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Tesla taglia aggressivamente i prezzi della Model 3

Con una mossa che creerà qualche serio grattacapo alla concorrenza europea, e in attesa che entri in produzione a Berlino la Model Y, Tesla ha tagliato (anche in Italia) i prezzi della sua best seller Model 3.

Percentualmente le riduzioni sono comprese fra il 5,88% per la Standard Range Plus e il 6,87% per la Performance.

In cifra assoluta si tratta di 3.000 euro in meno per la Standard Range Plus, di quasi 4.000 per la Long Range e di 4.500 per la Performance.

Il tutto avviene a fronte di contenuti e dotazioni che nel frattempo sono aumentati. Per esempio l’autonomia WLTP della Long Range è salita da 561 a 580 km in virtù di un aumento di capacità lorda della batteria del 3,7% circa (+3 kWh); sulla console (ridisegnata) troviamo la ricarica wireless; importante l’introduzione della pompa di calore nel sistema di climatizzazione e dell’apertura-chiusura motorizzata del bagagliaio. Tra le altre migliorie troviamo le porte USB C, i ritocchi al design dei cerchi, i profili cromati sostituiti da profili bruniti e così via.

E’ probabile che questa ottimizzazione del rapporto costi/contenuti sia stata resa possibile dalla decisione di esportare anche dalla Cina. Verosimilmente, almeno una parte degli esemplari di Model 3 arriverà in Europa dalla Gigafactory di Shanghai. Finora arrivavano tutti dalla fabbrica californiana di Fremont

I ritocchi al listino

Gli incentivi sono importanti, specie in Lombardia

L’effetto dell’Ecobonus (e degli incentivi regionali, ove disponibili, se cumulabili con quello statale, come nel caso di quelli della Lombardia), ora accessibile anche per la versione top della Model 3, è anche quello di ampliare di molto, anche di ulteriori 18mila euro (nel caso più favorevole, con rottamazione, in Lombardia e finchè i fondi durano), il divario di prezzo già esistente rispetto alle gamme di crossover e SUV elettrici premium con prezzi di listino superiori alla soglia incentivabile, come Audi e-tron, BMW ix3, Jaguar i-Pace, Mercedes EQC.

Verso una polarizzazione dei prezzi

La mossa di Tesla quindi disturba fortemente i concorrenti, sia quelli incentivabili ma di prezzo poco inferiore, sia quelli di prezzo superiore e oltretutto non incentivabili. Si viene a creare una sorta di “magnete” nella zona dei 45-55mila euro (al lordo degli incentivi), o dei 35-45mila (al netto di quelli statali) o dei 30-40mila (al netto anche di quelli regionali in Lombardia) che con ogni probabilità finirà col catturare gran parte della domanda di auto elettriche di prezzo medio.

E’ verosimile che almeno alcuni dei concorrenti risponderanno con tagli di prezzo per sostenere le vendite dei propri EV. Anche perché per i car maker tradizionali, in UE vendere EV non è un assaggio di un nuovo mercato, ma una necessità vitale per non incorrere nelle salatissime multe inflitte a chi ha ancora gamme veicoli con emissioni di CO2 sopra una certa soglia (95 g/km).


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