Richiamo o aggiornamento? Tesla ridefinisce il mondo dell’automobile

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L’auto è sempre più connessa e quella elettrica è anche più vicina al mondo dei dispositivi elettronici, che si aggiornano da remoto senza bisogno di interventi manuali. Siamo all’alba di una nuova era?

Tesla Model S è stata “richiamata” qualche mese fa a causa di un problema ad alcuni adattatori domestici di ricarica, che in particolari casi potevano creare pericoli per surriscaldamento di alcuni componenti esterni.

La casa califoniana è intervenuta sostituendo gratuitamente, inviandolo a casa dei proprietari, il componente difettoso, ma già prima era intervenuta con una modifica software alla centralina di alcune vetture aggiornando “over the air”, ovvero in modalità remota, il software di gestione della vettura stessa.
E qui nasce l’equivoco.

Ripassiamo un momento la terminologia. Richiamo: procedura con la quale una casa automobilistica invita i proprietari di specifici modelli a recarsi in officina per ovviare a un inconveniente manifestato da una significativa percentuale di quel modello e potenzialmente pericoloso per l’incolumità dei passeggeri o della vettura stessa.

L’NHTSA, l’ente per la sicurezza americano, lo ha definito un “richiamo”, ma Elon Musk rifiuta decisamente il termine. Associandolo a vecchie procedure, officine di una volta e lunghe attese con chiavi e cacciaviti in mano. Per il patron della Tesla è nient’altro che un aggiornamento, analogo a quello che periodicamente si scarica su pc, telefonino o qualunque altro dispositivo mobile connesso in rete.

Chi ha dunque ragione? Con quest’ultima polemica, di principio, Tesla dimostra di non voler cambiare solo l’automobile intesa come oggetto in sè. Vuole trasmettere anche il messaggio di un diverso sistema di vendita (vedi la polemica con i concessionari americani) e di assistenza (le officine mobili in luogo delle tradizionali officine autorizzate).

D’altra parte, non è certo la prima volta che un modello, nel corso della sua vita, riceve aggiornamenti della centralina. Modalità di gestione del sistema di controllo della trazione, della logica del cambio automatico, dell’accensione, del turbocompressore, vengono spesso modificate, durante le periodiche verifiche in officina, per i più diversi motivi.

E allora, perchè non rendere pubblica questa provcedura e comunicarla con chiarezza al cliente, si deve essere domandato Musk.

Che, se dovesse vincere anche questa battaglia, aprirebbe la strada a un nuovo mondo legato all’automobile. Pensate, per esempio, a specifiche “app”, naturalmente approvate dalle varie case, per modificare i parametri di funzionamento della macchina. Oppure a sistemi di governo dei servizi di bordo, programmabili da remoto o modificabili secondo le più diverse logiche.

L’automobile non più quindi vista solo come mezzo di trasporto, ma come “terminale” di una serie di servizi ottenibili dalla rete e configurabili a proprio piacimento.

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