Tesla ha colpito ancora: miglioramenti in arrivo sulla Model 3 2021

Cambia la batteria e aumenta non molto la batteria, piccoli cambiamenti estetici e funzionali tra esterno e interno per la Model 3 2021

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Tesla Model 3

Siamo da tempo abituati ad assistere a Tesla che aggiorna via software i suoi veicoli, aggiungendo funzionalità sia utili (telecamere in manovra) sia divertenti (videogames e miglioramenti alle funzioni di entertainment), e in qualche caso potenzialmente rivoluzionarie, come il nuovo Autopilot Full Self Driving, attualmente in beta release distribuita a una selezione di utenti e per ora nei soli Stati Uniti, totalmente riscritto passando a una logica di tracciamento 4D delle entità sulla scena.

Adesso però è il momento per una serie di aggiornamenti e miglioramenti che riguardano, per così dire, “hardware”. Questi riguarderanno le vetture vendute in futuro; non sono noti, al momento, piani per un retrofit (magari a pagamento) sul parco circolante.

Le novità sulla nuova Tesla Model 3 2021

Il più importante è l’aumento della capacità della batteria sulla versione Long Range. È certo che passerà dagli attuali 75 kWh a 82 kWh, con un incremento di quasi il 10%, ottenuto esclusivamente attraverso miglioramenti alla formulazione chimica delle celle, con un aumento della densità energetica: più energia a parità di spazio e di peso. Le celle infatti rimangono nell’attuale formato 2170; per vedere veicoli Tesla utilizzare il nuovo formato 4680 (annunciato al recente Battery Day), che fra l’altro assolverà anche a funzioni meccaniche strutturali, bisognerà aspettare il Cybertruck oppure il camion Semi.

Naturalmente l’aumento di capacità della batteria si riverbera su un aumento dell’autonomia dichiarata, che per la Long Range AWD aumenta di 20 km, secondo norme WLTP, passando da 560 a 580 km; un po’ a sorpresa, l’autonomia aumenta “solo” del 3,5% e non del 9-10% come ci si sarebbe potuti aspettare dato che la capacità della batteria è cresciuta in tale misura. Sospettiamo che Tesla abbia deciso di essere ancora più prudente nel valore di autonomia dichiarato, oppure, forse più realistico, che la capacità della batteria non venga resa realmente tutta disponibile, ma una parte dell’incremento di capacità, invece di essere “usata” per aumentare immediatamente l’autonomia sul veicolo nuovo, venga “tenuta di riserva” e gestita da software in modo tale da compensare negli anni il deterioramento fisiologico della batteria.

Creando così l’illusione, per un certo numero di anni, di una batteria che non sembra minimamente calare di prestazioni invecchiando: magari con l’intenzione di creare il mito della famosa “million miles battery” già con la tecnologia attuale. (Va detto, peraltro, che anche se quest’ipotesi fosse vera, Tesla non sarebbe la sola né la prima a tenere “di riserva” una quota della “capacità lorda” delle proprie batterie; Audi, per esempio, ha recentemente aggiornato il software della E-Tron rendendo disponibile come capacità netta utilizzabile una percentuale più vicina al 100% della capacità lorda).

Va anche detto che stranamente nell’omologazione Epa, per il mercato Usa, l’autonomia dichiarata per la Long Range Awd è aumentata da 322 a 353 miglia: qui l’incremento è esattamente pari a quello della capacità della batteria. In conclusione, la discrepanza, voluta o accidentale che sia, fra l’aumento di capacità della batteria e l’aumento di autonomia dichiarata, c’è solo nei dati di omologazione WLTP per l’Europa.

Cambiamenti estetici e funzionali sul fontale per la Model3 2021

Detto della batteria, merita attenzione il fatto che la sagoma della cavità del “frunk”, il bagagliaio anteriore, è stata modificata; secondo una indiscrezione riferita alle Model 3 prodotte nella Gigafactory cinese (che sembra però ormai certo che siano in parte destinate anche all’esportazione verso l’Europa, e che le modifiche introdotte in Cina stiano entrando in produzione anche a Fremont), l’intervento sarebbe servito a ricavare lo spazio per poter inserire anche sulla Model 3 alcuni dispositivi originariamente introdotti sulla Model Y, in particolare una pompa di calore per aumentare l’efficienza del riscaldamento (e aumentare così l’autonomia nei mesi invernali) e l’associato distributore di flusso soprannominato “octovalve” (perché contiene otto valvole o per un gioco di parole che ricordi “octopus”? O per entrambi i motivi? Ai posteri l’ardua sentenza).

Le relative componenti (molte delle quali ereditate pari pari dalla Model Y) sono comparse da qualche giorno nel catalogo delle parti di ricambio della Model 3, con l’indicazione che sono state aggiunte dopo il 5 ottobre. L’introduzione della pompa di calore è significativa dato che, grazie al suo principio di funzionamento intrinsecamente efficiente, consente di erogare verso l’abitacolo 3 kW di energia termica consumando solo 1 kW di energia elettrica. Con un più convenzionale riscaldatore dissipativo, invece, il consumo elettrico corrisponde quasi esattamente all’energia termica da produrre.

Le stesse fonti parlano anche di doppi vetri alle portiere, per migliorare l’insonorizzazione (e in parte anche l’isolamento termico).

Sono state eliminate le cromature ai bordi dei finestrini, sulle maniglie, sul bordo inferiore dei retrovisori esterni e sull’indicatore laterale di direzione, sostituite con profili opachi scuri della stessa sagoma.

Qui il giudizio sull’intervento è soggettivo, anche se è abbastanza evidente una certa perdita di “premium look” rispetto al modello ante restyling.

Le novità all’interno della Model3 2021

Secondo le stesse fonti, il cofano bagagliaio guadagna l’azionamento elettrico in apertura e chiusura con comando a pulsante:

La guarnizione alla base del lunotto, spesso criticata per una insufficiente capacità di raccolta dell’acqua piovana, presenta una serie di fori di drenaggio.

Ci sarebbero anche piccole modifiche ai fanali anteriori e posteriori e un volante diverso.

Negli interni è cambiata la console centrale, con le sedi di ricarica per 2 telefoni che ora offrono la ricarica wireless (semb,,ra però essere stato eliminato il coperchio); è anche stato cambiato il materiale della faccia superiore del tunnel, che prima era in plastica lucida, intrinsecamente incline a sporcarsi di ditate e graffiarsi.

Lo sportello del portaoggetti centrale, prima incernierato, è ora scorrevole.

Sui pulsanti per lo sblocco elettrico delle portiere è stato inserito un ideogramma un po’ meno “ermetico” rispetto al poco eloquente trattino orizzontale presente sui pulsanti della serie pre restyling.

Leggermente modificati anche i due comandi trackball sul volante.

Le porte Usb posteriori sono ora di tipo Usb-C. È possibile che questa modifica porti con sé anche la possibilità di erogare, rispetto a oggi, una maggiore potenza verso i dispositivi collegati.

Pare che per il pen drive Usb dedicato alle registrazioni del Sentry Mode e della funzionalità DashCam ci sia una porta dedicata, probabilmente nel cassetto portaoggetti. Avvistato anche un pen drive USB 3.1 da 64 GB, con tanto di logo Tesla, che potrebbe essere fornito in dotazione.


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