Un 2019 da record per Tesla con 367.500 consegne. E gli short sellers perdono 900 milioni di dollari

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Non è ancora stato reso noto lo scorporo del dato di vendite per ciascun Paese, nè sono disponibili cifre sugli eventuali profitti nel trimestre, ma il primo obiettivo è stato centrato. Tesla aveva promesso di consegnare fra 360mila e 400mila vetture nel 2019, e grazie a un quarto trimestre da record (112mila consegne, di cui 92550 Model 3 e 19450 Model S e X) il risultato finale, 367.500, si è collocato nel range preannunciato. La Model 3 sta registrando un ottimo successo di mercato, è già oggi l’auto elettrica con le maggiori vendite mensili e si avvia a diventare l’auto elettrica più venduta nella storia. Di sicuro un contributo determinante per questo risultato è arrivato dalla straordinaria performance di dicembre in Olanda di cui abbiamo già parlato. Il titolo ha guadagnato il 3.7% in Borsa, arrivando a una capitalizzazione di ben 80 miliardi di dollari, contro i 52 miliardi di General Motors e i 37 miliardi di Ford, mentre Volkswagen, che per la cronaca prevede di arrivare a produrre 340mila auto elettriche all’anno solo nel 2021, è sempre più vicina, a quota 88 miliardi, lasciando presagire un clamoroso sorpasso nel prossimo futuro.

I positivi risultati di Tesla hanno ovviamente fatto crollare il valore dei derivati al ribasso: sono state infatti quantificate in ben 900 milioni di dollari, solo nei primi due giorni di contrattazione del 2020, le perdite complessive di chi, ancora una volta, aveva scommesso contro il titolo.

Tesla Gigafactory Cina
La Gigafactory 3 cinese è già “online” dopo soli 10 mesi dalla posa della prima pietra e sta già producendo 1000 auto alla settimana, con un potenziale di arrivare a 3000 alla settimana nel breve termine.

Tesla pronta ai record in Cina

Contemporaneamente si stanno gettando le basi per un buon primo trimestre 2020, dato che la Gigafactory 3 in Cina, costruita a tempo di record, è in funzione, sta producendo oltre 1000 vetture alla settimana e ha un potenziale di 3000 raggiungibile a breve; dopo la recente autorizzazione a vendere concessa dalle autorità locali, e la conferma che la Model 3 avrà diritto a fruire degli incentivi cinesi per le auto elettriche, le consegne “made in China” a clienti cinesi inizieranno a giorni; già da qualche tempo sono stati avvistati camion trasportare vetture nei vari centri vendita nel Paese, in preparazione al lancio.

Le consegne 2019 di Model 3 in Olanda

Essendosi ridotti gli incentivi in Olanda (al 31 dicembre, cosa che come sappiamo ha scatenato un’ondata di acquisti senza precedenti) e negli USA (per aver raggiunto la soglia massima di vendite prevista dalle regole, oltre la quale non si ha più diritto ad incentivi), perchè possano continuare i progressi nei volumi e negli utili la domanda dovrà venire da altre aree geografiche, Italia compresa. Anche in Cina la domanda è calata, ma potendo disporre di una sua fabbrica sul suolo cinese Tesla avrà un vantaggio di costo e logistico su chi deve vendere auto prodotte altrove e importate in Cina. Nel resto d’Europa le condizioni di mercato variano per ciascun Paese, anche in relazione alle differenti regole per gli incentivi.

Tesla Model 3 Olanda
Così si presentava il piazzale del porto di Rotterdam pieno di Model 3 appena sbarcate dalla nave cargo, il 22 dicembre scorso, per soddisfare la domanda olandese legata agli incentivi in scadenza a fine 2019.

E’ interessante notare che nel secondo e nel terzo trimestre Tesla ha venduto più auto di quante ne abbia prodotte (nel terzo trimestre prodotte 96155 e consegnate 97mila) e la tendenza si è confermata anche nel quarto trimestre in cui sono stati prodotti circa 105mila veicoli ma ne sono stati consegnati 112mila. Da un lato questo significa che si sta riuscendo a risolvere il problema della catena logistica e a smaltire lo stock in attesa di consegna; dall’altro è chiaro che viste le cifre, le consegne tornerebbero ad essere limitate, come nei primi mesi di vita della Model 3, dalla produzione e non dalla logistica… se non fosse per il fatto che, molto opportunamente, la fabbrica in Cina sta entrando in piena attività proprio ora, con il suo potenziale di 3-5mila auto alla settimana. La domanda locale cinese potrà così essere servita dalla fabbrica locale, e la produzione californiana di Fremont potrà essere interamente destinata a Usa ed Europa. Naturalmente ciò in attesa che venga ultimata anche la Gigafactory 4 vicino a Berlino; a quel punto ogni mercato continentale principale disporrà di una propria fabbrica locale.

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