Mancano le batterie, stenta la produzione della 500 elettrica a Mirafiori

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fiat 500 elettrica produzione

Sarà ridotta a 210 unità al giorno, rispetto alle 300 previste, la produzione della Nuova 500. La versione elettrica della Fiat 500 sul mercato sta ottenendo un successo discreto, ma non in linea con gli obiettivi dei vertici di Stellantis, pur essendo l’auto elettrica più venduta in Italia in questi primi tre mesi del 2021 e nella top 10 delle auto in Europa. Ma il motivo principale non sembrerebbe essere tanto il mancato riscontro da parte dei consumatori, quanto una carenza dell’approvvigionamento delle batterie. Il cuore dell’auto elettrica ha una filiera che ogni produttore deve governare, come Tesla ben insegna nelle Gigafactory.

Questo è davvero un nodo cruciale in questo periodo complicato dalla pandemia in corso. Serve una trasformazione epocale, perché la produzione possa rimanere in Italia e possa crearsi una filiera almeno parzialmente locale in grado di riassorbire buona parte delle aziende e dei lavoratori chiamati. Potranno aiutare in questo senso i progetti di apertura di Gigafactory nel nostro Paese e in Europa, c’è da chiedersi se potremmo permetterci di aspettare 3-5 anni per la messa in produzione dei progetti per ora sulla carta.

Scende su un solo turno la produzione della 500 elettrica a Mirafiori, in attesa delle parole di Tavares

Intanto a partire dal prossimo 19 aprile la produzione della 500 elettrica a Mirafiori si svolgerà solo su un turno e non più su due. Sarà quindi molto difficile, per non dire impossibile, raggiungere il target delle 70.000 unità previste nel primo anno. Il problema sembra essere legato a alle forniture dal Sud Corea in cui si trovano due tra i più grandi produttori di batterie al mondo: Samsung Sdi (che già riforniva la 500 elettrica che Fca vendeva negli Usa) ed Lg Chem.

Riportiamo dal sito Il diario del lavoro la nota del sindacato Fim-Cisl, per quanto riguarda lo stabilimento di Mirafiori. “Nel 1° trimestre 2021, sono state prodotte 18.311 unità rispetto alle 2.325 dell’analogo periodo del 2020. Ma questa crescita è dovuta, oltre che alla produzione della nuova 500e, al “totale fermo produttivo” del marzo 2020, “causato dalla pandemia”. Inoltre, la Fim sottolinea che “la ripartenza produttiva della 500e, ad inizio 2021, non è stata abbastanza robusta da sostenere e garantire la proroga” dei 160 lavoratori in somministrazione, con scadenza nel mese di gennaio, che “erano stati inseriti nel mese di ottobre” del 2020“.

Un appuntamento importante ci sarà il 15 aprile quando Carlos Tavares, l’amministratore delegato di Stellantis, incontrerà i sindacati italiani. In quella occasione potrà dare qualche indicazione in più sul futuro degli impianti italiani, che aveva criticato sull’efficienza in recenti interviste, e sui progetti del gruppo multinazionale appena creato dalla fusione di Fca e Psa.


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