Tesla, 1Q21 da record. Anche grazie al Bitcoin

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Lo scorso trimestre, Tesla ha dichiarato un utile di 438 milioni di dollari. Di questi, però, 337 vengono dalle auto e 101 da investimenti finanziari di tipo speculativo.

La dichiarazione è abbastanza chiara. A gennaio Tesla aveva acquistato 1,5 miliardi di dollari in Bitcoin, il che indicava una certa liquidità. Tre mesi dopo ne ha venduto il 10% circa, ovvero 150 milioni, guadagnandoci 100 milioni. Ha quindi venduto a 250 in un momento nel quale l’intero capitale valeva 2,5 miliardi. L’investimento ha funzionato, ma rientra ancora nella categorie degli investimenti a rischio, anche se per molto tempo questa criptovaluta resterà indicata come valido investimento. Inoltre sta per aumentarne anche l’uso come bene rifugio: in Italia, ma un po’ anche altrove in Europa, ne sta crescendo l’uso come “nascondiglio” per evitare nuove tassazioni di tipo patrimoniale.

Ma torniamo a Tesla, che ha ancora Bitcoin che ha pagato 1,35 miliardi di dollari. Finché non vende, quanto valgono i bitcoin ancora in cassa? A quanto li mette in conto economico? Senza contare la difficoltà nel valutare quanto queste speculazioni influiscano sulle fluttuazioni di valore delle azioni Tesla (e dello stesso Bitcoin).

Perché la trimestrale vede solo il venduto. Nell’ultimo mese il Bitcoin ha fluttuato di oltre il 20% del suo valore, tra 49 e 63 mila dollari. Questa leva sembra essere un rischio tutt’altro che calcolato: funziona in tempo di rialzo (tori, in finanza), ma deprime e molto nei momenti di ribasso (orsi).

C’è anche da chiedersi come mai ci sia tutta questa liquidità e come mai sia stata investita proprio in criptovaluta. Intanto in questo schema troviamo la suddivisione del fatturato di Tesla secondo quanto ha dichiarato la società di Elon Musk.

2021 a 750 mila auto, chip permettendo

Tornando alla produzione, l’azienda ha venduto circa 185 mila auto, come Greenstart aveva già segnalato ad inizio aprile. I risultati sono in linea con gli obiettivi dell’anno che prevendono 750 mila pezzi, con il 50% di aumento sul 2020.

Tesla Supercharger V3

Per quanto riguarda la mancanza di chip, Tesla dichiara di non averne risentito. In realtà qualcosa è successo ed ha affrontato la cosa adattando il proprio hardware a chip di produttori diversi da quelli precedenti, ma questa mossa può funzionare a breve termine. Bisognerà vedere sia come andrà avanti lo shortage, sia che sarà della manutenzione per i modelli con hardware modificato.

100 mila pezzi da oltre 80 mila dollari con le nuove Model S e X

Intanto Tesla punta a raggiungere una produzione annuale di 100.000 Model S e Model X. Si tratta di auto di lusso, la cui produzione era stata ridotta a vantaggio dei modelli più economici, in primis la 3. Ma il cambiamento è venuto dalla Casa, che quindi ha un portafoglio ordini che si muove in quella direzione. Se non nel secondo, questa mossa potrebbe portare ad eccellenti risultati già nel terzo trimestre. Certo Bitcoin permettendo, ma a quel punto basterà non vendere ed aspettare tori migliori.


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