La via all’elettrificazione Volkswagen passa per le piattaforme: J1, MEB, PPE

Non solo la piattaforma MEB che equipaggia la recente ID3, il Gruppo Volkswagen sta lavorando in più direzioni per la svolta elettrica dei suoi brand

1
864
piattaforma meb volkswagen

Com’è ormai arcinoto, Volkswagen nell’ambito della sua cruciale strategia per l’auto elettrica ha investito cifre esorbitanti per la riconversione di 16 stabilimenti entro il 2022, per l’acquisto di celle e la produzione di pacchi batterie (fino a 57 miliardi di dollari), per la riqualificazione delle maestranze e ultimamente, dopo ritardi e problemi nel lancio della ID.3, si sta anche rendendo conto che la componente software richiede un’attenzione centrale.

Tuttavia, forse la singola innovazione “classica” industrialmente più rilevante in tutto questo insieme di azioni è l’introduzione di una nuova piattaforma universale su cui saranno costruiti tutti i veicoli elettrici del Gruppo, almeno nel futuro prevedibile. Si tratta della cosiddetta piattaforma MEB (acronimo per Modularer E-Antriebs-Baukasten, ossia Piattaforma modulare per propulsione elettrica), dedicata, per la prima volta in Volkswagen, a modelli esclusivamente elettrici, e che recentemente Volkswagen, evidentemente per recuperare più in fretta l’investimento, ha anche deciso di rendere disponibile anche per altri costruttori. In particolare Ford prevede di utilizzare la piattaforma MEB dal 2023 per propri modelli.

MEB, la piattaforma “Jolly” multi-marchio per auto 100% elettriche (anche di Ford!)

Visione in pianta della piattaforma MEB

I modelli del gruppo Volkswagen, già in produzione o di imminente lancio sul mercato, che si basano sulla MEB, vanno dall’Audi Q4 e-tron e Q4 Sportback e-tron, alla Seat el-Born, alla Skoda Enyaq, alle Volkswagen della famiglia ID: ID.3, ID.Crozz, ID.Buzz, ID.Vizzion, e altre che seguiranno.

La piattaforma MEB circondata dai primi modelli Volkswagen che la utilizzeranno. La prima da sinistra è la ID.3 di imminente commercializzazione. Anche modelli Seat, Skoda, Audi e perfino Ford (non mostrati nell’immagine) useranno la MEB.

Si tratta di una importante razionalizzazione, dato che fino a qualche mese fa le principali auto 100% elettriche realizzate dal Gruppo hanno tutte sfruttato piattaforme non nate esclusivamente per l’elettrico, evidentemente con complicazioni ingegneristiche per gli inevitabili adattamenti e in qualche caso con compromessi piuttosto evidenti (come una batteria di modesta capacità o la mancata integrazione di un possibile bagagliaio anteriore). Ad esempio, la eGolf è costruita sulla MQB (la piattaforma per auto a motore convenzionale trasversale), la e-Up! sulla NSF (per il tris di auto ultracompatte VW, Seat e Skoda a motore convenzionale trasversale), l’Audi e-Tron sulla MLB (piattaforma per auto a motore convenzionale longitudinale).

Piattaforma MEB: opzioni per variare il passo

La piattaforma MEB, sulla scia della positiva esperienza fatta con la MQB e la MLB che l’hanno preceduta, prevede la possibilità di variare alcune lunghezze determinanti per la categoria e il carattere stilistico e dinamico del veicolo, come il passo.

MEB in configurazione passo standard per vetture compatte
MEB con passo allungato per applicazioni come SUV o Van

Piattaforma MEB: opzioni per il battery pack

Ma anche sul layout della batteria sono previste varie possibilità. Il pacco batterie può avere struttura a 5×2 celle o a 6×2 celle; non tutte le “caselle” della “scacchiera” devono necessariamente contenere un modulo batterie; nelle configurazioni compatte e’ possibile ad esempio ospitare l’elettronica di gestione all’interno di una “cella batterie”, riducendo le dimensioni complessive. Una presentazione tecnica pubblicata da Volkswagen mostra come esempio i seguenti casi:

7 moduli in griglia 5×2 con elettronica di controllo ospitata in una cella
9 moduli in griglia 5×2 con elettronica di controllo ospitata in una cella
12 moduli in griglia maggiorata 6×2; elettronica di controllo ospitata in sede dedicata

Tutte le taglie delle batterie nella piattaforma MEB

Guarda caso, questi tre tagli “architetturali” di battery pack corrispondono esattamente alle proporzioni relative dei tre tagli annunciati per la batteria della ID.3. In particolare, se si assume che un modulo batterie abbia una capacità lorda di circa 6.85 kWh, lo schema a 7 celle porta a una capacità lorda totale di 48 kWh (utilizzabili 45); quello a 9 celle dà 62 kWh (utilizzabili 58); quello a 12 celle dà 82 kWh (utilizzabili 77).

