrà, vedrà.


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