Celebrato a Zwickau l’inizio della produzione della Volkswagen ID3. E per festeggiare: più incentivi

Partita il 4 novembre la produzione in serie della Volkswagen ID3, obiettivi ambiziosi, mentre il governo tedesco raddoppia gli incentivi all'acquisto

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produzione Volkswagen ID3

Alla presenza della cancelliera Angela Merkel, il 4 novembre 2019 una cerimonia nello stabilimento Volkswagen di Zwickau, in Sassonia (il Land della ex DDR in cui si trovano Lipsia e Dresda, confinante con Repubblica Ceca e Polonia), ha celebrato l’avvio ufficiale della produzione in serie della Volkswagen ID3. Con il primo esemplare uscito dalla linea attiva di colore bianco.

Rispetto a concorrenti quali Nissan, Renault o Tesla, VW è arrivata un po’ tardi a progettare e produrre un modello elettrico “dalle fondamenta” e non semplicemente “elettrificato”, per non parlare della raccolta ordini (che partirà da dicembre 2019, per la 1st Edition, e solo in seguito per le versioni normali) e delle consegne, che inizieranno ancora più tardi (metà 2020, è stato ripetuto), ma ora che il gigante si è mosso (con investimenti di 44 miliardi di euro a livello di gruppo da qui al 2023), i suoi obiettivi sono ambiziosi.

I piani di produzione di Volkswagen nell’elettrico

Per il primo anno, da Zwickau con i suoi 1.700 robot usciranno 100mila ID3, per poi arrivare nel 2021 a 330mila unità annue (volume in cui rientreranno la gemella Seat el.Born, la VW ID.4 e altri modelli Audi, VW e Seat basati su piattaforma MEB), quando lo stabilimento sarà a regime con tutte e tre le linee convertite all’elettrico. (Per confronto, Tesla prevede di produrre, già nel 2019, fra le 360mila e le 400mila auto elettriche, con un trend in accelerazione negli ultimi trimestri).

A quanto pare, grazie a opportuni accordi di collaborazione la piattaforma MEB su cui si basa la ID3 sarà usata anche da marchi non del gruppo Volkswagen: si parla nientemeno che di Ford. Peraltro, Zwickau non è l’unico stabilimento coinvolto nella conversione VW all’elettrico: altri impianti sono già al lavoro per produrre componenti come motori, batterie e già entro il 2022 si prevede che il Gruppo avrà nel mondo 8 impianti da cui usciranno auto elettriche.

Per i primi giorni la produzione della ID3 avverrà al ritmo di 30 unità al giorno e su un singolo turno, ma i livelli dovrebbero toccare le 800 unità al giorno in primavera. In pratica, VW prevede di fare in circa 5 mesi lo stesso tipo di ramp-up della produzione che a Tesla per la Model 3 ha richiesto approssimativamente un anno (mentre l’ultimo dato disponibile dice che nel terzo trimestre 2019 sono state prodotte 96mila Model 3: circa 1.000 al giorno in media).

Essendo state raccolte circa 35mila prenotazioni per la ID.3 1st Edition, continua quindi a sembrare strano che Volkswagen insista nel ripetere che le consegne inizieranno non prima dell’estate 2020; in teoria dovrebbe essere pronto uno stock sufficiente ben prima di allora, e comunque si potrebbero cominciare ad accontentare i primi “pre-bookers” man mano che le vetture escono da Zwickau.

Forse c’è l’intenzione di fare un lancio continentale in simultanea, o forse si vogliono evitare passi falsi sulla qualità e le finiture e quindi si preferisce procedere con cura e prudenza fino a perfetto rodaggio delle linee; vedremo, in particolare, se alcuni aspetti poco convincenti visti sugli esemplari di preserie spariranno sugli esemplari definitivi.

Non sembra dire…”Hmmm ragazzi, mi raccomando che materiali e finiture siano all’altezza della tradizione Golf“.

Non solo gli impianti hanno dovuto essere aggiornati e riconvertiti per produrre auto di nuova tecnologia. Le 8.000 maestranze dello stabilimento hanno seguito un percorso di riqualificazione durato due anni. In precedenza Zwickau produceva versioni di Golf e Passat, ma anche carrozzerie per Bentley Bentayga e Lamborghini Urus, per un totale di 250mila veicoli/anno; quindi con la conversione totale all’elettrico dovrebbe aversi anche un aumento della produzione.

In Germania raddoppiano gli incentivi

Il giorno dopo la cerimonia il Governo tedesco ha annunciato che in Germania gli incentivi ambientali per l’acquisto di auto elettriche aumenteranno del 50% dagli attuali 4mila euro a 6mila euro (metà incentivo è a carico del costruttore) e saranno validi fino al 2025. A sorpresa, quindi, si conferma come l’Italia, che non ha alcun grande produttore nazionale di auto elettriche da aiutare, fra iniziative statali e regionali offre incentivi “pro elettriche” più generosi della stessa Germania, la quale è invece impegnata in una riconversione industriale assolutamente critica e strategica per il suo futuro.

Quest’anno in Germania dovrebbero vendersi all’incirca tante auto elettriche quante se ne sono vendute in Norvegia nello stesso periodo (circa 53mila secondo stime).

Obiettivi della Germania sono anche 50mila stazioni di ricarica pubbliche entro 2 anni (e ben 1 milione entro il 2030), e 10 milioni di auto elettriche in strada entro il 2030. Per confronto, il parco circolante attuale in Germania è di 47 milioni di auto, di cui solo 420mila fra elettriche e ibride.

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