Suzuki Baleno e Ignis, un piccolo passo nell’ibrido

Suzuki lancia la gamma ibrida con versioni di Ignis e Baleno. Vediamo che caratteristiche ha e da cosa si differenzia rispetto all'ibrido tradizionale

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È da poco entrata nei listini Suzuki la nuova Suzuki Baleno, compatta cinque porte offerta a partire da 14.100 euro con le motorizzazioni tradizionali a benzina da 1,2 litri. Alle quali si affianca una versione ibrida, denominata Baleno 1.2 SHVS ibrida, caratterizzata da un inedito sistema microibrido sviluppato appositamente da Suzuki per questa applicazione.

La Suzuki Baleno 1.2 SHVS ibrida è disponibile solo in allestimento B-Top, il più ricco, e costa 17.600 euro, esattamente 1.000 euro in più della versione con medesimo allestimento ma motore privo del sistema ibrido.

Anche la più piccola Ignis disponibile nella versione ibrida

suzuki-ignis-ibridaA partire da gennaio sarà invece disponibile la Suzuki Ignis 1.2 SHVS ibrida, dotata della stessa unità della Baleno e abbinabile sia alla trazione anteriore sia integrale.

I prezzi partiranno da 16.800 euro per la Suzuki Ignis 1.2 SHVS 2WD iTop. La versione con stesso allestimento e quattro ruote motrici verrà 18.300 euro, mentre la Ignis 1.2 SHVS 4WD iAdventure sarà offerta a 19.000 euro. Porte aperte presso tutta l’organizzazione commerciale Suzuki nel fine settimana del 21 e 22 gennaio.

Pur dichiarando di avere a bordo un sistema ibrido, le Suzuki Baleno e Ignis offrono un powertrain non paragonabile alla Toyota Yaris Hybrid, per avere un termine di paragone tra le auto ibride, a partire dal fatto che non possono muoversi grazie al motore elettrico, vediamo perché.

Suzuki ibrida: ecco il sistema ISG

La proposta Suzuki nel campo dei sistemi ibridi ruota intorno al cosiddetto sistema ISG, Integrated Starter Generator, che altro non è che un alternatore di dimensioni maggiori rispetto ai tradizionali in grado di funzionare da starter per l’avviamento della vettura e da generatore elettrico per ricaricare una batteria ausiliaria. Assicura anche l’avviamento del motore nelle fermate in colonna quando si attiva il sistema Start&Stop.

In pratica il sistema è composto da una batteria tradizionale collocata nel vano motore, una batteria ausiliaria agli ioni di litio di dimensioni compatte installata sotto al sedile del guidatore, e dal generatore ISG collegato tramite cinghia al motore termico.

Durante le frenate, l’ISG è in grado di recuperare l’energia cinetica e trasferirla alla batteria ausiliaria, che diventa un “serbatoio” di energia da utilizzare in caso di necessità. In particolare, nelle fasi di accelerazione nelle quali il motore termico deve erogare la massima coppia e sopportare quindi il massimo sforzo, l’ISG “aiuta” il motore termico utilizzando l’energia accumulata nella batteria ausiliaria e permettendo così un risparmio nei consumi.

Con questa configurazione il sistema non è in grado di consentire la marcia in full-electric, e infatti la Baleno marcia sempre con il motore termico attivo. È in grado però di permettere un contenimento dei consumi, in particolare nella marcia “a singhiozzo” quando il motore è sottoposto a sforzi continui con rendimenti bassi e consumi elevati.

I vantaggi del sistema microibrido sulle Suzuki Baleno e Ignis

Secondo la Suzuki, la Baleno 1.2 SHVS consuma 4 litri di benzina per 100 chilometri nel ciclo combinato, contro i 4,2 della versione 1.2 senza sistema ibrido. Nel ciclo urbano la differenza aumenta, e i valori passano a 4,7 litri / 100 chilometri per la 1.2 SHVS e a 5,3 per la 1.2 tradizionale. In pratica, dando per veritieri i dati di omologazione, ogni 10.000 chilometri percorsi in città si risparmiano 60 litri di benzina, pari a 100 euro circa.

Dal punto di vista puramente economico potrebbe sembrare poco, ma per quanto riguarda i valori di emissioni, l’usura del motore e il rapporto tra complessità del sistema e risultato raggiunto è sicuramente un grande passo avanti su auto di questa categoria.

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