Le dieci profezie di Navigant Research sulle auto elettriche per il 2014

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Da Navigant Research, istituto di ricerca specializzato nell’industria dell’energia “green”, 10 profezie aggiornate per il 2014 riguardanti il futuro delle auto elettriche. Si avvereranno? Vediamo di che cosa si tratta

L’istituto di ricerca americano Navigant Research ha stilato una lista di 10 previsioni sul mercato delle auto green per il 2014. Vediamole in sintesi per poi entrare nello specifico di ognuna.

  Le 10 previsioni di Navigant Research
1 Pressing sulle legislazioni Usa, molto esigenti in fatto di quote di auto elettriche negli anni a venire
2 Annata altalenante per Tesla
3 Diffusione di moto e scooter elettrici
4 Costruttori cercano nuove fonti di ricavo con le elettriche
5 Si riaccende la concorrenza tra elettrico e idrogeno
6 Diffusione del car sharing e ruolo di mezzi elettrici
7 Primi passi per la ricarica wireless
8 1 milione di tonnellate di CO2 in meno grazie alle elettriche
9 Venduti 2,2 milioni di motori elettrici per autotrazione
10 Maggiore integrazione tra rete elettrica e auto elettriche

1) Le case costruttrici cercheranno di fare pressioni per rendere meno esigente la legislazione della California sull’obbligo di vendere una crescente quota di auto elettriche. Attualmente i limiti minimi richiesti prevedono per il 2018 che il 2% del venduto sia elettrico; nel 2022 dovrà addirittura essere il 10%. Inoltre è richiesto che in generale i costruttori riescano a realizzare modelli le cui emissioni inquinanti calino tanto da essere equivalenti ad avere venduto un 4.5% di veicoli a zero emissioni entro il 2018 e 22% nel 2025. Quel che più conta è che 7 altri stati Usa (Connecticut, Maryland, Massachusetts, New York, Oregon, Rhode Island, Vermont) si sono allineati alle regole fissate dalla California. Secondo studi di mercato, fra tutti gli stati coinvolti in questa legislazione, solo in California e in Oregon verranno acquistati abbastanza veicoli elettrici per rispettare tali severi limiti, almeno nel 2018-2019. E se si guardasse al 2022, nemmeno in California si riuscirebbe a soddisfare l’ambizioso traguardo del 10% di auto elettriche.

2) Tesla avrà un’annata altalenante. Dopo un 2013 complessivamente più che positivo, nonostante i 3 episodi di incendi capitati alla Model S: il titolo è comunque salito dai 32$ di gennaio ai 140$ di fine anno, dopo un picco di ben 193$ in settembre. Tuttavia nel 2014 ci saranno diverse sfide impegnative per Tesla. Per rispettare il suo programma di espansione della rete di stazioni SuperCharger in USA dovrà installare molti nuovi impianti: dai 37 odierni (tutti negli Usa) dovrà passare a oltre 150 per fine anno (coprendo così l’80% della popolazione, e installare anche le prime 11 stazioni in Canada).
Dovrà anche aumentare la capacità produttiva: se dal suo debutto a oggi la Model S ha venduto circa 20mila esemplari, solo nel 2014 è previsto un raddoppio, e Musk pensa di arrivare al 2020 con 500.000 veicoli venduti. I piani di inizio 2013 di puntare a una produzione di 20mila unità annue sono dunque già superati dallo straordinario successo della Model S, che richiede uno sforzo molto maggiore. Aumentando così rapidamente i volumi produttivi, qualsiasi produttore va incontro al rischio che si possano verificare episodi di cali di qualità, che i media (magari il New York Times in primis?…) non perdonerebbero a Tesla.
Tesla dovrà anche iniziare a vendere in nuovi mercati. Fra questi la Cina (inizio previsto nel primo trimestre 2014) dove c’è perfino da risolvere un problema sul marchio, già registrato da un’altra azienda.
A fine 2014 poi Tesla dovrà iniziare le consegne della Model X, altro modello di probabile successo ma che si è già fatto attendere non poco rispetto al primo annuncio e alle aspettative iniziali di inizio vendite in volumi limitati fin dal 2013.
Nel 2014 infine Tesla dovrà cominciare per la prima volta ad affrontare la concorrenza di altri costruttori “premium”, quindi sul suo stesso segmento di mercato: le BMW i8 e la i3 (anche se quest’ultima non sembrava impensierire Elon Musk, come sappiamo), ma anche l’Audi e-tron, la Cadillac ELR, la Mercedes classe B Electric Drive e la Porsche Panamera S E-Hybrid. Riuscirà Tesla in questo contesto competitivo a mantenere le sue quote di mercato?

3) Le motociclette elettriche emergono come nuovo mezzo di trasporto alternativo. Dopo la crescita notevole fatta registrare da bici elettriche e scooter elettrici nel 2013 (circa 5.2 milioni di pezzi in tutto il mondo, escluso il mercato cinese), le motociclette elettriche, vendute finora in quantitativi trascurabili (solo 30mila pezzi nello stesso periodo) potrebbero avere anch’esse un piccolo boom. Innanzitutto grazie al recente o prossimo arrivo di nuove Case e nuovi modelli, alla copertura di una fascia più sportiva, agli annunci di Yamaha e BMW che si preparerebbero a lanciare modelli elettrici nel 2015, dando credibilità a chi in questo mercato è già all’opera nel 2014. Anche in Europa, nel contesto generale di crisi 2013, il calo delle moto elettriche è inferiore al calo di biciclette e scooter elettrici, in bocca al lupo allora ai nostri due produttori, Tacita ed Energica. Inoltre in alcuni mercati europei (UK, Germania, Austria) si è già invertita la tendenza.

