Toyota punta dritta sull’idrogeno. A Francoforte le novità

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A partire dal 2020 la Casa prevede di produrre decine di migliaia di veicoli fuel cell ibridi all’anno

Toyota FCHV, o Fuel Cell Hybrid Vehicle. Così si chiama il prototipo che Toyota presenterà fra pochi giorni al Salone di Francoforte 2013. La vettura, che anticipa il modello di serie la cui produzione è prevista per il 2015 per un prezzo indicativo che non dovrebbe superare gli 80mila euro, disporrà di un sistema Hybrid Synergy Drive del tutto simile a quello delle attuali ibride Toyota, ma con il motore termico sostituito da una fuel cell con associati due serbatoi per l’idrogeno.

La batteria per immagazzinare l’energia recuperata dalla frenata rigenerativa dovrebbe essere da 21 kWh, in linea il taglio che solitamente hanno le batterie delle elettriche pure (Tesla a parte).

La potenza erogata dalla fuel cell (seppur miniaturizzata rispetto al concept FCV-R presentato due anni fa al Tokyo Motor Show) è di 3 kW per litro; tutto il sistema fuel cell trova posto nello stesso spazio in cui normalmente sarebbe alloggiato il motore termico. L’autonomia è cresciuta a oltre 560 km e grazie ai nuovi materiali il funzionamento è possibile anche a -30°C.

Proprio l’autonomia rappresenterebbe il vantaggio strategico di questa architettura di veicolo: pur essendo totalmente ZEV può percorrere molta più strada di una elettrica pura.

Naturalmente, tanto l’idrogeno per la FCHV quanto l’elettricità per una Leaf devono essere prodotti, quindi queste vetture sono tanto “green” quanto lo è il processo con cui viene generata la necessaria energia.

Il loro ruolo è però quello di rendere realmente “zero emissioni” l’ultimo anello della catena energetica dalle fonti primarie alla strada, quello che condivide gli spazi urbani con i residenti. Quanto al problema di produrre elettricità in modo green, evidentemente spetta ad altri risolverlo. 

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