L’elettrico da rinnovabili è possibile e SolarMoving lo dimostra

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Barbara Antonioli, professoressa titolare alla Facoltà di Economia dell'Università della Svizzera italiana.
Barbara Antonioli, professoressa titolare alla Facoltà di Economia dell'Università della Svizzera italiana.

Solarmoving ha percorso tremila chilometri in elettrico in due settimane, ospitando a bordo numerose personalità del ben vivere. Grande attenzione è stata posta alle ricariche da colonnine alimentate da energie rinnovabili.
Greenstart aveva presentato il progetto. Condividendo la loro speranza di coinvolgere i lettori siamo lieti di ospitare il loro racconto finale, leggermente adattato al nostro tone of voice.

L.S.

Quella elettrica è una mobilità dolce, che ridefinisce il modo di viaggiare senza stravolgerlo ma anzi amplifica i benefici per chi è al volante. La quiete che si assapora guidando un veicolo elettrico, l’accesso ai centri storici e il parcheggio riservato accanto ad un punto di ricarica sono certo vantaggi, da inquadrare all’interno di una gestione complessiva e moderna delle dinamiche di viaggio, pianificando con curiosità le pause di ricarica e di relax in un caffè o sulla spiaggia.

La programmazione semplifica la ricarica

Le auto elettriche sono dotate di un computer di bordo in grado di calcolare il consumo stimato di energia per il percorso stabilito e segnalare quando è più conveniente fermarsi per ricaricare con largo anticipo, segnalando i punti di ricarica più vicini. Quindi si ha un riscontro immediato dell’autonomia di viaggio. 

In alternativa sono disponibili molte app per la ricerca di colonnine nelle vicinanze. Oggi, l’autostrada è il luogo che meno conosce le colonnine, ancor di più quelle provenienti da fonti rinnovabili. La situazione cambierà entro pochi mesi, grazie a 100 nuove stazioni: il tempo medio di ricarica sarà di 15-20 minuti, quanto una normale pausa caffè. 

Oltre alle autostrade, le le ricariche si effettuano anche in punti strategici posti fuori dall’autostrada e in genere con minori rischi di coda. A tal proposito, i piccoli borghi hanno senz’altro una freccia in più da scoccare.

L’importanza del recupero in discesa

Le tratte più impegnative per le auto elettriche sono quelle in salita, più energivore a causa del maggiore sfruttamento della batteria. Nel nostro caso, partendo dalla Liguria avevamo da fare 1650m in altezza per raggiungere Luca Mercalli sulle Alpi Cozie, e ci siamo trovati di fronte a un recupero portentoso della batteria nella fase di discesa che fino a Milano non ha necessitato di alcuna pausa ricarica.

Il nostro tour è stato fatto a bordo di un’auto di serie con un’autonomia di 500km/h, più che affidabile per lunghe tratte, che non ha richiesto pianificazioni millimetriche per percorrere lo stivale da orlo a punta. 

La mobilità elettrica permette al consumatore, per la prima volta, di fare la scelta di viaggiare a zero emissioni di CO2 quando l’energia proviene da un fornitore che usa esclusivamente fonti rinnovabili. Nel nostro caso ricaricavamo da casa con il nostro fornitore ufficiale PLT puregreen; durante il viaggio, da colonnine con energia verde. Nel peggiore dei casi è sufficiente una presa Schuko, soprattutto per le ricariche notturne. Inoltre sul territorio sono presenti servizi di ricarica elettrica mobile: anche in caso di imprevisti, di sicuro non si resta per strada.

Il costo di ricarica al kWh dalle colonnine meno potenti, da 22kW, si attesta in media intorno ai 0,40 centesimi di Euro, mentre per le colonnine di ricarica più potenti, da 50kW, si aggira intorno ai 0,50 centesimi di Euro. A fare i conti, c’è convenienza. 

Noi consigliamo il charger più rapido per le tratte diurne e quello meno rapido per le soste notturne, ma tutte le fermate sono gestibili in maniera più smart.

Materie prime: solo 30 kg nel ciclo di vita

Vogliamo parlare di costi energetici? Rispetto ai 17.000 litri di benzina bruciati in media da un’automobile nel suo ciclo vitale, la batteria di un veicolo elettrico (EV) consuma appena 30 chilogrammi di materie prime, tenendo conto del processo di riciclo.

Un nuovo studio pubblicato da Transport & Enviroment, è dimostra “come l’attuale dipendenza dell’Europa dal petrolio greggio superi di gran lunga il suo fabbisogno di materie prime necessarie per le batterie delle auto elettriche”.

Insomma, quando si viaggia in elettrico non ci sono insidie. C’è benessere per gli automobilisti, per il pianeta, per tutti. Non vediamo l’ora di riprendere la strada!


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