Più è grande, più è veloce: ecco la batteria quantistica in una ricerca (anche) italiana

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La nuova fisica che ci salverà, quella quantistica, ecco una batteria superveloce ideata (anche) dai ricercatori italiani Virgili e Cerullo.
La nuova fisica che ci salverà, quella quantistica, ecco una batteria superveloce ideata (anche) dai ricercatori italiani Virgili e Cerullo. Nella grafia una batteria quantistica secondo CNR e Politecnico di Milano.

Maggiore è la dimensione della batteria, più veloce è la sua carica: strano ma vero, almeno nella batteria quantistica. Nella realtà che conosciamo questo non è un ragionamento valido, ma magari esistono fisiche nelle quali si crea un effetto moltiplicativo. Potremmo chiamare questo effetto sovrassorbimento.

Non è un lavoro di fantasia, bensì un possibile percorso di sviluppo di nuove, incredibili batterie per ogni scopo. Il fenomeno relativo si chiama superabsorption, ed è controintuitivo, come la maggior parte delle regole che strutturano la fisica quantistica. Perché questo è l’ambito di questa idea.

Entanglement energetico

Superabsorption in an organic microcavity: Toward a quantum battery è lo studio di base, pubblicato su Science Advances appena il 14 gennaio 2022. La proprietà di collegamento tra particelle (entanglement) della fisica quantistica crea un effetto di moltiplicazione che risulta in cariche ultraveloci.

L’indagine è stata portata a termine da un team internazionale composto anche da due italiani, Tersilla Virgili dell’Istituto di fotonica e nanotecnologie del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ifn) e Giulio Cerullo del Dipartimento di Fisica del Politecnico di Milano.

Ovviamente siamo molto lontani da un qualsiasi uso commerciale. Il principio, però, è straordinariamente interessante in quanto si basa su un approccio non tradizionale e di grande prospettiva.

Niente a che vedere con le mirabilie proposte dalle batterie a stato solido, nelle quali il quantum computing potrebbe grandemente migliorare la modellazione delle interazioni tra particelle.

Cercando in rete si trova che un dispositivo completamente diverso da quello annunciato in questo articolo, ma spesso definito “quantum phase battery”, era stato proposto nel 2020. In quel caso lo studio, A Josephson phase battery, era quasi interamente italiano.


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