Paese che vai, convenienza che trovi: il “cuneo fiscale” che avvantaggia le auto elettriche

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Il successo delle elettriche dipende anche dalla loro convenienza rispetto alle termiche, una convenienza che a sua volta dipende fortemente dal prezzo del carburante, fatto più di imposte e accise che di costo industriale

Un interessante studio pubblicato da cleantechnica.com evidenzia impietosamente come, in tutti i Paesi considerati, a parità di distanza percorsa il costo del carburante per viaggiare con una ibrida è invariabilmente più alto del costo dell’energia elettrica occorrente a una elettrica.

Spesso la differenza è veramente cospicua: in Norvegia, per esempio, viaggiare con una Prius comporta un costo per la benzina circa quadruplo del costo per la corrente per una Leaf.

In Germania la differenza è più modesta (la benzina per la Prius costa meno del doppio della corrente per la Leaf). Quasi uguali, invece (e bassissimi) i due costi in Arabia Saudita.

Queste differenze sono dovute principalmente al regime fiscale a cui sono sottoposti i carburanti e l’energia elettrica. In Norvegia, oltretutto, si aggiungono provvedimenti fortemente a favore delle elettriche, come l’esenzione dall’imposta sull’acquisto, pedaggi gratuiti, accesso consentito alle corsie preferenziali. Non c’è quindi da stupirsi se è accaduto diverse volte che la Tesla Model S o la Nissan Leaf siano state in Norvegia l’auto più venduta del mese.

Il fatto che siano principalmente europee le nazioni in cui il vantaggio economico dell’acquisto dell’energia elettrica rispetto all’acquisto del carburante appare maggiore dipende soprattutto dal peso fiscale sui carburanti sensibilmente alto (specie in confronto ad altre macroaree come il Nord America, la Cina, il Medio Oriente o l’Australia).

Anche se le cifre assolute cambiano, la graduatoria del risparmio fra i Paesi considerati si mantiene sostanzialmente inalterata sia che a essere confrontate siano Prius e Leaf, oppure Leaf e una termica di fascia media, oppure una Tesla Model S e una Mercedes classe S.

L’elettrica è sempre in vantaggio e l’entità del vantaggio si fa tanto più rilevante quanto più alti sono i consumi della termica usata per il raffronto. In Norvegia, per ogni 10mila km percorsi, una Model S richiede costi per l’energia inferiori di circa 2mila euro rispetto al costo della benzina richiesta da una Mercedes S550. Ma anche in Germania, Francia e Regno Unito, con condizioni fiscali diverse, esiste un vantaggio variabile fra i circa 1.370 euro/10mila km della Germania e i circa 1.600 del Regno Unito.

I casi di Germania e Australia, in cui il vantaggio economico delle elettriche, seppur presente, non è così rilevante come in altri Paesi, si spiegano con l’alto costo dell’elettricità. Tuttavia in generale un qualche vantaggio economico sulla spesa per il carburante esiste sempre, e il differenziale di costo d’acquisto del veicolo va progressivamente riducendosi grazie anche al lento ma continuo calo di costo delle batterie (dovuto alle economie di scala), ma anche alle aggressive promozioni che ogni tanto i produttori di elettriche o ibride offron.

Per limitarsi all’Italia, è recentissimo il caso della Leaf, con oltre 5000 euro + IVA su tutta la gamma, ma qualche anno addietro, nel campo delle ibride, si può citare anche il caso dell’offerta lancio della Auris ibrida modello 2012 in cui lo sconto era stato di circa 5.000 euro e un’offerta simile anche per il modello 2013. Così il rischio appare casomai quello che prima o poi i sussidi statali comincino ad apparire superflui e vengano ridotti o soppressi, alterando ancora una volta lo scenario competitivo tra termiche ed elettriche/ibride. Staremo a vedere.

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