Tesla batte il Covid: profitti anche nel Q2, consegne in aumento e titolo alle stelle

I risultati finanziari di Tesla vanno ben oltre le previsioni, produzione e consegne impattate solo marginalmente dal lockdown modiale che ha messo ko gli altri produttori

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C’era molta attesa sui risultati di Tesla nel secondo trimestre 2020, dato che da una parte il lockdown ha evidentemente ostacolato produzione e consegne e dall’altra, se la Casa fosse riuscita a far registrare un ulteriore (il quarto) trimestre consecutivo con risultati in utile, avrebbe potuto essere presa in considerazione per essere inclusa nel paniere dell’indice azionario S&P 500.

Ebbene, i risultati diffusi stanotte battono le previsioni e mostrano che l’azienda sta attraversando un momento estremamente positivo, tanto da riuscire a produrre utili perfino durante il periodo di lockdown, che invece per tutti i produttori tradizionali ha rappresentato un serio problema, con piazzali pieni di auto invendute e stabilimenti bloccati spesso più per mancanza di domanda che come precauzione anti-pandemia.

I risultati finanziari di Tesla nel Q2 2020

Gli analisti si aspettavano ricavi trimestrali per circa 5.1 miliardi di dollari e una perdita di 14 centesimi per azione. Invece Tesla ha fatto registrare 6 miliardi di ricavi e un utile di 50 centesimi per azione. Gli utili netti sono stati di 104 milioni se quantificati secondo le regole contabili standard Gaap, altrimenti di ben 451 milioni. Praticamente nessun analista si aspettava niente di lontanamente simile.

Addirittura, nella lettera agli azionisti, Tesla ha onestamente rimarcato come proprio il rallentamento delle operazioni e la temporanea riduzione delle ore lavorate (e retribuite) durante il lockdown hanno aiutato il conto economico, insieme a ben 428 milioni di entrate per crediti fiscali legati ai veicoli elettrici (in aumento del 21% rispetto al primo trimestre). Sul fronte opposto, la pur breve fermata di alcuni impianti ha rappresentato dei costi significativi, così come l’erogazione di 101 milioni di dollari in premi di risultato dovuti al raggiungimento degli obiettivi aziendali.

Il margine operativo è salito al 5.4% (contro il 4.7% nel primo trimestre; e un anno fa era addirittura negativo, al -2.6%). Di grande importanza è poi il miglioramento della posizione finanziaria, con un flusso di cassa operativo tornato positivo per quasi un miliardo di dollari (nel Q1 era stato negativo per 440 milioni). In cassa ci sono ora 8.6 miliardi di dollari.

I numeri della produzione e delle vendite di Tesla

Sul fronte produttivo impattato dalla fermata delle fabbriche soprattutto in Usa, per Model S e X la linea di Fremont ha sfornato solo il 31% circa dei volumi abituali. Si è difesa meglio la Model 3, ormai prodotta anche in Cina nella Gigafactory Shanghai, con tempistiche di impatto lockdown differenti da quelle in California e Nevada; insieme alla Model Y (non ancora prodotta in Cina), ha fatto registrare quasi 76mila unità prodotte (solo il 13% in meno rispetto al Q1). In tutto la produzione è calata del 20% in termini numerici, nonostante i problemi della pandemia.

Ma ancora meglio ha fatto Tesla sulle consegne, dato che mentre le Model S e X consegnate sono scese del 13%, addirittura si è riusciti a incrementare le consegne per le Model 3 e Y, del 5%. Così, complessivamente, in pieno lockdown, Tesla è riuscita ad aumentare le proprie consegne del 3%, qualcosa che i car maker tradizionali, oggi in profondo rosso con piazzali strapieni di veicoli invenduti e che ora reclamano a gran voce incentivi per riuscire a smaltire, avrebbero potuto solo sognare.

In calo del 23% le nuove installazioni di sistemi fotovoltaici, a 27 MW elettrici, mentre sono schizzate del 61% le installazioni di sistemi di accumulo, a 419 MWh.

Non si ferma lo sviluppo della rete mondiale di Superchargers, che supera la soglia di 2.000 stazioni (esattamente 2.035), con 18.100 connettori, in crescita del 6% rispetto al trimestre precedente.

Con simili notizie, radicalmente migliori rispetto al consenso fra gli analisti, non c’è da stupirsi come il titolo abbia guadagnato subito un ulteriore 7%, nonostante fosse stato già protagonista di un rally quasi ininterrotto che ha portato l’azienda a capitalizzare in Borsa quasi 300 miliardi di dollari, più di qualunque altra Casa automobilistica, compresa Toyota, che è stata superata all’inizio di luglio. Per dare l’idea, oggi Tesla capitalizza più della somma di Daimler, Fca, Ford, Ferrari, GM, Bmw, Honda e Volkswagen.

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