Belpaese: l’Italia è appetibile per la mobilità elettrica?

Ecco perché l’elettrico davvero pulito e vincerà molto presto. Il punto di vista di Motus-e in una serie di articoli (parte 5 di 5)

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il V2G, grande speranza per la rete elettrica, nella grafica del progetto inglese Crowdcharge
il V2G, grande speranza per la rete elettrica, nella grafica del progetto inglese Crowdcharge

L’importanza del finanziamento degli Stati con le tasse sui carburanti, e più in generale dgli incentivi, è spesso al centro della discussione. Parlando di accise, il Governo M5S/Lega attualmente attivo in Italia, nella parte Lega, ha fatto una campagna elettorale anche all’insegna della loro eliminazione. Si può fare davvero?

Accise e pedaggi, pro e contro

Lo studio Fuelling Europe’s Future calcola una diminuzione di oltre 4 miliardi di barili di carburante nel 2030 rispetto al 2015).

London Congestion Charge - By Mariordo (Mario Roberto Durán Ortiz) - Own work, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=23419207
London Congestion Charge – By Mariordo (Mario Roberto Durán Ortiz) – Own work, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=23419207

Le accise sui carburanti pesano circa l’1,5% della raccolta statale. Se è vero che vanno pensati modi per coprire l’eventuale mancato gettito, è anche vero che ad oggi esistono incentivi fiscali su gasolio, metano e gpl (verificare il report Catalogo dei sussidi ambientalmente favorevoli e dei sussidi ambientalmente dannosi del Ministero dell’Ambiente).
A livello di bilancia commerciale, per il Paese è in generale un vantaggio ridurre le importazioni di fonti fossili, e quindi il numero di barili di petrolio.
Eliminando gli incentivi, come possiamo compensare il mancato introito per lo Stato? Guardando a medio termine si può individuare un forte vantaggio sulla salute, che potrebbe anche essere monetizzato in termini di minor spesa sanitaria. È però possibile guardare anche all’immediato, attraverso misure che favoriscano la mobilità sostenibile, quali le già citate congestion charge e le road tariff per i veicoli inquinanti (non solo auto).

Italia pronta ed appetibile

Pare opportuno ricordare che, dati 2017 del GME alla mano, l’Italia ha soddisfatto il 49% della sua domanda attraverso fonti rinnovabili, quindi è un Paese molto appetibile per questa tecnologia. È inoltre stato calcolato da più parti che la domanda aggiuntiva dei veicoli elettrici in termini di energia si potrebbe soddisfare abbastanza facilmente. L’RSE calcola ad esempio che qualora si sostituissero 33,7 milioni di auto private in Italia con auto elettriche, uno scenario a dir poco fantasioso, sarebbero necessari 64 TWh aggiuntivi di energia prodotta, pari al solo 19% della produzione attuale. In termini di potenza del parco di generazione significherebbe installare circa 16,5 GW aggiuntivi, fra 8,5 GW di cicli combinati a gas, 5 GW di fotovoltaico e 3 GW di eolico.
Su un orizzonte di 10 anni questo obiettivo sarebbe facilmente raggiungibile. Basti pensare che fra il 2009 e il 2013 sono stati installati 17 GW di solo fotovoltaico. Aggiungiamo inoltre che già nella sola Strategia Energetica Nazionale 2017 si prevede un aumento di produzione da fonti rinnovabili fino al 60% della domanda al 2030, riducendo l’impatto WTW dei veicoli a batteria a soli 60 g/km.

Indagine Censis, 2017: Interesse auto elettriche o ibride Plug-in
Indagine Censis, 2017: Interesse auto elettriche o ibride Plug-in

Una grande speranza di ottimizzazione della rete è il V2G, Vechicle to grid. Si tratta anche d’una grande speranza per l’aumento dell’energia pulita nel mondo. Il più grande test di questo tipo è l’inglese Crowdcharge, dal quale abbiamo preso in prestito l’immagine di apertura: settecento veicoli sono stati selezionati per funzionare con V2G chargers.
Il futuro, presunto appannaggio dei sognatori, è consegnato in mano alle stime sulle future vendite di auto elettriche. Più o meno attendibili che siano, rimane la fetta di auto che ipoteticamente rimarrà da convertire in una forma più sostenibile. Il pubblico di riferimento è già interessato al passaggio di modello di mobilità. Per quanto ancora vorremo restare indietro?

AUTO ELETTRICA: ECCO PERCHÉ VINCERÀ MOLTO PRESTO

Il logo di Motus-E
Il logo di Motus-E

Qual è la situazione di mercato? Motus-E ha rilasciato un articolo che chiarisce i punti principali, al netto di alcune recenti spiegazioni più o meno scientifiche che hanno trovato stampa favorevole. Ne abbiamo tratto cinque articoli.

1) Auto elettrica / Mobilità: multimodalità e vehicle to grid
2) Auto elettrica / Infrastruttura: contro la range anxiety
3) Auto elettrica / Economia: incentivi, aste e pedaggi
4) Auto elettrica / Tecnologia: assalto a Fort Knox
5) Auto elettrica / Belpaese: l’Italia è appetibile?

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