Incentivi per le auto elettriche estesi fino al 2025 in Germania dopo le indiscrezioni sulle norme Euro 7

Incentivi portati a 9,000 euro, istituito un fondo anche per le colonnine e la rottamazione di mezzi pesanti inquinanti

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Tanto tuonò che piovve. Guai a chi tocca l’auto! Per la Germania rappresenta 850mila addetti diretti (il doppio con l’indotto), una quota sostanziale del PIL (il 12%, ma contando l’indotto si arriva al triplo), delle esportazioni (16%) e del fatturato industriale (20%), oltre a fare da traino per diversi altri settori importanti (nonchè a un indotto anche al di fuori della Germania stessa, come ben sappiamo noi in Italia). Ed appartiene ad aziende tedesche un terzo dei brevetti di tutto il mondo riguardanti la tecnologia dell’automobile. Peccato che riguardino soprattutto la tecnologia dei motori endotermici. Roba che non serve a niente per produrre auto elettriche, cioè in futuro.

Per le elettriche, come mostra la success story di Tesla, servono competenze diverse: principalmente su software e batterie. Settori su cui sono in vantaggio non i tedeschi, ma americani e cinesi. E’ come se ci fosse stato un reset generale dello scenario competitivo: ora ci sono occasioni per nuovi entranti “non convenzionali” nel settore automotive.

Le posizioni consolidate dei car maker tradizionali, in assenza di un convinto ed efficace piano di trasformazione verso l’elettrico, non garantiscono più un futuro nel medio-lungo termine. Chi si ferma è perduto.

Vertice per definire il piano degli incentivi per il settore automotive

Così, dopo l’uscita delle recenti indiscrezioni su come potrebbero essere le nuove norme Euro 7 allo studio da parte della Commissione Europea, si è tenuto un vertice fra la Cancelliera Merkel, i ministri del Lavoro, dei Trasporti, dell’Ambiente e dell’Economia, i governatori dei Lander, i rappresentanti dell’industria e i sindacati. Praticamente la leadership politico-industriale al completo, rappresentata a livello sia federale sia locale. Se ancora ce ne fosse bisogno, è la prova che in Germania all’argomento viene data una importanza strategica. E, fatto forse un po’ sorprendente per noi italiani, un simile vertice, pur con tante posizioni diverse rappresentate al suo interno, si è subito concluso con delle decisioni significative e che, nella sola Germania, riguarderanno milioni di persone. (Chissà, forse da noi si sarebbe chiamato “tavolo” o “cabina di regia” o “commissione”, sarebbe durato mesi o anni e avrebbe prodotto carta e polemiche più che decisioni…).

Oltre alla crisi di vendite nel 2020 aggravata dalla vicenda Covid, e alle “sconvolgenti” notizie sulle possibili soglie delle future norme Euro 7 pressochè impossibili da soddisfare in modo economicamente sostenibile con le tradizionali auto termiche, anche alcuni importanti dati resi noti prima della riunione hanno probabilmente favorito la rapida formazione di un ampio consenso intorno alle decisioni prese.

Nell’ultimo trimestre, quasi un quinto delle auto vendute in Germania ha riguardato modelli elettrici o elettrificati. Nei primi 10 mesi del 2020, per gli incentivi nella forma finora vigente in Germania, sono state presentate oltre 300mila domande, quasi due terzi delle quali relative ad auto elettriche. Quasi metà degli incentivi ha riguardato auto dei vari marchi di produzione nazionale. Prima fra le straniere è Renault, che con la sua gamma di elettriche e ibride (con la sua recente gamma E-Tech) ha beneficiato da sola di più del 10% delle domande di incentivo.

Incentivi fino a 9.000 euro per l’acquisto di auto elettriche e plug-in

Così, innanzitutto, è stato deciso che gli incentivi all’acquisto di auto elettriche (bonus ambientale), finora destinati a cessare a fine 2021, saranno invece prorogati fino a tutto il 2025. Aumenta la quota a carico dello Stato del bonus.

Ora l’incentivo totale sale a 9mila euro, metà dei quali saranno a carico delle Case. Le auto interessate dall’incentivo erano state, finora, solo elettriche o plug-in; non è escluso che ora possa esserci una maggiore focalizzazione sulle elettriche, e che gli incentivi per le ibride abbiano fine con alcuni anni di anticipo, nel 2022.

Fondi anche per colonnine e per la rottamazione dei camion inquinanti

Si prevede anche di promuovere un ampliamento della rete di colonnine di ricarica. Il ministro dell’Ambiente ha sottolineato che per la prima volta è stato possibile non trascurare la questione della crisi climatica durante la crisi economica.

Questo mostra che una politica industriale intelligente può contribuire a risolvere entrambi i problemi, anzichè uno a scapito dell’altro.

Viene poi introdotto un programma per la rottamazione dei camion inquinanti. 500 milioni saranno destinati alle aziende private che decidono di sostituire i loro mezzi Euro 3,4,5 con mezzi Euro 6; altri 500 milioni serviranno per finanziare appalti per analoghe sostituzioni di veicoli inquinanti da parte di enti pubblici o servizi di pubblica utilità.

Infine viene introdotto un “fondo Futuro per l’industria automobilistica” con lo scopo di supportare nel lungo termine la transizione che il settore dovrà affrontare.


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