4) Nei mercati automobilistici ormai maturi come Usa ed Europa si è praticamente raggiunta la saturazione. Le elettriche costituiranno tuttavia una quota in crescita di questo totale ormai quasi fisso. I costruttori di veicoli elettrici vedranno quindi un aumento del loro spazio di mercato, ma cercheranno necessariamente anche nuove fonti di ricavi oltre alle semplici vendite di vetture. Se c’è un difetto nelle auto elettriche è quello di richiedere generalmente meno manutenzione e meno pezzi di ricambio. I costruttori specializzati in auto elettriche devono pertanto inventarsi nuove fonti “non tradizionali” di ricavi: tutto ciò che ruota intorno all'”auto connessa”, per esempio, con servizi di infotainment e relativi costi, o forme di partnership con le società elettriche, facendo leva sul ruolo che l’auto elettrica gioca nell’evoluzione dell’impianto elettrico delle case e nelle modifiche agli schemi di consumo energetico; le stesse piattaforme software che monitorano i consumi e le ricariche delle auto elettriche potrebbero essere estese all’impianto elettrico di casa e integrarsi con i sistemi delle utility che erogano il servizio. Anche da qui potrebbero arrivare ricavi aggiuntivi.

5) Si riaccenderà la concorrenza fra le elettriche pure e le auto a Fuel cell. Anche se Daimler ha per ora rinviato al 2017 i suoi piani al riguardo, Honda, Toyota e Hyundai hanno invece confermato l’intenzione di introdurre sul mercato almeno un veicolo a fuel cell nel 2014-15, seppur in volumi limitati. Honda e Toyota hanno anche recentemente mostrato le concept car per i loro modelli 2015 a fuel cell. Immancabilmente sui media e in Rete si riaccenderà il dibattito sul confronto tra auto a fuel cell e auto elettriche. Dal canto loro alcuni Stati (California in USA; in Europa, soprattutto Germania e UK; in Asia, Giappone e Corea del Sud) stanno impegnandosi nello sviluppo di una infrastruttura di stazioni di distribuzione idrogeno.

6) Il car sharing si diffonderà ulteriormente e nell’ambito del car sharing aumenterà l’importanza delle elettriche. Solo per il Nord America si prevede una crescita del 20% del parco auto condivise, che dovrebbe arrivare a 22mila unità. Complessivamente in tutto il mondo il car sharing dovrebbe contare nel 2014 su circa 70mila auto, circa metà delle quali in Europa. Per chi sta a Milano o ha intenzione di passarci, sarà utile leggere il nostro confronto tra i due sistemi più diffusi di car sharing Car2go ed Enjoy

7) Cominceranno ad apparire effettivamente in strada le prime infrastrutture di ricarica wireless. Bosch ha introdotto nel 2013 un ricevitore da 3.000 dollari, installabile a bordo di Nissan Leaf e Chevrolet Volt; è attualmente disponibile solo in USA. L’ente di standardizzazione automobilistica americano SAE ha definito frequenza di funzionamento e livelli di potenza per i sistemi di ricarica wireless. Esperimenti e prototipazioni si sono svolti o si svolgeranno a Londra e in Corea del Sud e in alcune località degli Stati Uniti, in genere su piccoli autobus elettrici in servizio di linea (così da poter contare su un percorso prefissato in cui installare le stazioni di ricarica wireless nei punti più opportuni).

8) Anche se le vendite di auto elettriche o ibride in USA rappresenteranno nel 2014 meno dell’1% del totale, quelle in circolazione nei soli Stati Uniti consentiranno comunque di ridurre le emissioni di CO2 di oltre un milione di tonnellate.

9) Verranno fabbricati e venduti oltre 2.2 milioni di motori elettrici per autotrazione, principalmente (85%) utilizzati nelle ibride, nelle elettriche pure (9%) e nelle ibride plug-in (6%). Naturalmente aumenterà anche la produzione di motori elettrici per i vari servizi di bordo che non possono più essere azionati direttamente o indirettamente dal motore termico, come servofreno, servosterzo, riscaldamento e condizionatore; per i relativi motori ci si aspetta che la rete elettrica di bordo debba salire da 12V a 48V.

10) Si diffonderanno sistemi che consentiranno uno scambio bidirezionale di energia fra l’auto elettrica e la rete elettrica, integrandoli e facendoli collaborare per migliorare l’efficienza della rete e degli impianti di generazione, livellando i picchi e stabilizzando la distribuzione, con vantaggi economici significativi che potranno essere girati all’utenza: un aspetto che interesserà in modo particolare ai gestori di flotte di veicoli elettrici. GreenStart ha già affrontato questo tema nel 2013: vi rimandiamo al relativo articolo per approfondimenti.

Queste, in breve, le previsioni di Navigant Research per il 2014. Che cosa ne pensate? Si avvereranno?

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