Non dà i risultati sperati la strada fotovoltaica installata in Francia

Non raggiunge i risultati previsti il km di strada fotovoltaica costruita in Francia. Vediamo perché

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strada fotovoltaica

C’è chi lo considera un fiasco e chi un tentativo originale con risultati incoraggianti.

L’idea era e rimane interessante: la superficie stradale è coperta da veicoli in transito mediamente solo per il 10% del tempo. Per il resto è scoperta ed esposta al sole. Ed è superficie ormai già sottratta a utilizzi agricoli. Allora perché non sfruttare al massimo questa “cicatrice” inflitta al territorio, evitando di generarne altre? È possibile generare energia elettrica usando celle solari, anziché comune asfalto, per il manto stradale.

Quanta energia ha generato il km sperimentale

Il chilometro di strada sperimentale costruito in Francia, Normandia, precisamente in località Tourouvre-au-Perche, dalla società Wattway, e inaugurato in pompa magna nel 2016 dall’allora ministro dell’Ambiente, Ségolène Royal, avrebbe dovuto secondo le stime produrre una media di 790 kWh al giorno, per un totale di quasi 150 MWh annui. Invece risulta aver prodotto, nell’anno 2018, poco più della metà di questo quantitativo: circa 78,4 MWh. E nella prima metà del 2019, 37,9 MWh, un dato in linea con il dato annuo del 2018, anche se in leggero calo.

Ricavi troppo bassi per rientrare nell’investimento

La vendita dell’energia prodotta avrebbe dovuto generare incassi annui per 10.500 euro, ma nel 2017 i ricavi sono stati di 4.550 euro e nel 2018 di 3.100 euro. In effetti i ricavi, anche se avessero confermato i livelli sperati nelle stime, non sembrano in grado di ripagare l’investimento per costruire una strada fotovoltaica da 1 km. Secondo certe stime, poi, il costo dell’energia generata con questo sistema è 5-6 volte maggiore di quello dell’elettricità generata con pannelli fotovoltaici tradizionali.

È interessante notare che se su una strada di 1 km circolassero solo veicoli elettrici, con un consumo medio di 140 Wh/km, allora immaginando che quei veicoli venissero alimentati con l’energia fotovoltaica prodotta dalla strada che percorrono (supponiamo i 790 kWh stimati), potrebbero transitare a costo energetico Zero ben 5.642 veicoli al giorno, ossia 235 veicoli/ora, o 4 veicoli al minuto (ipotizzando che il traffico sia costante e uniforme giorno e notte sulle 24 ore). Dato che quella strada è in una zona rurale e ha 1 sola corsia lastricata di fotovoltaico, un veicolo ogni 15 secondi non sembra affatto un cattivo risultato. Anzi, probabilmente di auto in quella zona ne passano meno.

I problemi che ne limitano l-efficienza

Fra i problemi che hanno impedito all’infrastruttura di sviluppare pienamente i benefici sperati sono stati citati le foglie secche e l’usura al manto stradale dovuta ai veicoli (in quella zona, a vocazione agricola, circolano anche parecchi trattori): per la sollecitazione delle ruote, alla lunga il rivestimento in resina delle celle si scheggia, perdendo trasparenza e generando trucioli.

Inoltre a causa del rumore di rotolamento generato dalla circolazione dei veicoli su questo tipo di strada è stato necessario abbassare il limite di velocità a 70 km/h, a svantaggio del traffico.

Davanti alle critiche (anche di parte della stampa francese) la società costruttrice avrebbe ammesso che il sistema non è maturo per il traffico interurbano e che il modello utilizzato nel prototipo di strada non è come la versione definitiva che sarà commercializzata.

La concorrenza e il futuro

L’idea non sembra comunque meritare di essere abbandonata (fra l’altro anche una concorrente cinese, Shandong Pavenergy, sta studiando e testando un sistema simile, anche in quel caso con un prototipo da 1 km installato solo un anno più tardi, nel 2017, con una superficie maggiore e una resa annuale stimata di 1 GWh). La Francia aveva apparentemente intenzioni serie: era programmato che quel chilometro prototipale sarebbe diventato il primo di una rete di 1.000 km di strade lastricate di fotovoltaico. È auspicabile che i problemi possano trovare soluzione e che non si abbandoni la strada (è il caso di dirlo) intrapresa.

Foto di apertura: © COLAS – Hervé DOURIS

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