Ecco svelato come sono realizzati i tre tipi possibili di pacco batteria della ID.3, interessante anche notare come al lancio saranno disponibili la 9 moduli e la 12 moduli (ossia due configurazioni ospitate dalle due diverse strutture possibili), mentre non si parla ancora della 7 moduli, che comporta l’uso del frame 5×2 con alloggiata in una delle “caselle” del pacco al posto di un modulo batteria. In altre parole, l’industrializzazione è già stata completata dal punto di vista meccanico per le due varianti di struttura battery pack, e se si aspetta a introdurre la versione ad autonomia ridotta, da offrire a un prezzo adeguatamente inferiore (e di conseguenza col “rischio” che aumentino di molto gli ordini), è perchè forse si aspetta prima di aver mandato a regime la produzione di auto e di celle e di sentirsi davvero pronti a una produzione di massa.

Qualche ipotesi su possibili upgrade al battery pack delle vetture MEB

Vista la struttura dei battery pack, è anche facile prevedere che un upgrade dal modello 48 kWh a quello 62 kWh sia facile e relativamente economico, dato che comporta essenzialmente l’aggiunta di due moduli in due cavità già presenti e libere; invece l’upgrade al modello da 82 kWh probabilmente sarà sensibilmente più costoso oppure non sarà offerto del tutto, dato che comporta la necessità di cambiare il frame dal tipo “5×2 con elettronica di controllo in una cella” al tipo “6×2 con sede separata per l’elettronica di controllo”, in altre parole richiederebbe di cambiare un elemento strutturale.

Non solo MEB: Porsche e gli incroci con Audi

Per la recente Porsche Taycan, invece, è stata realizzata da zero una piattaforma dedicata esclusivamente all’elettrico (la J1). Questo modello quindi non si basa sulla MEB.

La piattaforma J1 su cui si basa la recente Porsche Taycan. La useranno anche un secondo modello Porsche e uno Audi.

La piattaforma J1 verrà sfruttata anche da un modello Audi (la versione definitiva del concept E-Tron GT) e un ulteriore modello Porsche (un modello più grande della Taycan), ma non sembra destinata ad avere ulteriori utilizzi in quanto dal 2021 Audi e Porsche introdurranno congiuntamente una nuova piattaforma PPE (Premium Platform Electric), anche questa progettata da zero, per futuri modelli 100% elettrici.

Un “poker” di piattaforme per Audi

La situazione piattaforme Audi in particolare è la più complessa e sembra quasi che per questo marchio si voglia perseguire un approccio “esplorativo”, con varie opzioni aperte, in quanto la sua strategia attuale prevede complessivamente di avere accesso a ben 4 piattaforme per modelli elettrificati o elettrici: la MLB evo, la J1 Performance, la MEB e appunto la PPE.

Un vero e proprio “poker” di piattaforme che indica che nessuna di quelle attuali, nemmeno la nuovissima MEB, è ritenuta adeguata, da sola, a coprire tutta la gamma di modelli (e di motorizzazioni, non solo elettriche ma anche termiche e ibride) che Audi vuole continuare a indirizzare.

Un “poker” di piattaforme sul radar dell’Audi. Di queste quelle per auto esclusivamente elettriche sono la J1 Performance, la MEB e la futura PPE.

La piattaforma PPE di Audi e Porsche

La piattaforma PPE dovrebbe adottare una rete elettrica di bordo a 800 Volt, sulla scorta dell’esperienza maturata con la Taycan, e quindi avrà la possibilità di caricare le batterie a 350 kW.

Porsche e Audi stanno sviluppando una piattaforma elettrica comune, la PPE, che dovrebbe essere fatta esordire dalla prossima Macan

Sulla PPE potranno essere integrate, a seconda di modelli e allestimenti, diverse tecnologie avanzate come le 4 ruote sterzanti, le sospensioni ad aria, il torque vectoring, oltre naturalmente alla trazione integrale. Sono inoltre previste configurazioni “alta” (per Suv) e “bassa” (per GT e berline sportive) ed è naturalmente possibile, come sulla MEB, variare misure chiave come il passo e la carreggiata.

Questa mailing list usa Mailchimp. Iscrivendoti ad una o più liste, contestualmente dichiari di aderire ai suoi principi di privacy e ai termini d'uso.

In ottemperanza al GDPR, Regolamento UE 2016/675 sui dati personali, ti garantiamo che i tuoi dati saranno usati esclusivamente per l’invio di newsletter e inviti alle nostre attività e non verranno condivisi con terze parti.

1 COMMENTO

  1. È interessante osservare l’operazione di cambiamento avviata da Volkswagen per avvicinarsi all’elettrificazione. Il fatto che voglia rendere disponibile la piattaforma MEB anche ad altri costruttori è lodevole, speriamo che oltre a Ford tanti altri produttori ne facciano uso. Davvero un bell’esempio da un produttore famoso in tutto il mondo.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here